La lotta della Innse ora per ora

Continua il braccio di ferro della fabbrica “resistente”. Cinque dei 49 operai della Innse Presse di Milano, riusciti a eludere il blocco imposto dalle forse dell’ordine dopo lo sgombero coatto di domenica 2 agosto, sono saliti su un carro-ponte, ottenendo la sospensione dello smantellamento della fabbrica. Chiedono tempo, e l’apertura di una vera trattativa con le istituzioni, per trovare una soluzione che salvi la fabbrica e con essa il loro lavoro. Abbiamo seguito la loro lotta – che era cominciata più di quattordici mesi fa, nel maggio 2008 – e continueremo a farlo fino a che ci parrà utile. La battaglia degli operai Innse è diventata un simbolo per tutti i lavoratori che oggi, e più ancora domani, rischieranno la disoccupazione a causa della crisi o di avventati progetti imprenditoriali. Fate sentire la vostra voce di linusiani, facciamo sentire che tante voci e occhi e cuori battono assieme a quelli dei lavoratori in presidio in via Rubattino. Per loro, per noi, per tutti.
Aggiornamento delle ore 23,30 del 10 agosto: i cinque lavoratori del carro ponte – i “gruisti” – si preparano a trascorrere la loro settima notte sospesi nel vuoto ma la trattativa, proseguita per tutto il giorno, pare ben avviata. Questo è almeno il parere espresso nel pomeriggio dal prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, durante una pausa dei colloqui. Quella che doveva essere la giornata cruciale viene tuttavia rimandata a domani. Alle 9 riprenderanno i contatti fra i dirigenti della Camozzi e l’Aedes, proprietaria del terreno. Al centro della trattativa ci sono ovviamente il prezzo della transazione, la possibile presenza di altri pretendenti e soprattutto l’intenzione della Camozzi di estendere l’area industriale a un terreno contiguo. Sempre domani è inoltre in programma una nuova udienza del processo che vede contrapposta l’Aedes – tramite la società controllata Rubattino 87 – a Silvano Genta, l’imprenditore che nel 2006 ha rilevato la Innse. Questi si sarebbe indebitato verso la Rubattino 87 per tre milioni di euro. Sempre domani dovrebbe entrare nella trattativa anche il sindacato, rimasto finora escluso dai colloqui fra le parti. Solo in caso di positiva conclusione della trattativa industriale, i “gruisti” – quattro operai della Innse e un funzionario della Fiom – scenderanno dal carro-ponte dove si sono autosegregati martedì 4 agosto in un estremo atto di lotta. Una lotta che dura da oltre 14 mesi e che, sono in molti a sperarlo, potrebbe finalmente concludersi fra poche ore con il rilancio dell’attività della fabbrica e la riassunzione di tutti e 49 gli operai che si sono battuti per la sua sopravvivenza.
Aggiornamento delle ore 17 del 10 agosto: è il gruppo Camozzi di Brescia, attivo nei settori degli pneumatici, dell’energia e delle macchine tessile e utensili, l’operatore al centro della trattativa avviata da questa mattina presso la Prefettura di Milano per rilevare la Innse. Gli incontri, che proseguiranno nelle prossime ore, hanno per protagonisti i vertici dell’azienda bresciana e l’attuale proprietario della fabbrica milanese, Silvano Genta. Coinvolta nella trattativa è anche l’Aedes, immobiliare proprietaria dell’area di via Rubattino. Se gli incontri avranno buon esito, si aprirà in seguito il tavolo sindacale, alla presenza della segretaria milanese della Fiom, Maria Sciancati.
Il gruppo Camozzi avrebbe intenzione di rilevare la fabbrica e rimetterla in attività, mantenendo i 49 operai al loro posto. La holding sarebbe interessata a rilevare anche un’area adiacente l’industria, per adibirla a movimento merci. La Camozzi aveva già tentato di rilevare la Innse Presse nel 2002, per affiancarla alla Innse-Berardi, acquisita nel 1997 avvalendosi della legge Prodi sulle ristrutturazioni industriali. Obiettivo dell’operazione, era creare un primario polo italiano nel settore della macchine utensili. Progetto che si completerebbe con il rilancio di Innse Presse.
Aggiornamento delle ore 13 del 10 agosto: questa mattina alle 9,30 – a sei giorni dalla salita sul carro-ponte della Innse da parte dei cinque lavoratori, è cominciato alla Prefettura di Milano il previsto incontro fra un non meglio precisato “grosso gruppo bresciano” e Silvano Genta, il proprietario della fabbrica di via Rubattino. Si apprende intanto che un quarto gruppo si sarebbe fatto avanti per rilevare l’azienda siderurgica, si tratta della Comete di Terno d’Isola, in provincia di Bergamo. Il suo titolare, Roberto Penati, si era recato direttamente al presidio degli operai di fronte ai cancelli della fabbrica ma è stato indirizzato al Prefetto o alla Fiom.
Nella notte un forte temporale aveva compromesso le strutture del presidio antistante la fabbrica (gazebo, tende, tavoli, cartelli e striscioni erano stati parzialmente travolti dal vento) ma in mattinata gli operai e le decine di persone che continuano a portare la loro solidarietà ai manifestanti si sono messi all’opera per ripristinare tutto.
In attesa della tanto attesa notizia che porrebbe fine a una lotta durata più di 14 mesi, gli attestati di solidarietà alla Innse giungono sempre più numerosi. Dopo quello inatteso della Ugl Polizia, arrivano messaggi da tutta Italia. Delegazioni di lavoratori sono giunte nelle ultime ore da Venezia, Padova, Firenze e Udine. A testimoniare il valore simbolico della lotta dei 49 operai della Innse Presse giungono anche lettere e telegrammi dall’estero, come quello di un gruppo di lavoratori di Basilea, saliti a 4mila metri di quota per issare una maglietta con la scritta “Giù le mani dalla Innse”. La Fiom sta raccogliendo tutti i messaggi che pervengono e li legge ai lavoratori del presidio. I cinque all’interno, ai quali è stata tagliata la corrente, continuano a comunicare solo con la carica residua dei loro cellulari e quindi hanno ridotto al minimo i colloqui. Comunque “stanno bene e sono determinati più che mai”, ha riferito un rappresentante del sindacato. Il Consiglio di Zona 3, comprendente il quartiere di Lambrate ove ha sede la Innse, ha stanziato 18mila euro a favore delle famiglie degli operai in lotta e per contribuire a salvare “l’ultima azienda industriale della zona”.
Aggiornamento delle ore 20 dell’8agosto: un terzo acquirente si sarebbe fatto avanti per rilevare la Innse e riportare al lavoro i 49 operai entro 48 ore. È quanto ha riferito il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, al segretario della Fiom, Gianni Rinaldini. Rinaldini riporterà la notizia ai lavoratori che si trovano davanti al presidio di via Rubattino e ai cinque lavoratori che dal 4 agosto si sono autoconfinati su un carro-ponte all’interno della fabbrica. Non sono attualmente noti altri particolari. Con quella di oggi, salgono dunque ben a tre le proposte di acquisto della Innse Presse, a dispetto della sua presunta antieconomicità, sbandierata dal proprietario, l’imprenditore torinese Silvano Genta. Delle tre, l’unica di cui siano noto qualche particolare è quella avanzata dalla Gabba Srl di Milano (vedi cronaca del 7 agosto).
Come è cominciato
La cronaca di martedì 4 agosto
La cronaca di mercoledì 5 agosto






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