Coraggio compagni, il peggio deve ancora arrivare

Matteo Salvini – il leghista eurodeputato milanese che ha proposto la creazione di vagoni della metropolitana riservati agli italiani – prende quasi 12mila preferenze alle europee, risultando uno dei più votati fra le camicie verdi padane. Clemente Mastella trova senza colpo ferire 111mila elettori in grado di spedirlo con tutti gli onori a Strasburgo, assieme a quella giovane promessa del cattolicesimo democratico che risponde al nome di Ciriaco De Mita da Nusco. La procace neo-deputata europea Barbara Matera, pronta a incantare l’uditorio di Strasburgo come già fece con le folle televisive di Mai dire gol (gialappi, gialappi, cosa avete fatto…). Coraggio, compagni, il peggio deve ancora venire.

La doppia scoppola – europee + amministrative – patita da tutti i sinistri nel micidiale week-end di giugno è di quelle che si ricordano ma non si raccontano ai nipotini. Io c’ero, purtroppo. E pensare che il vero e unico senso di questa tornata elettorale è sempre lo stesso da quindici anni: volete voi Silvio Berlusconi come duce unico, in attesa che la scienza ci consenta di replicarlo per partenogenesi come già fa madre natura coi bacilli e gli imenotteri? La politica in Italia si è ridotta a un referendum continuo, dove però anche quando si vince (ebbene sì, è accaduto, ma era un secolo fa, quando la sinistra sedeva ancora in Parlamento) non si può mica abrogare il perdente. Lui, infatti, non è d’accordo, e anzi si prepara alla vera “partita della vita”, quella che nel 2013 dovrebbe portarlo al Quirinale, naturalmente dopo che la Costituzione sarà stata opportunamente riformata in senso presidenzialista. I tempi ci sono tutti e sono perfetti, come un palinsesto di Canale 5, compresa la pausa pubblicitaria.

In tutto ciò, qualcuno timidamente si domanda se non sarebbe utile un’opposizione. Sì, quella cosa… ma sì, dai, quella cosa che… ti ricordi? Ma dai, quella roba che si fa in Parlamento e nelle piazze. Che si fa casino, ma prima ci si trova, si discute, si studia, si mettono giù delle idee nuove, delle strategie. Oddio, nuove nuove magari no. Basta guardarsi un po’ intorno, per fortuna mica tutto il mondo è (Bel)Paese. Un viaggetto, ecco, un bel viaggetto esplorativo, di “aggiornamento”, questo ci vorrebbe per la nostra opposizione. Magari in Africa, perché no? È vicina, costa poco… Ah, no, è vero, l’Africa no, ci sono già Prodi e Veltroni… Ma allora Franceschini, Ferrero, Vendola dove li mandiamo stavolta? Come dite? No, nooo… rispondete, please, ma niente volgarità!

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3 comments

  1. Ivan

    ehm… lo so che non è indispensabile, ma gli imenotteri non si riproducono per partenogenesi.

  2. maurizio

    e noi anarchici, che consideriamo le elezioni una solenne presa per il… …fondello?
    magari ci potessimo riprodurre per partenogenesi anche noi!!!

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