Inediti di Richard Thompson commentati
da lui medesimo
A partire dal mese di novembre il blog di Richard Thompson su Linus cambierà decisamente registro, diventando una sorta di “dietro le quinte” della sua creatura, “Cul de Sac”. Citando le sue parole , “offrirà una specie di commento o delle scuse o una giustificazione” agli avvenimenti del piccolo mondo della famiglia Otterloop. Lo anticipiamo in esclusiva su questo blog. Buona lettura! (A cura di Diego Ceresa)

Ernesto Lacuna, il bambino forse-immaginario, è uno dei personaggi di cui preferisco scrivere. È una specie di James Bond in embrione, com’è ev idente dalla sua osservazione sul vulcano spento, ed è abbastanza enigmatico da potergli scrivere delle battute che non sempre hanno senso purché siano vagamente minacciose.
Ma Ernesto è anche abbastanza poco impressionante da essere difficilmente preso sul serio. È b a sato su parecchi bambini che conoscevo che volevano crescere in fretta nell’errata convinzione che tutto il potere ce l’abbiano gli adulti. Ernesto appartiene a un gruppo chiamato Futuri Adulti d’America, il cui scopo è di conquistare gradatamente il mondo così da dominarlo quando avranno quarant’anni, e continua a tentare di far part e c ipare Pe t ey alle riunioni della FAA. Che, dalla descrizione di Ernesto, è principalmente una scusa per fare dichiarazioni ufficiali e mangiare ciambelle. Nutrendo antipatia per le attività organizzate e per il cibo con i buchi, Pe t ey finora ha declinato l’invito. Forse una volta ci andrà, dato che sa r e b b e d i v e rtente disegnarlo. Questo è il tipo di idea che mi piace, visto che posso riprenderla ed esplorarla ulteriormente. E non c’è niente di meglio di questo quando si ha a che fare con una striscia quotidiana.

Pe t ey ha recentemente avuto due aggiunte al suo seguito: Andrè Chang e Loris Slothrop, il che porta il totale a quattro e mezzo, ora, se consideriamo Ernesto come probabilmente immaginario e perciò non un numero intero. Pe t ey aveva bisogno di espandere i suoi orizzonti per un po’ e la parte difficile era immaginare come farlo con logica, grazia e naturalezza.
Ho letto un’intervista con Neil Simon recentemente in cui discute della sceneggiatura de “La strana coppia” e, anche se non parla dell’ovvia accoppiata degli opposti, ho continuato a pensare a quella parte della commedia. Pe t ey che va a Campo Fumetto era stato annunciato qualche mese fa, il che significava che doveva essere esposto a gente nuova. E, dato che Pe t ey è meticoloso e in perenne ritirata, aveva bisogno di un opposto, oltre ad Alice, qualcuno della sua stessa età che fosse disordinato, chiacchierone e grande e grosso. Et voilà, Andrè Chang. Loris è messa insieme con pezzetti di personaggi “anime” che piacciono alle mie figlie, ed è minuta e piena di energia, in base alla teoria che il grosso e maldestro Andrè e l’inerte Pe t ey avevano bisogno di un elettrone che orbitasse alla velocità della luce attorno a loro per completare la molecola o l’atomo o quel che è. È quasi come si trattasse di matematica o fisica, in ambo le quali io eccello, naturalmente.

Pare che abbiamo un tema, questa settimana: Alice la Po rtavoce dei media. Il che ha un senso, visto che Alice, nel suo stato naturale di cacciatrice di attenzione, sarebbe ben contenta di sfruttare le misere avventure di Pe t ey, se le procurassero un pubblico. Il divertimento qui sta nello scimmiottare il linguaggio dell’addetto stampa. Nella seconda vignetta, originariamente, Alice tirava fuori un sacco di frasi fatte, tipo: “Siamo attualmente in attesa di conferma bla bla con la speranza di una risposta positiva in questa materia bla bla qualcosa”. Non mi ricordo esattamente com’era (non dovrei essere così veloce nel buttare gli schizzi), ma avete afferrato l’idea. Era troppo e l’ho eliminato. Alice, portavoce della famiglia, va fuori tema, rilascia troppe informazioni, è richiamata dai superiori. L’idea di fare il tutto come una conferenza stampa mi è venuta quando mi sono reso conto che l’incontro Pe t ey-Andrè sarebbe stato più divertente fuori scena, astuta copertura per il fatto che non mi veniva in mente niente di divertente da fargli fare.
Il Giro Turistico di Dill nei punti di interesse locali. Come accade troppo spesso, non sa p evo come sarebbe finito quando ho cominciato. Ciò lascia aperto ogni genere di possibilità, pochissime delle quali sono divertenti. Avere qualcun altro che piomba nella striscia è sempre una buona soluzione; amplia la conversazione, dà un senso di vita & attività oltre i bordi della vignetta, e mi offre una battuta finale facile quando tutti gli altri personaggi sono stati s v i s c e r a t i .
A dire il vero quello che principalmente mi offriva era la possibilità di disegnare delle vedute di nature morte con pochi personaggi, il che è ottimo quando le scadenze sono vicine. Anche se disegnare la sporcizia è stato più difficile di quel che pensassi. L’ a v evo dimenticato, ma il tema delle calze sugli alberi l’avevo già discusso in Cul de Sac come parte di una “visita-alla-biblioteca”, quando la striscia compariva sul Post Magazine.

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