BP, POMIGLIANO D’ARCORE E IL RIBASSISTA

Casinò totale è la nuova rubrica firmata da Gianmarco Bachi, direttore dei programmi di Radio Popolare di Milano. Il titolo rende omaggio a Jean Claude Izzo e al primo capitolo della sua Trilogia Marsigliese, Casino totale, e ben rappresenta il mercato finanziario globale, diventato oggi tavolo verde per giocatori d’azzardo. Avvertenze: aprire – spalancare – gli occhi sulla realtà dei mercati finanziari può provocare irritazioni, vertigini e nausee (non solo mattutine). Per guardare al futuro ci vorrebbe un po’ di ottimismo, ma i titoli dell’ottimismo sono crollati a febbraio, ora sono carta straccia. Quindi, se volete seguirci in viaggio tra ondate speculative, catastrofi ambientali, truffe da luna park, barili di deficit e mercati stabili quanto le segreterie del PD, portatevi panini e coperte. E non dite che non vi avevamo avvertito. Leggi il resto dell’articolo su Linus in edicola.

Testo di GIANMARCO BACHI. Vignette di DANILO MARAMOTTI

LA SAI L’ULTIMA SULLA BP?

– Quale? Quella delle palline da golf e del tappo di fango?

– No, quella è vecchia…

– Quella dell’amministratore delegato Tony Hayward che in piena emergenza se ne va a fare una regata all’Isola di Wight?

– No, non quella… e comunque ricordati che le regate sono una grande emergenza nazionale. La Louis Vuitton Cup l’hanno dovuta affidare addirittura alla Protezione civile…

– Ah, allora ho capito. Quella di Robert “padre nostro” Adley…
– Esatto! Il senatore americano che per chiudere la falla ha incitato gli americani a usare la preghiera. Un’operazione tecnologicamente così avanzata da non essere mai stata tentata da nessuno. Nemmeno da Giucas Casella.
Ebbene sì. Ci mancava solo la preghiera.
Eppure la Bp dovrebbe essere ormai la dimostrazione vivente che se Dio esiste va a metano o a gpl.
Intanto passano i mesi e nessuno sa ancora che pesci pigliare.
Diamogli una notizia: certamente pesci morti.
La situazione è così grave che il Mar Nero ha fatto causa alla Bp per violazione del copyright.
Accusa da cui sarà difficile difendersi. Nemmeno avvalendosi delle prestazioni professionali di un Ghedini in forma smagliante.
Al fixing di giugno Wall Street ha quotato le spiagge della Louisiana 100 dollari al barile.
Una performance non riuscita nemmeno a Saddam ai tempi della Guerra del golfo.
Le ultime previsioni indicano che il greggio potrebbe fuoriuscire addirittura fino al 2012.
Prospettiva inquietante che spinge a domandarsi: “Chi c’è davvero ai vertici della Bp?”
I Maya? Paris Hilton? O un koala ubriaco che tira i dadi?
L’ultimo tentativo sarà spacciare la marea nera per un’opera concettuale di arte astratta e provare a venderla a un ricco collezionista giapponese. In caso di fallimento non rimarrà che il popolo di internet.
Al momento il contributo più gettonato del concorso on line “Inventa una cazzata per salvare la Bp” è: “Sapete dove dovreste infilarvelo quel tubo?”. Opzione che i tecnici stanno valutando con estremo interesse.
Nell’attesa, Obama ha annunciato che la Bp dovrà versare 20 miliardi di dollari.
Speriamo, questa volta, non in mare.

(Da Linus luglio 2010. © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata)

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