Nel numero di dicembre

lucy-12Da quel che si legge parrebbero ormai due i poteri forti del nostro odierno martoriato che scivola lentamente e inesorabilmente verso i dì di festa. Mafie e Leghe dominano la scena da sud a nord in una triste tragedia che in qualche caso si muta in farsa. Andatevi a leggere a pagina 20 il pezzo di Rosaria Capacchione, giornalista del Mattino e saggista (suo L’oro della camorra, Rizzoli 2008), che vive da anni sotto scorta perché minacciata dai casalesi: parla con appassionata lucidità del racket dei presepi e delle decorazioni natalizie, dove si racconta di come le cosche si siano impadrinite del Natale e di tutte le feste comandate. Leggere per credere.

E’ anche il caso del White Christmas di Coccaglio, provincia di Brescia, operazione di marketing territoriale mai tentata prima: trasformare il grande business cattolico dell’accoglienza e del volersi bene, della carità e dell’indulgenza, nel business verde dell’odio razziale. Che pare paghi, ahimé, in termini di voti. Il povero Bing Crosby non immaginava certo un rilancio sotto simili auspici. La storia la sapete: un poco dotato assessore comunale intende mandare le forze dell’ordine locali a rastrellare casa per casa i négher senza permesso di soggiorno. C’è qualcosa di blasfemo in questa cattolicissima padania. Chissà se nel delirio da candeggina, gli amministratori poco dotati di cui sopra hanno pensato alle radici cristiane, alla Palestina Terra Natale e a quel Gesù scuretto e bassino, figlio di un paio di emigranti di ritorno e senza scudo fiscale.

E la Chiesa che fa? Sta a guardare, ahinoi, a parte qualche cenno del buon parroco di Coccaglio, Pax Crhisti e i Valdesi. Se la camorra ha infangato il Santo Natale da par suo, dunque la Lega non sta a guardare: Natale camorrista o Natale razzista?
Noi siamo con Sandro Portelli, che con ironica lucidità sul Manifesto scrive, riferendosi alla trovata del White Christmas: “…la trovo un’idea entusiasmante. In primo luogo, perché spazza via tutte le menzogne mielate di quando ci raccontavano che a Natale siamo tutti più buoni: prendere spunto dal Natale per diventare più cattivi, e farlo in nome delle nostre radici cristiane, mi pare un’operazione liberatoria di verità assolutamente ammirevole.”
E con Ascanio Celestini: “Ma ve l’immaginate il ku klux klan se non ci fossero stati i negri in America?”
S.R.

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