Tipi psicologici- Nicole Minetti di Massimo Cirri
vignetta di Mario Natangelo
Una donna leggera
A volte vorrei essere come Nicole Minetti. Mi succede in certi momenti, di fronte alla pesantezza delle cose. Intanto vorrei avere la sua bellezza e la sua eleganza. Essere esile e snello com’ella è, io che invece sono cicciottello. Avere la sua grazia e, di più, la sua leggerezza nell’affrontare quello che la vita ti mette davanti. Arrivare in Questura a Milano, a mezzanotte di una notte di maggio, e presentarsi semplicemente al Corpo di Guardia: “Avvisi quelli di sopra.
Sono Nicole Minetti, consigliera presidenziale, consigliere regionale, faccia lei, comunque mi manda il Presidente”. Aspettare un po’, due chiacchiere al cellulare, e ritirare la nipote di Mubarak. “Una firma qua” “Cos’è?” “La ricevuta” “Ah”. Siglare con lo svolazzo e scaricare subito la nipote di Mubarak, consegnandola seduta stante, lì sul marciapiede della Questura, a una brasiliana. E il marciapiede non dev’essere un caso. Perché – e qui vorrei avere la capacità di capire le cose al volo che ha Nicole Minetti – certe persone prima le scarichi meglio è. La nipote di Mubarak, noi ci siamo arrivati dopo e Berlusconi anche, è meglio perderla che trovarla: un bel rompimento di scatole, poco fine, poco elegante, “vestita in maniera molto da sole”, come racconta un poliziotto cortese alla sua superiora. Poi rassicurare il Presidente, “Sono Nicole, è tutto a posto” e avere ancora tutta la notte davanti, anche se sono le 2 del mattino, e tutta la vita.
Perché è giovane Nicole Minetti, ma già molto brava. “Ha voglia di imparare, ha voglia di darsi da fare, frequenta stabilmente il consiglio regionale”. Lo dice Roberto Formigoni, il capolista che l’ha messa nel suo listino. Di me il mio governatore non ha mai detto cose simili. Perché? A lui l’ha presentata Silvio Berlusconi, questo forse aiuta: “è igienista dentale, è laureata, lavora con don Verzè al San Raffaele, intendo metterla in lista perché ha una passione per la politica”. La passione è importante. E io vorrei anche quella da Nicole Minetti. Vorrei aver studiato danza, classica e moderna, con la mamma. Anche con la mamma di Nicole, perché la mia credo non avrebbe apprezzato la richiesta. E poi igiene dentale al San Raffaele, che già a mia mamma sarebbe sembrata una carriera più accettabile.
Vorrei avere solo 25 anni e aver già fatto la soubrette di Chiambretti Night, la valletta di Colorado Café e la ragazza altalena di Scorie. Se sapessi com’è fare la ragazza altalena. Sulla valletta m’arrangio, ho presente il modello Sabina Ciuffini. Ma la ragazza altalena mi sfugge. Dalle foto si capisce che bisogna sapersi dondolare con una grazia che non ho e che non servono troppo i vestiti. E io, che dormo con la maglietta della salute pure in luglio perché altrimenti mi sento a disagio, vorrei sapermeli togliere i vestiti. Come Nicole Minetti.
Anch’io vorrei fare uno spogliarello laggiù nella villa di Arcore. E farlo bene. Quando la notte precipita, quando anche Mariano Apicella è già andato a dormire e Mariano Apicella non mi sembra uno che va a dormire presto, quando Emilio Fede sonnecchia e le ragazze scendono giù, verso la delizia e gli inferi, nell’ambiente denominato bunga-bunga. Vorrei saperlo dire con l’intonazione giusta, mentre mi ci dirigo facendo il trenino: “Oh, sì bunga-bunga!”. Ma qual è il modo giusto di dire bunga-bunga? E poi arrivare là, dove ci sono gli scomparti con gli abiti per i travestimenti: le divise da poliziotta e le autoreggenti bianche da infermiera. Sexy poliziotta o porno infermiera? Dolce tormento. Sexy poliziotta e porno infermiera? Vestirsi e poi spogliarsi. Ma ti spogli da igienista dentale per vestirti da porno infermiera e poi spogliarti con lo spogliarello? C’è da uscirne confusi. Mi mancano le basi. O forse ci vuole disinvoltura e anche quella io invidio a Nicole Minetti.
Anch’io vorrei parlare di pompini e del loro prezzo sul mercato di Arcore con Emilio Fede. Così, tranquillamente.
Anch’io vorrei avere sette contratti di affitto a me intestati per sette appartamenti nel Residence dell’amore di via Olgettina, a Milano, quello dove vivono le ragazze più belle d’Italia, le preferite del Presidente. E gestire quel turbinio di mono e bi e trilocali. Io che mi confondo con i millesimi e le spese condominiali. è qui, in via Olgettina, a pensarci bene, che mi viene l’unico dubbio su Nicole Minetti: questa strada di periferia non è proprio un luogo di bellezza estrema, tra un deposito di camion della nettezza urbana e un ospedale anni 70. Se qui, in tutta questa bruttezza, ci stanno le preferite, dove diavolo le mette quelle normali? Nicole, dimmelo, ti prego.






Ormai siete una pubblicazione politica. Che schifo.
macchè politica. E’ che non se ne può più di questo andazzo schifoso della nostra classe dirigente. Donne che prostituendosi ottengono posti di prestigio del quale vedono solo il vantaggio economico anzichè la funzione sociale; milioni di euro, anche frutto delle nostre tasse (gli stipendi di queste “preparatissime” ragazze della politica li paghiamo noi) buttati in orge di cui godono solo pochi cortigiani mentre milioni di italiani in gamba e meritevoli sono costretti a fare la fame ed a preoccuparsi del loro futuro, anche pensionistico. Solo poco più di 200 anni fa per queste cose usavano la ghigliottina, ed il Nord Africa in realtà sta dando una lezione a noi occidentali