Nel mare ci sono i coccodrilli finalista allo Strega
Chi ha già avuto la fortuna di imbattersi in questo piccolo-grande libro, intitolato Nel mare ci sono i coccodrilli, avrà piacere di apprendere che è stato selezionato con altri undici per partecipare alle fasi finali del premio Strega, uno dei più importanti riconoscimenti in ambito letterario.
Protagonista del libro è Enaiatollah Akbari, oggi un ragazzo perfettamente inserito nella nostra società, che da bambino fu costretto a emigrare, da solo, in cerca di quel “destino migliore” di cui la sua etnia in Afghanistan non avrebbe mai potuto godere. Una vera e propria odissea durata anni, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e, infine, l’Italia. Un racconto toccante, doloroso ma a tratti persino divertente, che l’autore del libro, Fabio Geda, ha reso con grande rispetto per i sentimenti del ragazzo, il quale ha seguito e partecipato alla sua stesura dalla prima all’ultima riga. Dal libro, i cui diritti sono già stati venduti in molti Paesi, la regista Francesca Archibugi realizzerà prossimamente un film.






Ovvero 79,5 ottimi consigli per farti assumere.
Arriva nelle librerie il terzo saggio del giornalista di Repubblica Antonello Caporale, frutto di un lungo viaggio compiuto nel Paese berlusconizzato. Dopo gli “Impuniti” e i “Mediocri”, ecco dunque i “Peccatori”.
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.» Da più di sessant’anni l’articolo 21 della Costituzione è la suprema garanzia della libertà di espressione nel nostro Paese. Tuttavia, dal dopoguerra a oggi, la stampa italiana è stata costretta a difendersi dalle continue aggressioni di poteri, istituzionali e non, che hanno cercato di imbavagliarla. Perché e in che modo è stato messo in discussione un principio fondante dell’ordinamento repubblicano?