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Casa editrice cerca titolo

Noi di Dalai editore lavoriamo (quasi) sempre d’amore e d’accordo, ma a volte non ci riusciamo. Il motivo del contendere è il titolo da dare a un libro che uscirà a fine maggio. Si tratta di una raccolta, tutt’altro che seria, di tutte quelle frasi che bisogna essere pronti a dire nei salotti (buoni e meno buoni) per fare bella figura e far capire agli altri che la si sa lunga.

Insomma, tutte quelle frasi che “fanno figo”  anche se chi le pronuncia non sa assolutamente di cosa sta parlando.  Siccome non riusciamo proprio a trovare la quadra sul titolo, abbiamo pensato di chiedere aiuto ai lettori di linus, che di humour applicato alla parola se ne intendono. O no? Bando alle ciance, ecco le opzioni  in lizza. 

Quale titolo vi piace di più?

  • Dopo tre giorni il cibo indiano ha tutto lo stesso sapore (5%, 13 Votes)
  • Nei film francesi non succede mai niente (27%, 70 Votes)
  • Quelli della filiera corta quanto se la tirano? (11%, 28 Votes)
  • L’India è un luogo dell’anima (7%, 19 Votes)
  • Il vino del contadino sarà naturale ma fa schifo (13%, 34 Votes)
  • La cucina giapponese è un’esperienza estetica (14%, 37 Votes)
  • C’è uno che di mestiere massaggia il manzo di Kobe (23%, 60 Votes)

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Linus cinema di Filippo Mazzarella

Anni difficili. I film che bisogna andarsi a cercare

Sia fatta la mia volontà

Di (e con) Paola Bordi, Elisa Capo, Ottavia Leoni. Dvd (2010). www.scheggedicotone.com

mazzarella_anni“Mi aiutate a organizzare un funerale?” dice la nonna. “E di chi?” le rispondono. “Il mio” fa lei. Solo che vuole un funerale civile: senza chiese, sacerdoti, interramenti. Un rito laico d’addio con cremazione finale da svolgersi in un luogo alternativo alla Casa del Signore. Ne ha diritto. È un diritto. Ma in un Paese in cui la gente ancora crede sia obbligatorio perfino sposarsi col rito religioso, è dura anche solo trovare qualcuno che sappia il cosa e non il come. Tra riflessioni “fictionizzate” (talora il tallone d’Achille dell’operazione), testimonianze alte e basse (da Ascanio Celestini a un pazzesco “prete ateo”, passando per uomini della strada con convinzioni a un tempo comiche e agghiaccianti), si parte da un tema già inedito e forte per arrivare con naturalezza alle spine del testamento biologico. È importante, che esista un film così, Martina. Le autrici di questo piccolo documentario indipendente lo sanno, e stanno testardamente (e con successo) ritagliandosi spazi di visione pubblici. Meritano visibilità. Ma poiché connettendosi al sito indicato sopra il dvd è anche acquistabile a un prezzo non speculativo, secondo me anche tu stai già digitando la Url.

La mucca e il treno. I film di cui non ci potrebbe importare di meno

Robin Hood

(Usa/Uk, 2010). Di Ridley Scott

mazzarella_muccaMartina, scusa se te lo dico, ma era meglio se mi portavi a vedere Piacere sono un po’ incinta. Un po’ che ‘ste cineprese che girano a 1:1.000.000.000 di tempo d’otturazione le ho già viste in coso, come si chiamava, Commodo. Un po’ è che ‘sti due sono al terzo film assieme e a Russell Crowe se gli scappa un sorriso si vede che è per contratto o che ha giù la dolce Euchessina. Un po’ è che uno che ha fatto Soldato Jane anche se evita di trasformare il ladro-che-rubava- ai-ricchi-eccetera in un rivoluzionario ante litteram in lotta con il Potere non è che mi dispiace. Quale potere, poi, che c’è Obama adesso? Forse l’asse conservatore-LibDem che sta cercando inciuci a casa sua? Cameron (no, non quello di Avatar, Martina) e Clegg? Ma era bello guardare i tuoi occhi ammirati alla fine, durante lo sbarco dalla Normandia, che anche tu hai capito che si stava rifacendo/rovesciando il soldato Ryan di Spielberg mentre io mi chiedevo invece il PERCHÉ e dove cazzo era Sir Biss in quel bordello di sangue e di frecce. Settimana ventura esce Sex and the City 2, Martina. Telefona al Warner Village e prenota, che poi magari arriviamo e c’è coda.

(Da Linus giugno 2010. © Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata)