«Dio prenda la mia anima, ma la lotta continui.»

Queste sono le ultime parole di Ken Saro-Wiwa prima di essere impiccato il 10 novembre 1995 insieme ad altri otto militanti del Mosop (il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni), dopo un processo farsa, colpevole solo di aver dedicato la sua vita intellettuale e umana alla difesa dei diritti del suo popolo.

Pubblichiamo una nuova edizione del libro Un mese e un giorno – con la prefazione del premio Nobel Wole Soyinka – contenente appunto il diario lungo un mese e un giorno della detenzione di Saro Wiwa nel 1993 – vera e propria autobiografia politica – il libro contiene inoltre lo straziante testamento dello scrittore, rivolto al giudice del tribunale militare che lo aveva condannato a morte, alcune lettere della corrispondenza con gli amici, quelle di cordoglio inviate alla famiglia da personaggi illustri come Nelson Mandela, Ethel Kennedy, Chinua Achebe, Ben Okri, Harold Pinter, Salman Rushdie, Arthur Miller, Susan Sontag, Alice Walker, Fay Weldon, Nadine Gordimer, e le commoventi lettere scritte dal figlio al padre dopo la sua morte.

Anche Robeto Saviano aveva raccontato la storia di Ken Saro-Wiwa in una puntata speciale di “Che tempo che fa”

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