Su Federico Aldrovandi (in)giustizia è fatta

Posted by redazione on Thursday Jul 9, 2009 Under Scritti

Pochi giorni fa il tribunale di Ferrara ha condannato in primo grado a 3 anni e sei mesi i quattro poliziotti che, infierendo con botte e manganellate su un ragazzo di 18 anni disarmato, ne hanno provocato la morte. Gli agenti risultano ancora in servizio e, per effetto dell’indulto, probabilmente non faranno neppure un giorno di carcere. Il blog di Beppe Grillo  ha lanciato una petizione rivolta al capo della Polizia: almeno licenziateli, chiede.

Federico Aldrovandi ora non è solo. Non è solo ma è morto. Aveva diciott’anni (18!) quando, la mattina di una domenica di settembre del 2005, è stato fermato da due pattuglie della polizia, chiamate dagli abitanti del quartiere di Bologna dove Federico si trovava, dopo una notte trascorsa  ascoltando musica e,  forse, calandosi in corpo qualcosa in più di qualche birra. Federico era sovraeccitato ma non armato, la sua fedina penale era immacolata. Ed era solo.

I quattro agenti di pattuglia - fra i quali una donna - lo hanno preso a botte e manganellate (due manganelli si sono spezzati nella colluttazione, e chi ne abbia “assaggiato”  la consistenza anche solo una volta nella vita può capire cosa ciò significhi).  Ammanettato e rivolto a pancia in giù, Federico probabilmente è spirato per ipossia. In pratica, sarebbe morto per soffocamento. Tutte le perizie medico-legali effettuate sul suo corpo non sono state tuttavia in grado di determinarlo con esattezza. Il suo cuore diciottenne ha smesso di battere alle 6.35 del 25 settembre 2005, mentre compiva il suo ultimo e inutile viaggio in ambulanza (vedi Repubblica del 18 giugno 2009).

Pochi giorni fa, il Tribunale di Ferrara ha emesso la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Federico Aldrovandi. La richiesta del pm è stata quasi integralmente accolta: aveva chiesto infatti 3 anni e 8 mesi. Il giudice ha condannato ognuno dei quattro agenti a 3 anni e sei mesi di carcere. Che saranno probabilmente condonati per via dell’indulto. Insomma, quattro agenti di Pubblica Sicurezza, pestano a morte un ragazzo di 18 anni, incensurato. Vengono condannati, ma in pratica proseguiranno la loro vita (e la loro carriera) come se nulla fosse accaduto. Malgrado ciò, vista l’aria che ha spirato sul processo fin dalla fase istruttoria, la famiglia di Federico, per bocca della mamma, Patrizia Moretti in Aldrovandi, ha accettato il verdetto. “È stata fatta giustizia” ha detto. Bisogna capirla, lei, che pressata dalla disperazione per il velo di indifferenza che stava coprendo la memoria del figlio ucciso come un secondo lenzuolo bianco steso sul suo corpo, era arrivata a creare un blog per raccontare a tutti come erano andate le cose. E, forse, anche grazie a quel blog, i quattro agenti sono stati condannati.

La vicenda processuale naturalmente seguirà il suo corso (e noi seguiremo lei) ma intanto Beppe Grillo sul suo sito ha lanciato una petizione on line, rivolta al capo della Polizia, Antonio Manganelli (nessuna facezia sul cognomen omen, please, non è il caso). Vi si chiede semplicemente di licenziare i quattro responsabili del pestaggio mortale. Così, giusto per affermare un principio: che chi ammazza un indifeso, se proprio non può andare in galera, almeno sia obbligato a cercarsi un altro lavoro.

Il Testo dell’appello, che si trova sul blog di Grillo, può  essere inviato alla Polizia di Stato attraverso il sito istituzionale (http://www.poliziadistato.it/scrivici). Dal  blog di Beppe Grillo riprendiamo anche il banner che servirà a dare rilievo all’iniziativa. Qui sotto anche il codice per inserirlo sui vostri siti e blog.

Federico è morto. Ma almeno non è più solo.

Aldrovandi
Copia e incolla questo codice per far apparire il banner sul tuo sito:
<a href=”http://www.beppegrillo.it/iniziative/aldrovandi” target=”_blank” ><img src=”http://www.beppegrillo.it/immagini/aldrovandi_banner.png” border=”0″ alt=”Federico Aldrovandi”/></a>

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