Sommario febbraio

Posted by redazione on Friday Feb 5, 2010 Under sommario


cover-febbraio-180ANNO XLV NUMERO 2 (539) febbraio 2010


SCRITTI
CILIEGINO AMARO di Walter Molino
LO SPIRITO IMPEDITIVO di Marco Esposito
LA GAIA ASSENZA di Giampaolo Spinato
OBAMA E LA CIA di Giorgio Galli
UN EROE SCOMODO di David Bidussa
LA BAMBINA LICIA TROISI di Fabio Geda
A BASSA VELOCITA’ di Giorgio Scianna
IL PORNO CHE VUOLE LEI di Monica Maggi


RUBRICHE
Poesia clandestina la notte senza mattina di Ivan e Squaz
Tipi psicologici di Massimo Cirri
Cedo cane perché morto di
Catone& Lorentz
I luoghi dell’anima di
Piero Gelli
Shorts di
Matteo B. Bianchi
Laboratorio esordienti a cura di Matteo B. Bianchi
Fumetti di
Michele R. Serra
Cinema di
Filippo Mazzarella
Teatro di Enzo Fragassi

Musica di
Riccardo Bertoncelli
Indie di Lorenzo Barbieri
Ovalia di Marco Pastonesi
Oppio dei popoli di
Bruno Ballardini

FUMETTI
Marassi di Riccardo Marassi
Dilbert
di Scott Adams
Pupilla di
Giuseppe Culicchia
Fempre baffo
di Stefano Disegni
Doonesbury di Garry B. Trudeau
Peanuts di Charles M. Schulz
Perle ai porci di Stephan Pastis
Cul de Sac di Richard Thompson
Prototyp di
Ralp König (7a puntata)
Hélène Bruller è una vera stronza di
Hélène Bruller (6a puntata)
Monty di Jim Meddick
Get Fuzzy di Darby Conley
Grazie a… di Alberto Rebori

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Musica: Dieci piccoli (grandi) indiani di Lorenzo Barbieri

Posted by redazione on Wednesday Feb 3, 2010 Under Uncategorized

Il 2009 segna la rinascita creativa - soprattutto a Stelle e Strisce - delle etichette medio-piccole. Mentre i colossi dell’industria discografica, in affanno, zoppicano snervati. Ecco un’accurata selezione dei dischi dell’anno appena trascorso. Rigorosamente indies. O quasi

BILL CALLAHAN SOMETIMES I WISH WE WERE AN EAGLE
[Drag City]
Il disco più bello e maturo della carriera di Mr. Smog è anche una dichiarazione d’intenti che scorgiamo in Jim Cain, brano d’apertura di placida immensità. “Una volta ero cupo, dopo mi ha preso l’allegria, ma poi mi sono incupito di nuovo”. Le oscillazioni portano bene. Dal dolente pessimismo degli Smog fino all’agognato romanticismo delle ultime due pubblicazioni, Callahan raggiunge l’apice con questi nove brani dagli arrangiamenti (a tratti orchestrali) mai così solidi, sicuri e vari allo stesso tempo. E affronta nei testi il tema del dolore con l’equilibrio di chi è degno di diventare un classico. In Eid Ma Clack Shaw, sul richiamo dell’ossessiva linea di basso di Psycho Killer dei Talking Heads, vagheggia la “canzone perfetta” composta nel dormiveglia di versi sognati e nonsense, cerca di trovare un compromesso fra ragione e istinto. Perché “L’amore è il re delle bestie/quando ha fame, uccide per nutrirsi”.

GRIZZLY BEAR VECKATIMEST [Warp]
Dopo l’acclamato Yellow House del 2006, aver suonato con la Los Angeles Philharmonic Orchestra e aperto il tour nordamericano dei Radiohead, la band di Brooklyn guidata da Edward Droste pubblica il terzo fatidico disco, forse il lavoro più accessibile e riuscito. Che nel linguaggio dei Grizzly non significa certo “commerciale”. Piuttosto si tratta di un disco pop nell’accezione più nobile del termine. Veckatimest (il nome di un’isola disabitata al largo del Massachusetts) è un lavoro che assomiglia a un’onda, a un misterioso oggetto percosso che rimanda una gamma di rimandi colti fra folk, atmosfere jazzy e pop barocco. Un disco alto, “impressionista”, già considerato da alcuni del gotha come uno dei culti alternativi della decade “Noughties”.

PHOENIX WOLFGANG AMADEUS PHOENIX [XL]
La ben poco prolifica band di Versailles sforna il quarto disco dopo quasi vent’anni di carriera. Un tentativo di uscire allo scoperto verso il grande pubblico che si rivela centrato in pieno. Trampolino di lancio, singoli che piacciono alle radio come Lisztmania (titolo ispirato al musical del 1975 con Roger Daltrey) e 1901. Ma è tutto il lavoro che funziona, fra nostalgie anni 80 ed electrorock. Armati di battiti e riff, la ex garage band di Thomas Mars s’inventa il rock sintetico del momento. Dagli esordi parigini di acqua sotto i ponti ne è passata e la scena francese, dopo Air e Daft Punk, aggiunge il terzo podio delle band un po’ “fighette” che piacciono anche ai rockettari. (vd. DJ Lebowski)

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Il luogo del delitto di Giorgio Scianna

Posted by redazione on Tuesday Feb 2, 2010 Under Rubriche, Scritti

Buon compleanno Mr Spade

Compie 80 anni il detective creato da Dashiell Hammett e immortalato al cinema da John Huston. A metà strada tra il reportage e il pellegrinaggio, cronaca di un viaggio per le strade della città forse più noir del mondo: San Francisco

ill_spade© Illustrazione di ALE+ALE

San Francisco è una città a colori, anche se c’è la nebbia, anche se fa freddo. Basti pensare che il suo simbolo, il Golden Gate, è arancione, international orange a essere precisi. Quante città hanno un simbolo color arancione? E per tenerlo così arancione c’è una squadra di 25 operai che ci spennella sopra 1000 galloni di vernice ogni settimana. Ma è ancora niente. Ci sono le lanterne rosse e i dragoni di Chinatown, la case vittoriane pastello di Alamo Square, il verde di Dolores Park…

La città noir che avevo nella mia testa, la città prediletta da Hitchcock per Birds e Vertigo, la città che è stata lo sfondo bianco e nero dietro al cappello di Humphrey Bogart oggi è dunque una città arcobaleno. Anche nell’epicentro del noir, anzi proprio lì, non riesco a pensare che a questo. Perché un epicentro del noir c’è ed è 111 Sutter Street, il palazzo dove tutto comincia.

“Pronunciata e ossuta, la mascella di Sam Spade presentava un mento a V che sporgeva da sotto l’arco più dolce delle labbra.” E’ l’inizio del Falco maltese, ed è sopra la mia testa, nell’ufficio dei detective Spade & Archer, che si apre il romanzo. Dashiell Hammett quando nel 1930 pubblica questa storia su una donna misteriosa che insegue una statuetta antica a forma di falco, assoldando Sam Spade e facendosi largo tra furti e omicidi, non può immaginare che sta consegnando all’Olimpo un detective così nuovo, così diverso dai Maigret e dagli Sherlock Holmes che lo hanno preceduto da spalancare la porta a quella che sarà la scuola dei duri. Bene, proprio lì, nel cuore nero di San Francisco, davanti all’ingresso di Sutter Street al numero 111 (identificato dagli appassionati come sede dell’ufficio di Spade) ogni giovedì mattina c’è un mercato della frutta e ci sono delle ragazze sorridenti che ti allungano delle mele rosse come quelle di Biancaneve.

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Libri di Corrado Stajano

Posted by redazione on Monday Feb 1, 2010 Under Scritti

mafia-exportAtlante criminale

“Mafia export” il prezioso libro di Francesco Forgione
racconta la diffusione del Made in Italy mafioso nel mondo

E’ un libro prezioso questo di Francesco Forgione, Mafia export, una mappa globale del fenomeno criminal-politico che mancava nella bibliografia ormai sterminata a disposizione di chi vuol conoscere in quale mondo viviamo. Fondamentale per capire la pericolosità dei poteri criminali, la loro dimensione globale, i modi sofisticati, ma anche elementari, con cui i protagonisti operano in tutto il mondo trasferendo con la complicità interessata di finanzieri, professionisti, uomini della politica e delle istituzioni enormi quantità di denaro sporco e lo ripuliscono in “lavanderie” compiacenti. Il denaro è per lo più frutto del traffico della droga, ma anche del commercio delle armi vendute nelle aree delicate del pianeta ed è protagonista, in dimensioni difficili da valutare - le stime sono sempre improprie - degli investimenti della mafia imprenditrice, l’economia ripulita, che finanzia la costruzione di intere città, catene di negozi, soprattutto pizzerie e ristoranti, investimenti di ogni genere, lo smaltimento dei rifiuti, la sanità, la gestione del gas, l’acquisto di compagnie aeree. è capace persino di lasciare lo zampino nei progetti e nelle campagne umanitarie.

Il libro è importante perché non esiste, non solo in Italia, un organo di polizia addetto al contrasto criminale dotato di un archivio delle attività che inquinano ormai tutti i continenti, indispensabile per operare congiuntamente con la stessa rapidità della mafia. E mancano anche leggi comuni necessarie per dare ai magistrati dei diversi Paesi strumenti che sarebbero utili per un’azione coordinata ed efficace. “è una grave lacuna che, però” scrive Francesco Forgione nelle conclusioni del suo saggio-inchiesta “non pare impensierire le istituzioni e i governi, mentre sul fronte della pubblica opinione si moltiplicano gli interventi pubblici, i convegni, le interviste di magistrati, uomini politici, esponenti del governo, sull’internazionalizzazione delle attività criminali e le mafie nell’era della globalizzazione, e sono sempre più numerosi gli studi e i saggi sull’economia canaglia che si nutre del riciclaggio dei capitali illeciti”. Politico e giornalista, deputato al Parlamento siciliano e al Parlamento nazionale, Forgione conosce nel profondo il fenomeno mafioso. E’ stato presidente della Commissione parlamentare antimafia della XV Legislatura (quella dell’ultimo governo Prodi), firmando, tra l’altro, lo scorso anno, la Relazione annuale sul tema della ‘ndrangheta calabrese, ed è autore di libri che hanno lasciato il segno, Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica, e Oltre la Cupola - Massoneria, mafia e politica (con Paolo Mondani).
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Hélène Bruller è una vera stronza di Hélène Bruller

Posted by redazione on Sunday Jan 31, 2010 Under Comics

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Laboratorio Esordienti a cura di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Saturday Jan 30, 2010 Under Scritti

Dal momento che questo è un “laboratorio” ogni tanto vale la pena di sperimentare. Questa volta dunque ho scelto di non pubblicare un racconto ma un estratto da un romanzo ancora in gestazione. Gli esordienti Francesco Cozzolino e Marco Grasso mi hanno inviato l’inizio del libro che stanno scrivendo a quattro mani e trovo che si tratti di un attacco convincente, di quelli che fanno venire voglia di proseguire con la lettura. Chissà che questo assaggio non incuriosisca anche qualche editore al punto di voler valutare tutto il resto. (L’ho detto che era un esperimento, no?)

laboratorio-gennaio illustrazione di Marco Cazzato

Scatafascio

di Francesco Cozzolino / Marco Grasso

Crac.
Vai a sapere perché ad un certo punto, in un muro qualsiasi di una qualsiasi casa, si forma una crepa. Infiltrazioni, assestamenti del terreno, microfrane sotterranee, il tutto mi ha dato da pensare per un buon quarto d’ora. Dopodiché ho smesso di chiedermi il perché e ho cominciato a ragionare sullo stato delle cose.
Esistono due tipi di persone: quelli che le crepe le stuccano e quelli che le lasciano aperte.
Chiudere le crepe è avere un hobby per passare la giornata, abbinare la cintura alle scarpe, comprare l’antiruggine. è pregare gli oggetti, invidiare la ricchezza, scambiare la paura per una malattia. In una parola sola, continuare ad assolversi.

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Dilbert di Scott Adams

Posted by redazione on Friday Jan 29, 2010 Under Comics

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Saturday Jan 23, 2010 Under Rubriche

un-gentiluomoGentiluomini di fortuna

La ricerca dell’Avventura, nella biografia di Hugo Pratt
scritta e disegnata da Paolo Cossi

Ma come si fa in Italia, a vivere di fumetto? Figurati. 0000000 La crisi economica. E quella dell’editoria. E la morte delle riviste (aspetta, siamo sicuri?). E il mercato asfittico, che se vendi cinquemila copie è già un successone… Insomma, le solite menate.
Invece, telefono a Paolo Cossi e lui mi fa: “No, io ho un unico lavoro, il fumetto. Vivo di fumetto.”

Ma come?
A dir la verità, bisogna contare che vivo in una realtà… diversa: è da un po’ di anni che ho deciso di abbandonare la città. Ho vissuto a Trieste, poi a Milano: lì ho capito che la città non faceva per me, e adesso sto in Val Cellina, che è famosa, purtroppo, soprattutto per il Vajont. Qui non ho televisione, cellulare, riscaldamento. Non sono un qualche tipo di strano neoluddista, ma sono convinto che il grande problema dei nostri tempi sia: consumare meno. Io sono convinto che sia possibile vivere bene anche solo limitandosi ai bisogni più… essenziali. Forse, perché sono soddisfatto di quello che altri considererebbero poco.

Discorsi del genere, fatti da uno di trent’anni, non si sentono tutti i giorni: la generazione degli anni Ottanta è cresciuta con altri valori, almeno secondo la lezione più diffusa. Be’, Cossi certamente non fa parte di quella maggioranza. Se nella vita dice di accontentarsi di poco, non è però uno che lavora il minimo indispensabile. Negli ultimi tre anni ha pubblicato tanto, racconti che spesso partivano da fatti storici per comporre fiction. Libri belli - ricordiamo Medz Yeghern, sull’Olocausto armeno - narrati con uno stile in continuo affinamento. L’ultima tappa evolutiva è un’imponente quadrilogia dedicata alla vita di Hugo Pratt: in libreria il primo volume.

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Wednesday Jan 20, 2010 Under Rubriche

mostra-fumettiOpening giovedì 21 gennaio
Don Gallery di Milano

Hunt Emerson disegnerà (dipingerà) qualcosa lì per lì. Poi, saranno esposte le tavole originali dalla storia di The Artist (passata) e Puck! (presente), riviste di fumetto underground autoprodotte, create (dal nulla) e dirette da Ivan Manuppelli nell’ultimo decennio. E piano piano diventate una piccola oasi di delirio organizzato, un rifugio insicuro per tutti quelli che avevano voglia di fare fumetti con lo sguardo del dropout fiero. I nomi della lista sono tanti, italiani e stranieri: da Ponchione a Shelton, da Mike Diana a Squaz e Aleksandar Zograf. Tutto alla Don Gallery di Milano (via Cola Montano, 15) fino al 6 marzo, con inaugurazione e performance varie la sera del 21 gennaio.

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Get Fuzzy di Darby Conley

Posted by redazione on Tuesday Jan 19, 2010 Under Uncategorized

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