La lotta della Innse: cronaca del 4 agosto
Una lotta che va avanti da 14 mesi e che tuttavia, dopo lo sgombero forzato di domenica, sembra giunta al capolinea. Ma gli operai della Innse di via Rubattino, quartiere Lambrate, a Milano, continuano a sperare con la forza della disperazione che esista un’alternativa allo smantellamento della “loro” fabbrica. Oggi sciopero di due ore indetto dalla Fiom. Sergio Cusani in campo con i “resistenti”. Ma stamane nuovi scontri e attimi di tensione ai cancelli, con alcuni operai che sarebbero saliti su un carro-ponte, a molti metri da terra.
Aggiornamento delle 17,50: i cinque operai asserragliati da alcune ore in cima al carro-ponte, all’interno della Innse, giudicano “insoddisfacente” la risposta alle loro rivendicazioni ottenuta dalla Prefettura di Milano. Lo ha riferito Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, in contatto con i lavoratori, fra i quali un funzionario del sindacato metalmeccanico. Rinaldini ha annunciato l’intenzione di rivolgersi direttamente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, affinché prenda una posizione in merito alla vicenda. Fino a questo momento, infatti, il governo, più volte chiamato in causa, non ha battuto ciglio. “Formalizzeremo nei prossimi minuti una richiesta – ha detto Rinaldini all’Agi – e l’oggetto sarà sempre lo stesso: blocco dei lavori, che sia tolto il presidio militare e che venga aperta una trattativa per una soluzione industriale. Andiamo oltre la dimensione regionale e chiediamo un incontro al Presidente del Consiglio e un suo intervento”.
Aggiornamento delle ore 16,20: lo smontaggio dei macchinari della Innse è stato temporaneamente bloccato per cause di sicurezza. Gli operai saliti su un carro-ponte (cinque, non quattro come precedentemente comunicato) hanno dunque vinto per il momento la loro battaglia, ma non scenderanno finché non giungeranno novità concrete sul fronte delle trattative volte a scongiurare lo smantellamento della fabbrica. “Stanno bene: hanno ricevuto acqua e cibo e le loro condizioni sono buone”, ha riferito Maria Sciancati, della segreteria milanese della Fiom. “Sono talmente determinati che potrebbero rimanere lassù tutta la notte”, ha aggiunto il segretario generale, Gianni Rinaldini, che tuttavia ha poi sottolineato la pericolosità della situazione. Rinaldini ha chiesto la sospensione delle attività per l’intero mese di agosto. Giorgio Cremaschi, segretario nazionale del sindacato metalmeccanico, chiede inoltre l’apertura di un tavolo di concertazione con comune, provincia, regione, prefettura, eventuali acquirenti della fabbrica e la proprietà del terreno (l’immobiliare Rubattino 87, società del gruppo Aedes) per trovare una soluzione che consenta di salvare la fabbrica coi suoi dipendenti.
Aggiornamento delle ore 14: “Non scenderemo dalla gru finché non ci sarà una trattativa vera”. Sono le parole di Roberto G., rappresentante sindacale della Fiom, contattato telefonicamente dopo che, assieme ad altri tre lavoratori, questa mattina era riuscito a eludere la sorveglianza della polizia, rientrando nella Innse di Milano. I quattro si sono poi arrampicandosi su un carro-ponte, a circa dieci metri dal suolo. “Siamo sulla gru sotto il tetto del capannone – ha spiegato uno degli operai - abbiamo chiesto che si smettesse di smontare, cosa che è stata fatta. Siamo qua per chiedere una trattativa perché non si smantella un’azienda di queste dimensioni e quindi non ce ne andremo finché non ci sarà una trattativa vera”. Appelli al ministro degli Interni, Maroni, e dello Sviluppo Economico, Scajola, affinché sia dichiarata una tregua si succedono in queste ore. Dopo il segretario del Pd, Dario Franceschini, che ieri aveva espresso solidarietà ai 49 operai in lotta, chiedono la riapertura delle trattative con la proprietà Cesare Damiano – responsabile Lavoro Pd - ed Emanuele Fiano, deputato dello stesso partito eletto a Milano. Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ha espresso “piena solidarietà” ai lavoratori della fabbrica, chiedendo il ritiro immediato degli agenti di polizia che presidiano i cancelli della Innse di via Rubattino. Fra poco avrà inizio lo sciopero di due ore proclamato ieri dalla Fiom.






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