Teatro: Festival dei Due Mondi di Spoleto (24 giugno – 10 luglio):

Anche a Spoleto il clou del programma teatrale è costituito da uno spiazzante testo di Spregelburd, La modestia, terzo episodio dell’Eptalogia di Hieronymus Bosch, un ciclo di sette opere dedicato ai sette peccati capitali rivisti in chiave contemporanea. A metterne in scena le due vicende incrociate – una che si svolge in Sudamerica, l’altra in un imprecisato paese dell’Est, ma affidate alle stesse due coppie di attori – è Luca Ronconi, con Francesca Ciocchetti, Maria Paiato, Paolo Pierobon e Fausto Russo Alessi protagonisti nelle loro doppie parti (Teatro Caio Melisso, 24, 25, 26 giugno).

Tra gli altri spettacoli di un “cartellone” piuttosto eterogeneo figurano Cannibardo e la Sicilia di Andrea Camilleri, sullo sbarco dei Mille, regia di Giuseppe Dipasquale (Teatro Romano, 24 giugno), Il tredicesimo punto, di Sergio Claudio Perroni, sulla figura di Nilde Iotti, regia di Roberto Andò, con Michela Cescon (Teatro San Nicolò, 25-26 giugno), e Giuliett’e Romeo di Filippo Timi, rilettura in dialetto perugino della tragedia shakespeariana (Teatro Romano, 2 luglio).
Mi sembrano forse più attraenti certe performance “soliste”: Terra promessa! Briganti e migranti, una “narrazione” sul brigantaggio meridionale di Marco Baliani (Teatro Romano, 29 giugno), l’omaggio alla Duse di Annamaria Guarnieri, diretta da Maurizio Scaparro (Caio Melisso, 2-3 luglio), Carlo Cecchi in Prodotto, un monologo di Mark Ravenhill sullo “scontro di civiltà” dopo l’11 settembre (Caio Melisso, 5-6 luglio).

 

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