Category: Ritorno alla scienza

Afidi naturalmente Ogm

In un paese come il nostro dove fatica ad affermarsi il concetto di scienza come parte integrante della cultura generale della nazione, Michele Luzzatto curatore e neocollaboratore del nostro giornalino si ripropone tra l’altro, di mettere in discussione il luogo comune, presente in tanta cultura di sinistra e anche in parte dell’ambientalismo, che la scienza sia cattiva, disumanizzante, una pratica che allontanerebbe l’uomo dal suo vero stato di felicità e naturalmente alleata del capitale, per cui intrinsecamente di destra. Bene. Mi sembra che ci sia di che discutere. Si comincia dagli afidi. E non pensate che la stiamo prendendo alla lontana!
È noto che molti animali cambiano colore a seconda del cibo di cui si nutrono. Il colore rosso dei pidocchi delle piante viene da un gene che hanno preso da un fungo. Ma gli afidi non mangiano funghi…

Di Michele Luzzatto. Illustrazione di Maurizio Minoggio

luzzatto_minoggio

Le coccinelle, con i loro graziosi puntini neri su sfondo rosso, che volano d’estate e fanno urlare di gioia i bambini, sono in realtà dei feroci assassini. Si nutrono di afidi, i minuscoli pidocchi delle piante, dando loro attivamente la caccia e letteralmente “succhiandoli”, per poi lasciarne lì l’esoscheletro vuoto. Gli afidi, dal canto loro, se la cavano come possono, e certe specie cercano di mimetizzarsi al meglio. Di alcune specie ne esistono quindi due colorazioni, rossa e verde; le coccinelle mostrano di preferire le rosse, il che farebbe prevalere le verdi, per le leggi dell’evoluzione. Se non fosse che gli afidi vengono attaccati anche da vespe parassite, che hanno la sgradevole abitudine di deporre le uova dentro il loro corpo. Neanche a dirlo, le vespe preferiscono invece gli afidi verdi a quelli rossi, e così la pressione selettiva mantiene la quantità di afidi verdi e rossi nel giusto mezzo, un po’ per difendersi dalle coccinelle e un po’ per difendersi dalle vespe. Questa è la dura vita degli afidi.

Una recente campagna di ricerca si è posta il problema di capire da dove derivasse il colore di questi insetti. È noto infatti che molti animali cambiano colore a seconda del cibo di cui si nutrono; il rosa dei fenicotteri, ad esempio, è tanto più brillante quanto maggiore è la quantità di gamberetti che questi uccelli riescono a mangiare. Ma per gli afidi non sembrava questo il caso e dal momento che è in atto, proprio sul colore della livrea, una curiosa dinamica evolutiva preda-predatore, è sembrato opportuno vederci più chiaro. La sorpresa è stata grande quando i ricercatori – N. A. Moran, T. Jarvik, Science 328, 624 (2010) – hanno capito l’origine del colore rosso: viene da un gene che gli afidi hanno preso da un fungo. Ma, attenzione, non perché gli afidi mangino funghi: si tratta di un trasferimento orizzontale di materiale genetico proveniente da un fungo ancestrale di almeno 30 (ma forse 80) milioni di anni fa, di cui si è avvantaggiato quindi un lontanissimo antenato degli afidi odierni, che ha passato questa caratteristica nel corso della successiva evoluzione, giù giù fino agli attuali pidocchi delle piante.

A questo punto però qualcosa non torna. Proviamo a digitare “Ogm” su Google, e alla quarta voce della lista vedremo la sezione web dedicata a questo argomento da Greenpeace Italia. Cliccando sul tasto “Cosa sono gli Ogm” si apre una pagina nella quale si legge: “Gli Ogm – Organismi Geneticamente Manipolati [non è vero: Modificati N.d.A.] – sono organismi artificiali, spesso brevettati e dunque di proprietà privata di una azienda. Sono ottenuti inserendo nel patrimonio genetico dell’organismo ‘ospite’ pezzi di Dna di organismi diversi che in natura non potrebbero in alcun modo scambiarsi il materiale ereditario”.

Forse gli afidi non lo sanno, o forse quanto scritto nel sito web è sbagliato. Voto per la seconda. Il trasferimento genico “orizzontale”, cioè la possibilità che pezzi di materiale ereditario “saltino” in qualche modo da una specie all’altra, era in effetti considerato anatema in biologia fino a qualche anno fa. La teoria sosteneva infatti che il Dna si può trasmettere solo “verticalmente”, da un genitore a un figlio, e per estensione – nel lungo tempo profondo della paleontologia – da una specie madre alle sue specie figlie. Ma da qualche anno si sono moltiplicate le prove di trasferimento orizzontale, spesso tra organismi così diversi tra loro da appartenere a Regni differenti, come nel caso di afidi e funghi. Tutto ciò naturalmente non inficia minimamente la teoria darwiniana dell’evoluzione, anzi la arricchisce e fornisce nuovi strumenti per comprendere ancor più nel dettaglio le intricate relazioni ecologiche presenti in natura.

Ai fini del nostro discorso però questa storia dice qualcosa di più disturbante. Uno degli argomenti anti-Ogm infatti si basa appunto sul fatto che trasferendo artificialmente il materiale genetico da una specie a un’altra si “violano” in qualche modo le leggi di natura, inserendo una variabile impazzita che potremmo non essere in grado di controllare. Ebbene, sembra che la natura ci avesse già pensato da sola, ben prima di noi. Ma avremo modo di ritornare su questo argomento in futuro.
(Da Linus giugno 2010. © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata)

Michele Luzzatto (1965) è editor per le Scienze e le Grandi opere per l’editore Einaudi. Biologo per formazione, dottorato in Biologia evoluzionistica, si è dedicato all’editoria da molti anni. Oltre a numerosi interventi su riviste e quotidiani, nel 2008 ha pubblicato Preghiera darwiniana per Raffaello Cortina editore.