Pietrogrado, 8 marzo 1917 di Paolo Cossi

Posted by redazione on Monday Mar 8, 2010 Under Comics

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Oppio dei Popoli di Bruno Ballardini

Posted by redazione on Sunday Mar 7, 2010 Under Scritti

Promesse, promesse

Torna il grande festival delle elezioni: la nostra politica rischia la bancarotta per il suo indebitamento di promesse da mantenere

ballardini-marzoVignetta di Maurizio Minoggio

Inutile minimizzare, il mondo è in crisi. Questa volta si tratta forse della più grande crisi mai occorsa da secoli perché è globale e perché è basata sul debito. Un indebitamento globale di tutti con tutti. Stavo per scrivere “il capitalismo è in crisi”, ma mi sono fermato in tempo: il debito coinvolge non solo i Paesi del capitalismo, ma anche quelli dell’ex area comunista e il terzo mondo che viene trascinato a sua volta nel baratro da entrambi. Dunque, il mondo.

E da cosa viene originato tutto questo debito?
Da un eccesso di promesse, è ovvio. Perché ogni promessa è debito. Tutto inizia quando qualcuno ha un bisogno e lo comunica. Il fatto che lo comunichi significa che non è in grado di soddisfarlo autonomamente e si rivolge agli altri per chiedere aiuto. Quindi, direttamente o indirettamente, esprime un desiderio. Ma sta tutto qui l’inghippo, perché il bisogno è un fatto reale e concreto mentre il desiderio è solo la sua espressione psicologica. Le due cose non coincidono affatto e spesso non sono nemmeno collegate. Lo dimostra il sistema della moda e quello della pubblicità, che fanno desiderare il più delle volte cose di cui non abbiamo affatto bisogno.

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Mai più senza Daniele di Stefano Disegni

Posted by redazione on Saturday Mar 6, 2010 Under Comics

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Cinema: And the Nominees are (were…) di Filippo Mazzarella

Posted by redazione on Friday Mar 5, 2010 Under Rubriche

x-cinemaLegenda:
* blah
** boh
*** beh
**** eh
***** oh

An Education *
di Lone Scherfig. Con Peter Sarsgaard, Carey Mulligan.
Non ha la nomination per la regia, e ci mancherebbe. Bello, cominciare con il film che più di tutti gli altri nove ha meno ragioni di esistere nella nuova configurazione delle candidature. Cosa ha fatto il miracolo? Nick Hornby che ha sceneggiato l’autobiografia della giornalista britannica Lynn Barber? La rievocazione leccatina del momento immediatamente precedente alla swingin’ London? Il sempiterno fascino esercitato da Parigi sur les américains?
Probabilità di vittoria: 0,0001%

Avatar **
di James Cameron. Con Sam Worthington, Zoe Saldana.
Questo la nomination per la regia ce l’ha, più una pletora di candidature tecniche, e ci mancherebbe. Ciò malgrado, come già dicevo il mese scorso in sede di recensione lunga a cui vi rimando, a dispetto della sua tonitruanza e della sua ipertroficità, è un film microscopico di cui sono pronto a scommettere si serberà un ricordo proporzionale alla sua (falsa) ampiezza di visione. Ma siccome è pieno di boccaloni convinti oggi che il futuro si giochi da queste parti e che domani si giocherà sul ritorno in grande stile del cinema in Odorama digitale (speriamo che il primo esempio sia un porno anal), il pronostico è fin troppo facile.
Probabilità di vittoria: 99,2153%

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Sommario Marzo

Posted by redazione on Friday Mar 5, 2010 Under sommario


cover-marzo-180ANNO XLV NUMERO 3 (540) marzo 2010


SCRITTI
URNE REGIONALI di Giorgio Galli
COSA C’E’ DI MALE di Giampaolo Spinato
LA TREDICESIMA PAGATA DAGLI EVASORI di Marco Esposito
2010 LA MAFIA CHE RESISTE di Walter Molino
LE PAROLE PESANO PIU’ DELLE LEGGI di David Bidussa
ANTICIPAZIONE L’acchiapparatti di Francesco Barbi
SE IL CARCERE SCOMPARE di Giorgio Scianna
LA BAMBINA EMMA DANTE di Fabio Geda


RUBRICHE
Poesia il miracolo della primavera di Ivan e Squaz
Tipi psicologici - Guido Bertolaso di Massimo Cirri
Cedo cane perché morto di
Catone& Lorentz
I luoghi dell’anima di
Piero Gelli
Shorts di
Matteo B. Bianchi
Laboratorio esordienti a cura di Matteo B. Bianchi
Fumetti di
Michele R. Serra
Cinema di
Filippo Mazzarella
Teatro di Enzo Fragassi

Musica di
Riccardo Bertoncelli
Scherzi da Peres di Ennio Peres
Ovalia di
Marco Pastonesi
Oppio dei popoli di
Bruno Ballardini

FUMETTI
Pietrogrado, 8 Marzo 1917 di Paolo Cossi
La paura si chiama Poliedricus! di Sergio Ponchione
Hélène Bruller è una vera stronza
di Hélène Bruller
Mai più senza Capezzone di Stefano Disegni
Marassi di Riccardo Marassi
Dilbert
di Scott Adams
Pupilla di
Giuseppe Culicchia
Doonesbury di Garry B. Trudeau
Peanuts di Charles M. Schulz
Perle ai porci di Stephan Pastis
Cul de Sac di Richard Thompson
Prototyp di
Ralp König (8a puntata)
Monty di Jim Meddick
Get Fuzzy di Darby Conley

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daw_aung_san_suu_kyiLa leader dei diritti civili in Birmania, Aung San Suu Kyi, dovrà scontare altri 18 mesi di arresti domiciliari. La Corte Suprema del suo Paese, sottoposto da tempo alla dittatura dei generali, ha infatti rigettato il ricorso presentato dai suoi legali, i quali si erano appellati a eccezioni di carattere costituzionale.

Aung San Suu Kyi, 65 anni il prossimo 19 giugno, avrebbe dovuto riacquistare la libertà già nel maggio del 2009. La residenza in cui scontava gli ultimi giorni di arresto era però stata raggiunta a nuoto da un cittadino americano, tale John William Yethaw, che aveva eluso la vigilanza delle guardie. Trattenutosi per diverse ore all’interno della villa dove è costretto il premio Nobel per la pace 1991, Yethaw (che nel successivo processo non ha fornito chiare ragioni del suo gesto, alimentando così il sospetto di una macchinazione ai danni di Aung), fu arrestato e San Suu Kyi accusata di aver violato la prigionia a pochi giorni dal fine pena.

Di qui la nuova condanna a tre anni di lavori forzati, poi commutata dalla Giunta militare al potere in 18 mesi di arresti domiciliari; sentenza che ora la Corte Suprema ha confermato, assecondando il vero progetto del regime birmano, che in questo modo punta a tenere sotto il proprio tallone l’opposizione democratica del Paese asiatico, che ha in Aung San Suu Kyi la sua leader riconosciuta a livello internazionale.

L’intera vicenda umana e politica di Aung San Suu Kyi e del movimento che sostiene i diritti civili in Birmania è stato raccontato nel libro di Cecilia Brighi Il pavone e i generali, pubblicato da Baldini Castoldi Dalai editore. Brighi, sindacalista, da anni attiva a favore della causa birmana, contribuisce anche al sito www.birmaniademocratica.org, dove si possono trovare notizie e aggiornamenti sulla situazione del Paese asiatico.

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La bambina Licia Troisi di Fabio Geda

Posted by redazione on Tuesday Feb 23, 2010 Under Bambini nel tempo

“Elliott il drago invisibile è stata la chiave che ha spalancato, nel mio immaginario, la finestra sul fantasy.” Finestra dalla quale, affacciandosi, Licia Troisi ha visto un mondo di mondi: un Mondo Emerso

troisi1Illustrazione di Sergio Ponchione

Se cominciassimo dicendo che stiamo parlando di una scrittrice che ha già pubblicato due trilogie intere - che, per chi non fosse in grado di fare i conti, vuol dire sei libri - più i primi due libri di altre due trilogie - e siamo a dieci - più svariate trasposizioni a fumetti, un romanzo ecologista e alcuni racconti, e che, prima di cominciare a scrivere, si è specializzata in astrofisica con una tesi sulle particelle nane, be’, voi pensereste che stiamo parlando di una donna dalle molte primavere, over cinquanta, over quaranta, per lo meno, di qualche genio che scende dal Nord. Invece no. Stiamo parlando di una under trenta, e per giunta italianissima. Stiamo parlando di Licia Troisi.

Licia Troisi nasce a Roma nel 1980. Non da un uovo di Viverna, no. E neppure viene adottata da uno strambo professore che le spiega che dentro di lei sopravvive lo spirito di un drago, come accade all’orfana Sofia, presa in casa dal professor Schlafen nel primo libro della saga dedicata alla Ragazza drago.

Nasce in una famiglia come tante, Licia Troisi, che come tante, all’inizio degli anni Ottanta, le regala un pupazzo di gomma di Elliott il drago invisibile, intramontabile protagonista del film diretto da Don Chaffey nel 1977. “L’ho recuperato qualche settimana fa da casa dei miei genitori, quel pupazzo, e adesso è nella stanza di mia figlia Irene, che ha appena due mesi di vita. Credo di aver ricevuto una sorta di imprinting, da quel giocattolo. Elliott è stata la chiave che ha spalancato, nel mio immaginario, la finestra sul fantasy.” Finestra dalla quale, affacciandosi, Licia Troisi ha visto un mondo di mondi: un Mondo Emerso. “Ma intendiamoci, non è stato subito tutto un pullulare di animali fantastici, aure magiche e pietre dai poteri soprannaturali.

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Opposti dogmatismi di Giampaolo Spinato

Posted by redazione on Sunday Feb 21, 2010 Under Opposti dogmatismi

La gaia assenza

spinato-febbraioLa paura dell’incognito diventa l’anticamera dell’immobilismo.
Rimettere mano alla forza immaginativa per strutturare un sogno è diventato tabù.
Cos’è meglio: essere prigionieri di un sogno o di un sonno a occhi aperti?

Cioò che più colpisce oggi in questo Paese è l’assenza di un progetto. Non esiste settore o agenda della vita economica e sociale che non presenti questa debolezza. Dietro le battaglie e la vasta gamma di sforzi produttivi che, ad esempio, per fronteggiare una crisi di proporzioni mondiali sta mettendo in scena le contraddizioni più feroci del sistema, non si intravedono progettualità lungimiranti e di lungo periodo.

Le parole d’ordine sono: incentivi, conservazione (degli asset aziendali molto più spesso che dei posti di lavoro), cassa integrazione (forma di tutela destinata ormai paradossalmente a mettere al riparo solo la parte più “fortunata” dei lavoratori, i cosiddetti “dipendenti”), mantenimento o anche difesa delle posizioni di mercato. Nonostante i retorici, vitalistici e, spesso, offensivamente comici richiami all’ottimismo, nessuna di queste parole contempla il sogno, l’immaginazione, l’invenzione o la creazione del nuovo. Non contemplano cioè quella visionarietà, quella forza immaginativa propulsiva e la capacità trasformativa che sono appunto la sostanza del tanto blaterato ottimismo. Siamo arroccati dietro slogan indelebilmente appannati da un alone di resistenza, di rassegnato, coriaceo combattimento per la difesa di una situazione data, di un contesto sociale e produttivo, un interesse di parte da tutelare, di un modo di vivere e relazionarci con noi stessi e con la realtà che, in quanto sperimentato e conosciuto, non presenti sorprese. E la paura dell’incognito diventa così l’anticamera dell’immobilismo.
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Peanuts di Charles M. Schulz

Posted by redazione on Saturday Feb 20, 2010 Under Comics

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