Aprile 1965
: il primo numero di Linus (rivista dei fumetti e dell’illustrazione) arriva in edicola. A tre anni dal 1968 e due anni dopo l’intervento americano nel Viet-nam, con la nascita dei movimenti pacifisti, l’underground californiano, tra Robert Crumb, i Grateful Dead, Timothy Leary, Allen Ginsberg… Un occhio alla controcultura e al fumetto americano e un altro al surrealismo latino, Topor, Arrabal, Copi…
Nasce così Linus, da uno scontro d’intelligenze: il primo numero contiene una fondamentale intervista di Umberto Eco a Elio Vittorini e a Oreste del Buono e, vista col senno di poi, una bugia. Meglio, una mezza verità.

L’editoriale esordisce: “Questa rivista è dedicata per intero ai fumetti“. E poco importa se poi precisa fumetti s’intende di buona qualità, senza pregiudizi intellettualistici, mescolando fumetti moderni (i Peanuts) a classici, inediti e quant’altro. L’unico criterio della scelta è quello della qualità di questa “letteratura grafica“, dice proprio così: letteratura grafica anticipando di due decenni i pensieri di Art Spiegelman e di tutta una serie di autori allora giovani e inediti sul valore della “graphic novel”.

Perché una bugia o mezza verità? Perché da quel momento in poi nel nostro paese, ma anche in Europa qualche anno dopo con la nascita dell’omologo Charlie, è cambiata in modo abbastanza radicale nell’immaginario giovanile la percezione del linguaggio del fumetto, non più strumento di puro oblio, ma anche foriero di contenuti e riflessioni sul presente. Al pari della letteratura scritta. Quindi è vero che almeno fino al 1972 anno in cui Giovanni Gandini ha ceduto la direzione a Oreste del Buono, ha principalmente pubblicato fumetti, ma che fumetti! Peanuts, Pogo, Krazy Kat, Valentina, Li’l Abner e Fearless Fosdick, Dick Tracy, Doonesbury, BC e Wizard of Id, Jules Feiffer, Corto Maltese. I fumetti americani erano tradotti in maniera magistrale, lavorando di cesello sui nonsense di Pogo e sulle battute fulminanti dei Peanuts o del Mago di Id, i Ranieri Carano e i Franco Cavallone hanno reso possibile una sovrapposizione del linguaggio dei fumetti sul linguaggio giovanile che ha paradossalmente arricchito quest’ultimo. Chi non si ricorda come certe battute di Snoopy fossero ripetute come un tormentone da generazioni di scolari che prima al massimo avevano il permesso di leggere Cuore o Nembo Kid?

Dunque, Linus ha in un certo senso imposto un linguaggio, non solo una moda culturale, si è da subito radicato nel cuore dei lettori.

La direzione di Oreste del Buono ha portato nel giornale il calore della politica e del dibattito culturale dentro e fuori la sinistra. E la satira, creando un rapporto ancora nuovo tra linguaggio dei fumetti e il mondo.

Altan, Lunari, Chiappori, Calligaro, Pericoli e Pirella, Claire Bretécher e siamo ancora in area “pre-77″, sono i fumettisti di riferimento (per citarne solo un dato, la spinta che le tavole della premiata ditta P&P diedero agli articoli di Camilla Cederna sull’Espresso nell’operazione di messa in ridicolo di Giovanni Leone, culminata con la sua defenestrazione) mentre il giornale si arricchisce di firme giornalistiche di grande prestigio: Lietta Tornabuoni, Saverio Tutino, Pietro Banas, Alberto Arbasino, Beniamino Placido, Marcello Bernardi, Grazia Cherchi, Goffredo Fofi, solo per citare alcuni. Famosi resteranno una recensione collettiva dei lettori di Linus a La Storia di Elsa Morante e il dibattito tra i lettori innescato da un intervento di Silverio Corvisieri su Pasolini tra gli Scritti Corsari e la sua tragica fine.

Con il 1977 le tematiche del movimento entrano di prepotenza nel giornale: Franco Berardi “Bifo” e tanti altri giornalisti trasversali figli del Dams e di Radio Alice, ma anche Nanni Balestrini, gli autori di fumetti, Filippo Scozzari e, soprattutto, Andrea Pazienza.
Linus testimone del movimento dà vita al primo, e ultimo, “settimanale mensile” della storia del giornalismo: L’Uno, un inserto di cultura, cronache di movimento, politica, staccabile dal corpo del giornale che avrebbe dovuto, negli intenti della redazione, diventare una testata autonoma. Anche qui Linus/l’Uno attrae firme eccellenti e sempre nuove: Corrado Staiano, Beppe Viola, Paolo Mereghetti, Maurizio Porro, Giaime Pintor, Massimo Fini, Laura Grimaldi, Nico Orengo, Giorgio Galli, Riccardo Bertoncelli, Lidia Ravera, Marco Lombardo Radice…

Nel 1979 Linus cambia formato e diventa tascabile. Le copie aumentano (?), aumenta anche la circolazione: 13 lettori a copia secondo un’indagine USPI. Tra poco Oreste del Buono lascerà la direzione. In tempo per vedere l’esordio di una coppia storica di scrittori comici e di un altrettanto storico disegnatore satirico: Gino e Michele e Sergio Staino, e proporre i primi vagiti artistici di tutta una serie di autori di che avrebbero in qualche modo rinnovato, soprattutto sotto il profilo estetico, il fumetto e l’illustrazione, Mattotti, Matticchio, Igort, Carpinteri, Jori…

Nel 1981 con la direzione di Fulvia Serra il giornale (rivista di fumetti e d’altro), ormai governato da una redazione completamente femminile, inizia una serie di “acquisizioni” di tutto rispetto: Michele Serra, Davide Riondino, Piervittorio Tondelli, Stefano Benni, ElleKappa, Alessandro Baricco.
Ma non solo: propone per la prima volta in Europa il lavoro straordinario di una autore detinato al premio Pulitzer e ad avere enormi riconoscimenti in campo internazionale, Art Spiegelman con il suo Maus, Racconto di un Sopravvissuto. Spiegelman si è da poco dimesso dal ruolo di responsabile delle copertine del New Yorker Magazine.

Continua anche una grande tradizione della casa editrice che fu all’inizio, anche una notevole idea di marketing: negli anni Sessanta e primi Settanta, Linus aveva creato intorno a sé una flotta di riviste satelliti, i cosiddetti “supplementi” e “almanacchi” che proponevano ai lettori tutto un patrimonio di “letteratura disegnata” che Linus non era in grado di ospitrare. Così fu per gli speciali Dick Tracy e Jeff Hawke e tutti i supplementi negli anni 60, così per la rivista Alterlinus (successivamente Alteralter) che iniziò ospitando i rivoluzionari fumetti di fantascienza del gruppo francese Humanoides Associés (Moebius, Caza, Bilal, Druillet e altri) e successivamente tutto il fumetto colto italiano e europeo, da Valvoline agli spagnoli.

Vengono così varate due riviste parallele: Snoopy, per bambini, e CortoMaltese, dedicata ai viaggi e l’avventura, sotto la supervisione di Hugo Pratt.

Nell’aprile 1995, trentesimo compleanno di Linus (rivista di fumetti e diversità), ritorna al comando del giornale O.d.B.
E tornano direttamente dal Giappone, Igort e Jori, primi europei a pubblicare sui manga giapponesi. Nuovi arrivi anche nelle strisce: Robotman, Mutts, Zits, Dilbert e Get Fuzzy.

Nel 2000 nel cinquantenario della nascita dei Peanuts, numeri speciali, libri e una grande mostra, visitata da più di 100.000 persone rendono omaggio all’arte di Schulz.
Intanto nel mondo si impongono i movimenti contro la globalizzazione e il giornale cerca di capire quali saranno i valori che governeranno l’era globale.
Segue da vicino quello che sarebbe diventato il movimento dei movimenti indagandone i diversi aspetti, dalla cooperazione comunicativa attraverso le reti alla riprogettazione del territorio e dell’ambiente, dall’analisi critica dei nuovi assetti giuridici sovranazionali allo scontro con gli organismi che governano i processi economici mondiali, tracciando i contorni di una nuova opposizione sociale.