Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Saturday Jun 20, 2009 Under Rubriche

cover-peppino1A becco aperto

Il fumetto civile e la parabola di Becco Giallo, 
piccola e agguerrita casa editrice 

Impastato, la storia di un uomo che usa l’arma dell’ironia per combattere il potere. Potere mafioso, pericoloso, mortale. 
Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso la racconta nuovamente (dopo il film di Marco Tullio Giordana, il libro dell’amico Salvo Vitale, documentari e  trasmissioni televisive), la storia di quel ragazzo di Cinisi che faceva giornalismo con il chiaro intento di svegliare le coscienze addormentate della società civile. Una narrazione semplice ed efficace, ma anche – oltre il significato sociale e politico – un punto di arrivo nel percorso editoriale di una piccola casa editrice, Becco Giallo. Nata un lustro fa, oggi è un po’ meno piccola dopo l’assorbimento da parte della padovana Alet, e vanta una quarantina di libri in catalogo. Non è poco, considerando che la nicchia in cui si muove l’editore è quasi esclusivamente quella del giornalismo grafico.
Fatte le debite proporzioni, alcuni elementi dell’esperienza del siciliano Impastato si ritrovano in quella dell’editrice veneta. Ad esempio il desiderio di fare giornalismo con intento civile, che  nel caso di Becco Giallo si declina nella forma del fumetto civile.
Guido Ostanel, direttore editoriale e socio fondatore della casa editrice, sottolinea con forza questo punto: 

Vogliamo lavorare seriamente sulla storia e la memoria del Paese, sul territorio. Quello che fanno Marco Paolini e Ascanio Celestini con il loro teatro civile, noi tentiamo di farlo attraverso il fumetto.

Non è un proposito da poco. Come si mette in pratica?
Cerchiamo di presentare al pubblico libri a fumetti che raccontino la realtà, il territorio, la cronaca. Curiosamente, l’idea di mettere in piedi questa casa editrice non derivava tanto da una passione per il medium fumetto in sé, quanto da quella per il cinema documentaristico: abbiamo cercato di fare con il fumetto ciò che il documentario ha fatto con il cinema. Non intendo dire che i due linguaggi siano vicini: è proprio una questione di approccio, il tentativo di azzerare le proprie convinzioni preconcette per indagare, toccare con mano la verità. E riprodurla.

peppinoimpastato

Anche il nome della casa editrice è una dichiarazione di intenti: Il Becco Giallo, come il noto foglio satirico antifascista della seconda metà degli anni Venti (Oreste del Buono e Lietta Tornabuoni ne avevano raccontato la storia in un saggio edito da Feltrinelli nel lontano 1972). In che modo quell’esperienza vi rappresenta? 
Per l’utilizzo del segno grafico, ad esempio: quella rivista usava i disegni per criticare il potere, oppure divulgare notizie che non venivano trasmesse in altro modo. E poi c’è il fatto del simbolo, un merlo con il becco sempre aperto, come a voler gridare verità che non si volevano sentire. Dopo le minacce e le pressioni del regime, venne ridisegnato con il becco chiuso da un pesante lucchetto. Un’immagine molto potente: il merlo ammutolito gridava ancora più forte.  

Hai detto di voler fare libri che raccontino la realtà, la cronaca, ma hai citato anche il territorio come elemento fondamentale…  
La prima cosa di cui ci preoccupiamo quando pensiamo a un nuovo progetto editoriale è di cercare un autore che abbia le carte in regola per raccontare quella precisa storia, vale a dire il giusto grado di passione, ma anche di coinvolgimento. Difficilmente affideremmo una storia sulla mafia a un autore di Bolzano: abbiamo bisogno di qualcuno che abbia vissuto la mafia sulla sua pelle. Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia è scritto da un giornalista nato a Trapani e vissuto a Palermo, a pochi chilometri da Cinisi. Un fatto del genere inevitabilmente comporta un maggiore coinvolgimento da parte dell’autore. Per noi, è perfino più importante che scegliere sceneggiatori e disegnatori più navigati, magari più capaci di ammaliare il lettore dal punto di vista narrativo: io resto convinto che sarebbero meno credibili.

Quando avete fondato la casa editrice, vi siete resi conto di essere un caso unico al mondo? Nessun altro produce libri a fumetti comportandosi come una vera e propria redazione giornalistica.
Dopo aver girato i festival europei, in effetti possiamo ancora andare fieri della nostra unicità. 
Certo, c’è stata un’evoluzione. All’inizio, era davvero un lavoro collettivo: noi personalmente prendevamo l’autore, lo caricavamo in macchina e lo portavamo a fare sopralluoghi, fotografie, interviste, un vero e proprio lavoro di inchiesta. I nostri libri nascevano dentro la casa editrice, mai una proposta esterna: poi, dopo i piccoli successi delle prime pubblicazioni, sono iniziate ad arrivare anche quelle. Qualcuno addirittura ci ha scritto: “Io non ho mai fatto fumetti in vita mia, ma avrei una storia da raccontare”. Il libro sulla strage alla stazione di Bologna è nato così, con l’input dell’autore Alex Boschetti. Oggi il 50% dei libri Becco Giallo nasce da proposte esterne, e di tanto in tanto ci permettiamo anche di comprare libri di autori stranieri, come Ted Rall o Zeina Abirached. Possiamo dire di aver allargato enormemente i nostri orizzonti, dal Veneto al mondo.

Qual è il rapporto tra il vostro lavoro e il giornalismo tradizionale?
Molti dei nostri titoli sono vero e proprio giornalismo, punto. Può essere un’inchiesta, oppure il semplice mettere in sequenza una serie di fatti, dando all’informazione la precedenza sulla raffinatezza stilistica. Operazione che ci permette di chiarire alcune verità storiche, oppure di chiederci se sia il caso di rimetterle in discussione. Operazione che – purtroppo – spesso il giornalismo tradizionale non sembra avere voglia di fare.
Ovviamente, la cosa non finisce qui: io ho grande fiducia nel linguaggio del fumetto, nelle sue potenzialità espressive. Sono convinto che uno dei nostri libri possa avere maggiore impatto sul singolo lettore, rispetto a una trasmissione televisiva o a un libro tradizionale.

Leave a Reply

  • Seguici anche su Twitter e su Facebook!
  • Categories

  • Tags

  • Il grande libro dei Peanuts

    Peanuts


  • Servizio in camera, Charlie Brown

    Peanuts


  • Ho fatto tutto benissimo... Charlie Brown!

    Peanuts
  • RSS Dal Blog BCDe

  • Meta

  • Pages