A Milano vince a sorpresa Pisapia

Il responso delle urne cambia il panorama politico. Lega e Pdl ai ferri corti, ma ora si guarda al ballottaggio

Il primo turno delle elezioni amministrative nei principali capoluoghi di provincia ha emesso un verdetto inequivocabile: il centrosinistra ha confermato Torino e Bologna, andando al ballottaggio a Napoli. Ma era Milano il test più importante e qui si è verificato il risultato più sorprendente, con il candidato delle opposizioni Giuliano Pisapia che non solo prevale sul sindaco uscente Letizia Moratti (sostenuta da Pdl e Lega) ma la stacca di sei punti percentuali e mezzo in quella che è considerata da sempre la roccaforte della politica di centrodestra.

Finisce infatti 48 a 41,5 la sfida più carica di implicazioni di questa prima tornata elettorale, che apre inevitabilmente una crisi all’interno dell’alleanza Pdl-Lega. Crisi che i rispettivi quartier generali tendono a non ingigantire per limitare i danni in vista del ballottaggio in programma il 29 e 30 maggio. Ma è ormai a tutti evidente che assieme al sindaco Moratti, il principale perdente delle elezioni di Milano è il premier, Silvio Berlusconi, la cui strategia – in passato rivelatasi tante volte vincente – di caricare di pesanti umori politici il voto amministrativo fino a farne un vero e proprio referendum sulla sua persona, è rumorosamente collassata.

Non solo ha pesato – in particolare su quella parte dell’elettorato leghista che ha praticato il voto disgiunto – l’incredibile sequenza di vicende a sfondo sessuale che hanno come minimo distratto il presidente del Consiglio dai problemi concreti del territorio fino a sfociare nel processo per il Rubygate, ma anche le più recenti esternazioni del premier sulla giustizia e sui giudici di Milano, additati come un “cancro” della democrazia, hanno spinto molti elettori di centrodestra a rimanere a casa o a votare per altri candidati. L’affaire Lassini, con i manifesti “Via le Br dalle procure” era stato cavalcato da personalità di spicco del Pdl come il sottosegretario Daniela Santanchè, distintasi anche per attacchi personali a Pisapia, facendo intendere che Berlusconi stesso avesse deciso di adottare la linea dura a Milano. Autorevoli commentatori hanno poi interpretato il poco elegante attacco sul piano pesonale portato a Pisapia da Letizia Moratti in chiusura di campagna elettorale – rivelatosi un doloroso boomerang per il sindaco – come il tentativo disperato di azzoppare un candidato che già si vedeva dotato di più gambe e più fiato, come il risultato delle urne ha confermato.

L’inatteso e per molti versi straordinario successo conseguito da Pisapia e dalla coalizione che lo sostiene segnano dunque la prima grave sconfitta di Berlusconi nella sua roccaforte, autorizza a interpretare il voto di Milano come il segnale che qualcosa si sarebbe irrimediabilmente rotto nella leggendaria sintonia che da sempre caratterizza i rapporti fra il leader e i suo elettorato. Resta da valutare la portata di tale crisi, e se Bossi e la Lega decideranno di elevarla al massimo grado politico, trasferendola nelle aule parlamentari.

Negli altri grandi capoluoghi in cui si è votato si è assistito alla vittoria al primo turno di Piero Fassino a Torino con oltre il 56% dei consensi, confermando il gradimento ottenuto prima di lui da Chiamparino. Anche a Bologna è prevalso di misura ma al primo turno Vittorio Merola, candidato del Pd che ha battuto lo sfidante della Lega Manes Bernardini, mentre ha sorpreso tutti l’exploit del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, il cui candidato, Massimo Bugani, ha ottenuto quasi il 9,40% dei consensi. A Napoli, infine, il candidato del centrodestra Gianni Lettieri accede agevolmente al ballottaggio con oltre il 38% dei voti. Oltre al drammatico calo dei votanti, il capoluogo campano segna però l’affermazione personale di Luigi De Magistris, che accede allo scontro diretto con Lettieri, battendo nettamente il candidato del Pd, Mario Morcone. De Magistris, sostenuto dall’Idv di Di Pietro con due liste civiche e Rifondazione comunista, ha superato il 27% dei consensi, mentre Morcone si è fermato al 19,15%. Anche a Napoli, dunque, la partita in vista del ballottaggio risulta aperta. Proprio sotto il Vesuvio come a Milano, risulterà determinante l’atteggiamento del terzo polo formato da Udc-Fli-Api, che pur non riportando risultati esaltanti in termini percentuali – a parte Napoli, dove Raimondo Pasquino ha ottenuto il 9,74% dei voti – sarà l’inevitabile ago della bilancia nei ballottaggi.

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