Nel numero di Novembre

Un brivido d’inquietudine mi coglie leggendo la teoria delle raccomandazioni elaborata dai coniugi Mastella (segnalata soltanto povera gente) soprattutto perché ho pensato (come molti, credo) che non c’è da stupirsi: basta guardarsi intorno per rendersi conto di quanto i criteri del pensiero clemente siano gli stessi che dominano l’inclemenza del nostro pulcioso mercato del lavoro.

Mi pare che troppo spesso anche chi per mestiere comincia a ragionare su queste cose, a metà del guado del suo pensiero, sia costretto ad ammettere che il mercato del lavoro e dell’espulsione dal medesimo così come l’etica del padronato e dei suoi rapporti con la politica si evolvano in modo talmente rapido e imprevedibile da costringerlo a riclassificarlo, quel suo pensiero.

Noi sul lavoro ragioniamo attraverso Dilbert, dove né le buone idee né il merito vengono presi in considerazione (si parla della vostra azienda?) e con la rubrica Cedo Cane Perché Morto, dove si misurano gli incomparabili effetti che l’inserzione induce nell’inserzionato. Che si tratti del famoso “effetto annuncio”?
Consigli per gli acquisti: godetevi a pagina 7 il trailer della Nuova Bibbia dell’Inoccupato, il Vangelo del Cercalavoro, il Corano del Precario Organizzato, della rubrica che si fa libro. I sette nani lavoravano, ma Biancaneve l’ha data al Principe (83,5 consigli per trovare lavoro) è il titolo della fatica editoriale di Catone & Lorentz, che assurge di questi tempi a paradigma del pensiero della nostra classe politica. E non solo.

Pensierino della sera:
“Se siamo riusciti a convincere Tremonti e Berlusconi a farsi paladini del posto fisso vuol dire che magari tra un po’ riusciamo a metterli in mobilità.”

marassi1nov

In un altrodove, Sergio Ponchione inaugura questo mese un ciclo di short stories, dopo aver attirato l’attenzione di molti con i volumi ambientati nel suo mondo Grotesque, pubblicati dalla benemerita Coconino Press. Sergio non è solo un talento grafico raro. Ci piace davvero molto la sua visione artistica: il vero senso delle cose sta nel grottesco, nel bizzarro; così, bisogna guardare al mondo attraverso una lente deformante, se si vuole capirlo. Niente di più attuale. Che il primo dei suoi racconti linusiani arrivi nelle edicole a pochi giorni dal premio assegnatogli per il Miglior fumetto seriale al festival di Lucca, ci pare una gran bella coincidenza. Ammesso che le coincidenze esistano, nel mondo obliquo.

S.R.

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