Fumetti di Michele R. Serra
L’ora di religione
“La genesi ” di Crumb in uscita a ottobre per Pantheon Books. Visioni poco ortodosse del sacro, fra mainstream e underground.
Non vedevo l’ora di leggerlo, Prototipo di Ralf König. Non si può certo dire che abbia deluso le attese: intelligente, comicità pura, nuovo colpo di genio del grande tedesco… Ecco, preferirei non continuare, per evitare di apparire ruffiano. Comunque, proprio quando avevo appena finito di leggere la prima puntata della Creazione, chiudo Linus per sbirciare la copia dell’ultimo New Yorker e trovo la notizia dell’anno.
È finita. Robert Crumb ha terminato la sua Genesi, il libro a cui sta lavorando da un lustro: uscirà alla fine del mese prossimo, duecento pagine o poco più per l’americana Pantheon Books. Un altro fuoriclasse si misura con il primo libro dell’Antico Testamento, ma qui le prospettive appaiono radicalmente diverse da quelle del collega tedesco. Anche se forse è troppo poco per farsi un’idea, possiamo dire che la dozzina di pagine di assaggio pubblicate dal settimanale più amato dall’élite radical americana siano da una parte meravigliose, dall’altra quasi deludenti.
Perché il sessantacinquenne padre dell’underground americano ha scelto un approccio piuttosto tradizionale, quasi conservatore. Lui quarant’anni fa lavorava fianco a fianco con gente come S. Clay Wilson, che la Vergine Maria la disegnava nelle sue tavole violentata da balordi di passaggio; oggi la sua Genesi – che comunque porta in copertina l’avvertimento “Per i minori, si raccomanda la lettura supervisionata da adulti” – è assai fedele alle Scritture, e Crumb sembra aver preso la cosa piuttosto seriamente: isolato in un bosco del Sud della Francia, ha passato mesi a leggere e a disegnare. Ma niente elaborazioni in chiave underground; niente Onnipotente con la faccia di Mr. Natural; niente satira, perdìo! Dipende dal fatto che fra poco diventerà nonno, dice qualcuno. Sia come sia Crumb non lavora di addizione, bensì desidera riportare l’Antico Testamento alla sua nuda natura, di racconto capace di indurre meraviglia.
E per il momento, con un semplice lavoro di illustrazione, sembra esserci riuscito: le tavole che compongono la sua Genesi sono spettacolari. Un tratto che rasenta la perfezione nell’uso dei chiaroscuri e del tratteggio, come da un quarto di secolo a questa parte (“prima prendevo troppe droghe”, ha dichiarato durante un’intervista). Stavolta non ci saranno scandali: un capitolo poco burrascoso, nel rapporto tra fumetto statunitense e religione. Si sa che i cristiani d’oltreoceano sono suscettibili: ci ricordiamo giusto la Pasqua del 2001, quando Johnny Hart – fervente cattolico dall’animo ecumenico – disegnò una tavola del suo B.C. in cui il Menorah, sacro candelabro a sette bracci della tradizione ebraica, si trasformava in una croce. Seguirono censure e polemiche.
E sì che dentro il fumetto americano è nato il mito del supereroe, che con la dottrina cristiana ha molto a che fare. Non che Cristo si riveda in Superman per una questione di poteri soprannaturali, ovvio, bensì di argomenti comuni. Su tutti la decisione di mettersi al servizio dei deboli e delle vittime, anche a costo della vita: pur se i supereroi delle produzioni seriali non muoiono mai (o raramente), la possibilità di finire sacrificati è sempre presente. Greg Garrett, professore americano, ha esplorato l’argomento in modo certamente meno superficiale fra le pagine di un piccolo saggio intitolato Holy Superheroes! uscito un paio d’anni fa. Su Amazon si trova ancora.
Rispetto al mainstream supereroico, la storia dell’underground è più lontana dai temi del sacro: nell’olimpo del genere un posto di primo piano lo occupano le New adventures of Jesus di Frank Stack a.k.a. Foolbert Sturgeon, in cui il profeta cammina in mezzo agli uomini, ma finisce picchiato dagli sbirri e preso in giro dagli hippie. Erano pur sempre gli anni Sessanta, pochi prima di quelli in cui Justin Green produce Binky Brown meets the Holy Virgin Mary: un racconto di formazione centrato sul rapporto fra un ragazzo e la sua educazione cristiana. Capolavoro assoluto, vero capostipite del fumetto autobiografico moderno, prima del solito Crumb (che, da parte sua, si è costruito un alter ego letterario paragonabile a quello del Woody Allen originale) e prima di Harvey Pekar e del suo American Splendor.
La storia sarebbe ancora lunga, ma nostro malgrado l’attualità avanza. Sui lidi italiani è arrivata nel bel mezzo dell’estate le notizia di una strana scomunica: decisa non dal Vaticano, ma da quindici deputati del maggiore partito di centro(sinistra), nei confronti di un fumetto. Si tratta di Quasi quasi mi sbattezzo di Lise & Talami, di cui abbiamo parlato qualche numero fa, ripubblicato da l’Unità a puntate. Binetti, Castagnetti e altri onorevoli hanno pensato di scrivere una lettera dichiarandosi stupiti della presenza di quel racconto definito “una vera e propria caduta di tono”. Inutile stare a ripetere che quella è un’opera intelligente e ironica, sincera: un passo avanti nella diatriba fra la Chiesa, che si occupa di tutto e tutti, e gli altri, che della Chiesa non vorrebbero esser costretti a occuparsi. Chissà cosa succederebbe se, a questi deputati, giungesse voce dell’esistenza di un certo Ralf König…
Apriti cielo!





