Opposti dogmatismi di Giampaolo Spinato
Posted by redazione on Sunday Feb 21, 2010 Under Opposti dogmatismiLa gaia assenza
La paura dell’incognito diventa l’anticamera dell’immobilismo.
Rimettere mano alla forza immaginativa per strutturare un sogno è diventato tabù.
Cos’è meglio: essere prigionieri di un sogno o di un sonno a occhi aperti?
Cioò che più colpisce oggi in questo Paese è l’assenza di un progetto. Non esiste settore o agenda della vita economica e sociale che non presenti questa debolezza. Dietro le battaglie e la vasta gamma di sforzi produttivi che, ad esempio, per fronteggiare una crisi di proporzioni mondiali sta mettendo in scena le contraddizioni più feroci del sistema, non si intravedono progettualità lungimiranti e di lungo periodo.
Le parole d’ordine sono: incentivi, conservazione (degli asset aziendali molto più spesso che dei posti di lavoro), cassa integrazione (forma di tutela destinata ormai paradossalmente a mettere al riparo solo la parte più “fortunata” dei lavoratori, i cosiddetti “dipendenti”), mantenimento o anche difesa delle posizioni di mercato. Nonostante i retorici, vitalistici e, spesso, offensivamente comici richiami all’ottimismo, nessuna di queste parole contempla il sogno, l’immaginazione, l’invenzione o la creazione del nuovo. Non contemplano cioè quella visionarietà, quella forza immaginativa propulsiva e la capacità trasformativa che sono appunto la sostanza del tanto blaterato ottimismo. Siamo arroccati dietro slogan indelebilmente appannati da un alone di resistenza, di rassegnato, coriaceo combattimento per la difesa di una situazione data, di un contesto sociale e produttivo, un interesse di parte da tutelare, di un modo di vivere e relazionarci con noi stessi e con la realtà che, in quanto sperimentato e conosciuto, non presenti sorprese. E la paura dell’incognito diventa così l’anticamera dell’immobilismo.
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llustrazione di Danilo Maramotti
vignette di Danilo Maramotti
Vignette di Danilo Maramotti
Illustrazione di Danilo Maramotti


