Category: Linus Cinema

Cinema di Filippo Mazzarella

Hunger Games

(The Hunger Games, Usa 2012) di Gary Ross (**)

 

In un mondo post-catastrofe, la fiorente ma cinica civiltà dei Panem (sic) ha imposto le sue regole: e ogni anno organizza i “giochi della fame” a cui sottopone giovanissime coppie di abitanti (un uomo e una donna) sorteggiate nei 12 poverissimi distretti “satellite” che la circondano.
I player, chiamati tributi, sono chiamati a scontrarsi fino alla morte in una foresta-arena zeppa di telecamere nascoste.
Continue reading

cinema di Filippo Mazzarella

La necessità di continuare a sognare

“Hugo Cabret” è un film sul Tempo che si trasforma in un film
sul Cinema, che si trasforma in un film sul  Sogno del tempo del Cinema.

HUGO CABRET
(Hugo, Usa 2011) di Martin Scorsese (**1/2)

Parigi, fine anni 20. Il piccolo Hugo Cabret, che ha ereditato dal padre morto la passione per i meccanismi e i congegni a orologeria, finisce a convivere con lo zio alcolista di cui diventa assistente alla manutenzione degli orologi della Gare Montparnasse. Continue reading

Cinema di Filippo Mazzarella

Crisi di bilancio

Torna la playlist delle 52 visioni (o revisioni) settimanali per il 2012

L’ alba del pianeta delle scimmie (***)
di Rupert Wyatt (Dvd/Blu-ray Warner)
L’Uomo è condannato. Il Cinema anche. A metà tra il libero remake dell’ultimo capitolo della saga originale (Anno 2670: ultimo atto) e il prequel di quella griffata Tim Burton, il reboot del Pianeta delle Scimmie vive della superlativa performance capture che garantirà (scommettiamo?) all’icona del recitar digitale Andy Serkis (fu Gollum) la prima nomination all’Oscar post-umana. Ed è anche un action movie perfetto, godibile, pudicamente inverosimile.

Amici di letto (***)
di Will Gluck
Sono film come questi i banchi di prova della nuova critica: perché al di là della prevedibilità normativa dell’intreccio (domanda: possono un uomo e una donna fare sesso senza che intervengano complicazioni sentimentali? Risposta: no), è la forma in cui il canovaccio viene rimagliato a stupire. Il primo chick-flick completamente interno al sentire della generazione post-X (quella per cui Pretty Woman sta ad Accadde una notte come i Third Eye Blind a Simon & Garfunkel): metatestuale con intelligenza, nel 2050 (sempre che esista ancora il mondo) sarà un classico. E la sequenza in cui si giura sull’app della Bibbia in un iPhone è folgorante.

L’amore che resta (**)
di Gus Van Sant (Dvd/Blu-ray Warner)
Lei è malata. Molto. Lui, sopravvissuto ai genitori, va ai funerali altrui per hobby e ha per amico un kamikaze giapponese. Fantasma. Col titolo italiano di un pezzo di Michele Zarrillo (abbiamo i titolisti più drogati dell’universo: complimenti), un Van Sant su commissione ci dice ancora che gli adolescenti stanno male. Elephantizzati o meno. Il piglio mélo sdilinquito da adolescenti “emo” può incantare o irritare. A me, la seconda che ho detto. Ma riconosco la marcia in più.

Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento (***)
di Hiromasa Yonebayashi (Dvd/Blu-ray Lucky Red)
Breve incontro di solitudini e diversità: lui ha dodici anni e molti tormenti, lei è alta dodici centimetri e (soprav)vive coi famigliari nascosta tra le assi di casa a mezzo di espropri proletari sui generis. Fiaba anime politica: idea di Miyazaki, regia derivativa del Maestro ma poeticamente autonoma. Fin troppo: la colonna sonora non è di Joe Hisaishi, e si sente. Continue reading

Cinema: DVD et impara di Filippo Mazzarella

Terrence Malick

FILMOGRAFIA

(Etichette varie, dvd e blu-ray)

Tolto La rabbia giovane, che la Warner si ostina a tenere fuori catalogo da tempo immemorabile, l’esigua filmografia di Malick è completamente reperibile in homevideo. Non saprei indicare quale edizione straniera del film potrebbe contenere i sottotitoli italiani, ma quella americana in mio possesso di Badlands (1973), che è appunto il titolo originale (sempre edita da Warner e ancora facilmente reperibile in rete), ha perlomeno quelli francesi. Fresca di lungimirante riedizione è, invece, quella di I giorni del cielo (Days of Heaven, 1978, Universal), epopea novecentesca con Gere e Sam Shepard che vinse la palma d’oro per la regia a Cannes e che gli Oscar poi non si filarono di pezza. La sottile linea rossa (The Thin Red Line, 1998, Fox), war-movie filosofico a Guadalcanal graziato da un cast stellare dal cui montaggio definitivo (quello originale sfiorava le sei ore) sono spariti nomi illustri, si trova invece sia in dvd sia in una nuova e strepitosa edizione blu-ray appena distribuita e ricca di extra a cui manca però misteriosamente la traccia audio italiana. Di tutto rispetto anche la versione in alta definizione del controverso The New World (2005), rieditato da Eagle nella extended cut che nulla toglie né aggiunge al valore – discusso – di quella ufficiale.

 

Linus cinema di Filippo Mazzarella

Anni difficili. I film che bisogna andarsi a cercare

Sia fatta la mia volontà

Di (e con) Paola Bordi, Elisa Capo, Ottavia Leoni. Dvd (2010). www.scheggedicotone.com

mazzarella_anni“Mi aiutate a organizzare un funerale?” dice la nonna. “E di chi?” le rispondono. “Il mio” fa lei. Solo che vuole un funerale civile: senza chiese, sacerdoti, interramenti. Un rito laico d’addio con cremazione finale da svolgersi in un luogo alternativo alla Casa del Signore. Ne ha diritto. È un diritto. Ma in un Paese in cui la gente ancora crede sia obbligatorio perfino sposarsi col rito religioso, è dura anche solo trovare qualcuno che sappia il cosa e non il come. Tra riflessioni “fictionizzate” (talora il tallone d’Achille dell’operazione), testimonianze alte e basse (da Ascanio Celestini a un pazzesco “prete ateo”, passando per uomini della strada con convinzioni a un tempo comiche e agghiaccianti), si parte da un tema già inedito e forte per arrivare con naturalezza alle spine del testamento biologico. È importante, che esista un film così, Martina. Le autrici di questo piccolo documentario indipendente lo sanno, e stanno testardamente (e con successo) ritagliandosi spazi di visione pubblici. Meritano visibilità. Ma poiché connettendosi al sito indicato sopra il dvd è anche acquistabile a un prezzo non speculativo, secondo me anche tu stai già digitando la Url.

La mucca e il treno. I film di cui non ci potrebbe importare di meno

Robin Hood

(Usa/Uk, 2010). Di Ridley Scott

mazzarella_muccaMartina, scusa se te lo dico, ma era meglio se mi portavi a vedere Piacere sono un po’ incinta. Un po’ che ‘ste cineprese che girano a 1:1.000.000.000 di tempo d’otturazione le ho già viste in coso, come si chiamava, Commodo. Un po’ è che ‘sti due sono al terzo film assieme e a Russell Crowe se gli scappa un sorriso si vede che è per contratto o che ha giù la dolce Euchessina. Un po’ è che uno che ha fatto Soldato Jane anche se evita di trasformare il ladro-che-rubava- ai-ricchi-eccetera in un rivoluzionario ante litteram in lotta con il Potere non è che mi dispiace. Quale potere, poi, che c’è Obama adesso? Forse l’asse conservatore-LibDem che sta cercando inciuci a casa sua? Cameron (no, non quello di Avatar, Martina) e Clegg? Ma era bello guardare i tuoi occhi ammirati alla fine, durante lo sbarco dalla Normandia, che anche tu hai capito che si stava rifacendo/rovesciando il soldato Ryan di Spielberg mentre io mi chiedevo invece il PERCHÉ e dove cazzo era Sir Biss in quel bordello di sangue e di frecce. Settimana ventura esce Sex and the City 2, Martina. Telefona al Warner Village e prenota, che poi magari arriviamo e c’è coda.

(Da Linus giugno 2010. © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata)