Category: Linus Teatro

Teatro di Renato Palazzi

Daniele Timpano

Un altro notevole geniaccio del teatro italiano ancora in attesa di una definitiva consacrazione è Daniele Timpano, trentacinquenne romano noto soprattutto alle platee della sua città, artista anomalo, estrosissimo, bizzarro, difficile da inquadrare: anche lui specialista del monologo, anche lui intelligente autore dei testi su cui lavora, lo si potrebbe definire un attore che si traveste da affabulatore, o un attore tragico che si traveste da comico, ma le etichette comunque gli vanno strette. Diciamo che, nel complesso, è una presenza imprevedibile, spiazzante anche nel modo un po’ rigido e sghembo di stare alla ribalta, come di uno che ci è capitato suo malgrado, che avrebbe dovuto fare ben altre cose nella vita. Ma anche questa è una parte che recita abilmente. Continue reading

Spettacoli Teatrali

di Enzo Fragassi

SANTA GIOVANNA DEI MACELLI
di Bertolt Brecht, regia di Luca Ronconi

Uno dei rari appuntamenti (possibilmente) da non perdere in questa stagione avara di grandi “prime” è certamente il nuovo allestimento del dramma brechtiano da parte di Luca Ronconi, il primo che giunge nel corso di una lunga e mirabile carriera. È stato lo stesso regista a ricordare recentemente in un’intervista come avesse già pensato di portare in scena tre testi del drammaturgo di Augusta – fra i quali, appunto, Santa Giovanna – alla Biennale di Venezia del ‘75. Poi “virò” su Utopia, da Aristofane, per problemi di diritti (e il Piccolo pare non fosse estraneo alla vicenda…). “Siccome non si butta via niente…”, aveva poi simpaticamente chiosato il regista nell’intervista di cui sopra. Più seriamente, Ronconi ha detto di sentirsi molto distante dal Brecht “pedagogico”. Cosa attende dunque il pubblico di questa coproduzione Piccolo-Maly Theatre di Mosca (diretto da quel Lev Dodin di cui il Teatro Strehler ha recentemente riproposto il celebre Zio Vanja)? Fino al 5 aprile al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Info su www.piccoloteatro.org

THE COAST OF UTOPIA (LA SPONDA DELL’UTOPIA)
di Tom Stoppard, regia di Marco Tullio Giordana

Abituato a lasciare il segno al cinema con opere impegnative e fondanti (Pasolini, un delitto italiano, I cento passi, La meglio gioventù), Giordana si è gettato a piè pari – grazie all’intuizione di Michela Cescon, qui negli inediti panni di produttrice assieme a Teatro Stabile di Torino e di Roma e con il sostegno del festival RomaEuropa – in uno degli spettacoli clou della stagione teatrale 2011-2012. Capolavoro di Tom Stoppard terminato nel 2002 e finora mai rappresentato in Italia e in Europa (a eccezione di Continue reading

Teatro di Renato Palazzi

Saverio La Ruina

Mi infastidiscono quelli che non vanno a vedere gli spettacoli, che non sanno nulla di ciò che accade nei teatri ma continuano a rimpiangere i bei tempi andati, quando c’erano i grandi attori, quando c’erano i grandi registi, quando si scrivevano dei testi che oggi invece, figuriamoci, te li sogni. Mi infastidiscono perché non è così, per diverse ragioni. In primo luogo, non è vero che il passato è sempre stato luminoso: c’erano grandi artisti, di sicuro, come ci sono sempre stati, ma c’era anche tanta produzione scadente, di puro consumo. E poi questo rimpianto di chissà cosa, di chissà chi impedisce loro di vedere gli autentici talenti del presente, che sono molti e che spesso hanno davvero poco da invidiare a quelli che si sono imposti in anni ormai lontani.
Prendiamo, ad esempio, Saverio La Ruina, che è uno straordinario attore, ma anche un autore di altissimo livello, e un bravissimo organizzatore, capace di creare praticamente dal nulla – col suo compagno di lavoro, Dario De Luca – un festival importante come Primavera dei Teatri, in una cittadina calabrese lontana da tutto come Castrovillari. Se qualcuno ancora non lo conosce, deve sapere che Saverio si sta avviando a diventare un Eduardo dei nostri giorni, con la stessa acutezza interpretativa, con la stessa felicità nel racchiudere in una smorfia, in un’intonazione tutto il senso di un’intera vicenda, con lo stesso dono di attuare una scrittura finalizzata alla recitazione, ma perfettamente in grado di cogliere le più minute sfumature della vita. Continue reading

Teatro di Renato Palazzi

Valter Malosti
Signorina Giulia

di August Strindberg
Roma, Teatro Eliseo
14 – 26 febbraio

Nell’ebbrezza pagana della notte di San Giovanni la giovane, aristocratica signorina Giulia si concede al rude servo Jan, lo domina e ne viene dominata, progetta di lasciare la casa paterna coltivando improbabili sogni di fuga e di vita futura col riottoso amante: poi, inchiodata dal peso del suo atto trasgressivo, annichilita dal presagio dell’ormai imminente scandalo, sceglie di darsi volontariamente la morte col rasoio di lui. Quali equilibri di potere entrano in gioco, in questo scontro di sessi e di classi sociali? Chi, tra i due, è davvero il cacciatore, e chi la preda?

A oltre un secolo di distanza da quando fu scritta, e nonostante le evoluzioni del costume, la “tragedia naturalista” di August Strindberg – che fece scandalo, alle prime rappresentazioni – continua a mantenere la sua misteriosa forza espressiva, e a porre interrogativi agli spettatori e ai registi di oggi. Benché ridotto a uno scarno atto unico basato su tre soli personaggi, le due figure centrali e la cuoca, il testo non cessa di suggerire sempre nuove chiavi di lettura, e le sfaccettate relazioni fra costoro si prestano alle più diverse e talora sorprendenti variazioni.

Valter Malosti, nella messinscena da lui diretta e interpretata, punta su una dimensione onirica, spettrale: fa di Giulia una specie di posseduta, che agisce come sotto ipnosi, in una metaforica cucina in cui anche la cuoca, la pluripremiata Federica Fracassi, diventa un fantasma dell’inconscio, mentre lo Jan di Malosti è l’ambiguo incantatore che guida questa cupa discesa agli inferi. Nel ruolo principale c’è Valeria Solarino, una bella faccia cinematografica che torna ora al teatro, da cui era partita: ci mette impegno e passione, ma non incide con la sua presenza.