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	<title>Comments for Linus</title>
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		<title>Comment on Contatti by Dario Rainoni</title>
		<link>http://linus.net/contatti/comment-page-1/#comment-6553</link>
		<dc:creator>Dario Rainoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 20:21:56 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di tutto grazie. Grazie per i sorrisi, le riflessioni e i suggerimenti. Solo una domanda: perché non date uno sguardo anche al mondo dei videogames? Alcuni prodotti indipendenti sono vere opere d&#039;arte!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto grazie. Grazie per i sorrisi, le riflessioni e i suggerimenti. Solo una domanda: perché non date uno sguardo anche al mondo dei videogames? Alcuni prodotti indipendenti sono vere opere d&#8217;arte!</p>
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		<title>Comment on Fumetti: di Michele R. Serra by Mattia</title>
		<link>http://linus.net/2012/01/fumetti-di-michele-r-serra-11/comment-page-1/#comment-6548</link>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:18:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6896#comment-6548</guid>
		<description>A me il libro ha lasciato interdetto. Da una sceneggiatura di Luttazzi, normalmente scrupolosissimo, mi aspettavo una solidità che non ho riscontrato. Non c&#039;è una vera progressione narrativa né psicologica. Non c&#039;è, soprattutto, l&#039;analisi sociale a cui alludevano le anticipazioni sul libro, a meno che il ritratto di un qualsiasi furbo X  nato su suolo italiano (Farolfi, in questo caso) non vada considerato allegoria di una nazione. Ragionamento che mi pare un po&#039; pigro. 
Scendendo nel merito: la storia si articola in due parti, divise fisicamente dalla raffigurazione dello sketch televisivo di Bramieri, che a prima vista parrebbe non servire ad altro. La seconda parte è dedicata al Farolfi &quot;mostro sociale&quot;, nel modo scarsamente paradigmatico e perciò, a mio avviso, poco interessante che dicevo; la prima, che corrisponde a due terzi circa del volume, ne descrive infanzia, adolescenza, prima età matura: anzitutto, una lunga serie di scopate. Di qui l&#039;accusa di progressione narrativa e psicologica pressoché nulla: in che modo questa lunga prima parte fungerebbe alla seconda? Dite pure. Mi piacerebbe cambiare idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me il libro ha lasciato interdetto. Da una sceneggiatura di Luttazzi, normalmente scrupolosissimo, mi aspettavo una solidità che non ho riscontrato. Non c&#8217;è una vera progressione narrativa né psicologica. Non c&#8217;è, soprattutto, l&#8217;analisi sociale a cui alludevano le anticipazioni sul libro, a meno che il ritratto di un qualsiasi furbo X  nato su suolo italiano (Farolfi, in questo caso) non vada considerato allegoria di una nazione. Ragionamento che mi pare un po&#8217; pigro.<br />
Scendendo nel merito: la storia si articola in due parti, divise fisicamente dalla raffigurazione dello sketch televisivo di Bramieri, che a prima vista parrebbe non servire ad altro. La seconda parte è dedicata al Farolfi &#8220;mostro sociale&#8221;, nel modo scarsamente paradigmatico e perciò, a mio avviso, poco interessante che dicevo; la prima, che corrisponde a due terzi circa del volume, ne descrive infanzia, adolescenza, prima età matura: anzitutto, una lunga serie di scopate. Di qui l&#8217;accusa di progressione narrativa e psicologica pressoché nulla: in che modo questa lunga prima parte fungerebbe alla seconda? Dite pure. Mi piacerebbe cambiare idea.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Recupero Costa Concordia: soluzione esplosiva. by mr bean</title>
		<link>http://linus.net/2012/02/recupero-costa-concordia-soluzione-esplosiva/comment-page-1/#comment-6546</link>
		<dc:creator>mr bean</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:38:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6966#comment-6546</guid>
		<description>Dal portale  Indymedia
https://piemonte.indymedia.org/article/14145

Recupero Costa  Concordia:  soluzione  “B” (Rotary manufactures).
Sto Rotary  è  proprio  una  miniera  di  idee 
In una convention del  Rotary  Club  del  1973 emerge (un’altra)  innovativa  soluzione alternativa  - a  quella  poc’anzi  esplicata - per  il  recupero della nave  da crociera  Costa  Concordia. La  soluzione salta  fuori studiando le  operazioni condotte  per riportare  a  galla   una  nave  affondata nell’Arcipelago Toscano davanti all’Isola di  Gorgona nei  primi anni ‘70. Il 4 febbraio 1973, il traghetto di linea Espresso Sardegna del gruppo Magliveras mentre faceva rotta da Genova verso Palermo con un carico di 60 autocarri  pesanti, s’inabissò  alla  velocità  della  luce. Furtunatamente il comandante  Francesco  (un altro  Francesco  però  un  tantino  più  lucido di Schettino)  ebbe  appena il  tempo  di  ordinare  l’abbandono  della  nave  e di  mettere  in  salvo  tutto  il  suo  equipaggio.  Manco  farlo  apposta erano proprio ad  un  tiro  di  schioppo dall’isola  del  Giglio (stavolta non è  colpa  d’uno  scoglio non segnalato). Roba  da  far  invidia  al  Triangolo delle  Bermude.
Come  sapete, i  rotariani, appassionati  come sono di  shipping estremo,  periodicamente si  danno  convegno  per  parlare di  navi, relitti, naufragi, capitani, marinai, imprese  titaniche,   mitici recuperi e  storie  di  mare.  Inevitabilmente la sede  del  Rotary  genovese diventa  un’inesauribile  incubatore  di  intelligenze  marinaresche.  D’altronde non  potrebbe  essere  diversamente. C’è la  crema  della  crema,   del top,  degli  esperti del settore. Solo  alcuni nomi  per  darvi un’idea:  l’Ing. Gino Ansaldo (l’autore  della precedente  relazione  sul recupero  del relitto con le  esplosioni chirurgiche controllate),  l’Avv. Aldo  Mordiglia (esperto  di  Diritto Marittimo),  Giacomo ed Enrico  Costa (della famiglia fondatrice di   Costa  Crociere), l’Ing.   Lorenzo Spinelli (per  anni Direttore  Generale  del  Registro  Italiano  Navale), avv. Siccardi  (Studio Siccardi &amp; Bregante avvocati marittimisti), Schiaffino (Porto di Genova), L’Avv. Mariano  Maresca (diritto marittimo), Cosulich (armatore), Avv. Corrado Medina (esperto diritto  marittimo), Marsano (armatori), Fabio Capocaccia (ex direttore  Porto di Genova), Beppe Croce (Pres. Yacht  Club Italiano), Alfonso Menada (armatore socio dei  Clerici Armatori), Avv.  Berlingieri (esperto  diritto marittimo nonché  Presidente AIDIM), Gianni Scerni (imprenditore  marittimo   ex Presidente trombato del  RINA-Registro  Italiano  Navale),  Giancristoforo Savasta (conosciuto  a Genova  come ’il  mago  delle bulk carrier’ dirigente di società  di  navigazione come Coeclerici e Premuda) Avv. Franco Bonelli (esperto diritto Marittimo e societario),  Pietro ed Emanuele Ravano (armatori), Campanella (armatori), Cambiaso ( Cambiaso &amp; Risso Agenti Marittimi), Caffarena (agente  marittimo), Avv. Paolo Riccomagno (esperto Diritto Marittimo), Jack Clerici (Coeclerici Armatori), Giovanni Novi (Broker, appassionato di mare e di tresche  portuali), Lolli Ghetti (armatore), Avv. Kristian Kielland (esperto Diritto Marittimo), Renato Campi (un produttore  genovese  che  fabbrica  dei  giubbotti di  salvataggio con  sorpresa tipo  Kinder),  etc etc. 
Il 25  luglio 1973  quindi, presso  il  solito   l’Hotel  Bristol  c’è una  nuova riunione  del Rotary  Club  Genova, Distretto 184. Tutti  in  trepidazione ascoltano rapiti  l’oratore che  comincia  a  snocciolare  l’ennesima intrigante storia marinaresca. Il  Segretario verbalizza:
“Dopo  il  convivio  il  Presidente … cede quindi la  parola all’Ing. Gangitano per la  sua relazione  su: ‘il  recente  recupero della  nave  traghetto  Espresso Sardegna affondata  presso l’Isola  di  Gorgona’. L’ing. Gangitano prende  la  parole per  esporre  brevemente la  recente  impresa compiuta  da  palombari  e  tecnici,  da  lui  diretti,  per  restituire  agli  armatori una  nave  traghetto che  nel  febbraio  scorso  era  affondata,  per  causa  di  una  tempesta  eccezionale, presso  l’isoletta  di  Gorgona, alla  profondità  di  trenta  metri. La  difficoltà  di  questa impresa  consisteva nella  posizione  capovolta  della  nave, nell’alto  fondale  e  nella  località in mare  aperto ed  esposta  a  tutti  i  venti e  tempi  cattivi che  imperversano  continuamente nel  canale  di  Toscana e  che  rendono  molto  difficile, e  spesso  impossibile, il  lavoro  dei  palombari e  l’ormeggio, presso  al  relitto, dei  mezzi  di  salvataggio. Quindi  l’Ing.  Gangitano ha  esposto  per  sommi  capi, in  attesa  di  una  relazione  completa, le  fasi  del  recupero della  nave, che  ha  costituito  una  impresa tecnica  di  importanza  internazionale ed  una  magnifica  avventura  di  mare.  Caso  unico  nella  storia  della marina  mercantile italiana, la  nave, pur  essendo  di  importanti  dimensioni, è  stata  portata  a  galla capovolta con  tutto  il  suo  carico completo  di  autocarri ed  automobili nel  grande  garage  e  nella  stiva, ed  in  queste  condizioni eccezionali è  stata  rimorchiata  sino  a  Genova,  con  un  viaggio di  circa 100  miglia  180  km) durato  due  giorni e  due  notti, per  essere prossimamente  raddrizzata e  messa  definitivamente a  galla nella  sua  posizione  naturale. Terminata  la  relazione,  vivamente  applaudita, per  l’interesse dell’argomento e  la  piacevole  esposizione,  hanno  chiesto  chiarimenti i  soci: Avv. Tiscornia, Ing.  Zampichelli e  Prof.  Marmont ai  quali l’Ing. Gangitano  ha risposto esaurientemente …”.
Lasciatecelo  dire. Questa è  davvero una  genialata (e  si  badi  ben son robe fatte più d’un  quarantennio  fa). Ma come possiamo applicare  sta  metodica all’Isola  del  Giglio? Potremo  fare così: la  nave Costa  Concordia giace  praticamente  già  su di un  lato in  posizione universitaria e/o ‘colta’ (ossia Bocconi). Ad  andare nella  direzione  testa in  giù  ci  vuol  poco. La  si scolla  dal  maledetto  scoglio  facendola   lentamente  scivolare oltre  il  gradino   verso il fondale  sabbioso.  Mentre la  nave  si  distrae guardando  il  fondo le  si  pompa  fuori  dalle  stive  l’acqua  gonfiando all’interno della  nave (in  particolar  modo in  prossimità della  falla)    alcuni  palloni d’aria. La    Concordia   così,  riemergendo in  posizione  capovolta, si  presenterà  anche con lo  squarcio della  chiglia fuori  dall’acqua (il che  non  guasta). Ora  è  pronta  per  essere  trainata  per  100  miglia  (180  Km) sino  all’imbocco  del Bacino Fincantieri di  Sestri_Ponente per  il  necessario maquillage. 
Essendo  uno  dei  cantieri    più  importanti  di  tutto  il  Bacino  del  Mediterraneo, ed  essendo stata  portata  a compimento una  delle operazioni di  recupero marittimo più straordinarie di  tutti  i tempi, tradizione   vuole  che la  nave,  una  volta  in  rada,  esprima  almeno un sentito  grazie alla  città. 
Se a  sto  punto  Pierluigi  Foschi,  in  prossimità  della  “COSTA”  ordina  un  inchino vuol  dire  che  non ha  capito proprio  na mazza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal portale  Indymedia<br />
<a href="https://piemonte.indymedia.org/article/14145" rel="nofollow">https://piemonte.indymedia.org/article/14145</a></p>
<p>Recupero Costa  Concordia:  soluzione  “B” (Rotary manufactures).<br />
Sto Rotary  è  proprio  una  miniera  di  idee<br />
In una convention del  Rotary  Club  del  1973 emerge (un’altra)  innovativa  soluzione alternativa  &#8211; a  quella  poc’anzi  esplicata &#8211; per  il  recupero della nave  da crociera  Costa  Concordia. La  soluzione salta  fuori studiando le  operazioni condotte  per riportare  a  galla   una  nave  affondata nell’Arcipelago Toscano davanti all’Isola di  Gorgona nei  primi anni ‘70. Il 4 febbraio 1973, il traghetto di linea Espresso Sardegna del gruppo Magliveras mentre faceva rotta da Genova verso Palermo con un carico di 60 autocarri  pesanti, s’inabissò  alla  velocità  della  luce. Furtunatamente il comandante  Francesco  (un altro  Francesco  però  un  tantino  più  lucido di Schettino)  ebbe  appena il  tempo  di  ordinare  l’abbandono  della  nave  e di  mettere  in  salvo  tutto  il  suo  equipaggio.  Manco  farlo  apposta erano proprio ad  un  tiro  di  schioppo dall’isola  del  Giglio (stavolta non è  colpa  d’uno  scoglio non segnalato). Roba  da  far  invidia  al  Triangolo delle  Bermude.<br />
Come  sapete, i  rotariani, appassionati  come sono di  shipping estremo,  periodicamente si  danno  convegno  per  parlare di  navi, relitti, naufragi, capitani, marinai, imprese  titaniche,   mitici recuperi e  storie  di  mare.  Inevitabilmente la sede  del  Rotary  genovese diventa  un’inesauribile  incubatore  di  intelligenze  marinaresche.  D’altronde non  potrebbe  essere  diversamente. C’è la  crema  della  crema,   del top,  degli  esperti del settore. Solo  alcuni nomi  per  darvi un’idea:  l’Ing. Gino Ansaldo (l’autore  della precedente  relazione  sul recupero  del relitto con le  esplosioni chirurgiche controllate),  l’Avv. Aldo  Mordiglia (esperto  di  Diritto Marittimo),  Giacomo ed Enrico  Costa (della famiglia fondatrice di   Costa  Crociere), l’Ing.   Lorenzo Spinelli (per  anni Direttore  Generale  del  Registro  Italiano  Navale), avv. Siccardi  (Studio Siccardi &amp; Bregante avvocati marittimisti), Schiaffino (Porto di Genova), L’Avv. Mariano  Maresca (diritto marittimo), Cosulich (armatore), Avv. Corrado Medina (esperto diritto  marittimo), Marsano (armatori), Fabio Capocaccia (ex direttore  Porto di Genova), Beppe Croce (Pres. Yacht  Club Italiano), Alfonso Menada (armatore socio dei  Clerici Armatori), Avv.  Berlingieri (esperto  diritto marittimo nonché  Presidente AIDIM), Gianni Scerni (imprenditore  marittimo   ex Presidente trombato del  RINA-Registro  Italiano  Navale),  Giancristoforo Savasta (conosciuto  a Genova  come ’il  mago  delle bulk carrier’ dirigente di società  di  navigazione come Coeclerici e Premuda) Avv. Franco Bonelli (esperto diritto Marittimo e societario),  Pietro ed Emanuele Ravano (armatori), Campanella (armatori), Cambiaso ( Cambiaso &amp; Risso Agenti Marittimi), Caffarena (agente  marittimo), Avv. Paolo Riccomagno (esperto Diritto Marittimo), Jack Clerici (Coeclerici Armatori), Giovanni Novi (Broker, appassionato di mare e di tresche  portuali), Lolli Ghetti (armatore), Avv. Kristian Kielland (esperto Diritto Marittimo), Renato Campi (un produttore  genovese  che  fabbrica  dei  giubbotti di  salvataggio con  sorpresa tipo  Kinder),  etc etc.<br />
Il 25  luglio 1973  quindi, presso  il  solito   l’Hotel  Bristol  c’è una  nuova riunione  del Rotary  Club  Genova, Distretto 184. Tutti  in  trepidazione ascoltano rapiti  l’oratore che  comincia  a  snocciolare  l’ennesima intrigante storia marinaresca. Il  Segretario verbalizza:<br />
“Dopo  il  convivio  il  Presidente … cede quindi la  parola all’Ing. Gangitano per la  sua relazione  su: ‘il  recente  recupero della  nave  traghetto  Espresso Sardegna affondata  presso l’Isola  di  Gorgona’. L’ing. Gangitano prende  la  parole per  esporre  brevemente la  recente  impresa compiuta  da  palombari  e  tecnici,  da  lui  diretti,  per  restituire  agli  armatori una  nave  traghetto che  nel  febbraio  scorso  era  affondata,  per  causa  di  una  tempesta  eccezionale, presso  l’isoletta  di  Gorgona, alla  profondità  di  trenta  metri. La  difficoltà  di  questa impresa  consisteva nella  posizione  capovolta  della  nave, nell’alto  fondale  e  nella  località in mare  aperto ed  esposta  a  tutti  i  venti e  tempi  cattivi che  imperversano  continuamente nel  canale  di  Toscana e  che  rendono  molto  difficile, e  spesso  impossibile, il  lavoro  dei  palombari e  l’ormeggio, presso  al  relitto, dei  mezzi  di  salvataggio. Quindi  l’Ing.  Gangitano ha  esposto  per  sommi  capi, in  attesa  di  una  relazione  completa, le  fasi  del  recupero della  nave, che  ha  costituito  una  impresa tecnica  di  importanza  internazionale ed  una  magnifica  avventura  di  mare.  Caso  unico  nella  storia  della marina  mercantile italiana, la  nave, pur  essendo  di  importanti  dimensioni, è  stata  portata  a  galla capovolta con  tutto  il  suo  carico completo  di  autocarri ed  automobili nel  grande  garage  e  nella  stiva, ed  in  queste  condizioni eccezionali è  stata  rimorchiata  sino  a  Genova,  con  un  viaggio di  circa 100  miglia  180  km) durato  due  giorni e  due  notti, per  essere prossimamente  raddrizzata e  messa  definitivamente a  galla nella  sua  posizione  naturale. Terminata  la  relazione,  vivamente  applaudita, per  l’interesse dell’argomento e  la  piacevole  esposizione,  hanno  chiesto  chiarimenti i  soci: Avv. Tiscornia, Ing.  Zampichelli e  Prof.  Marmont ai  quali l’Ing. Gangitano  ha risposto esaurientemente …”.<br />
Lasciatecelo  dire. Questa è  davvero una  genialata (e  si  badi  ben son robe fatte più d’un  quarantennio  fa). Ma come possiamo applicare  sta  metodica all’Isola  del  Giglio? Potremo  fare così: la  nave Costa  Concordia giace  praticamente  già  su di un  lato in  posizione universitaria e/o ‘colta’ (ossia Bocconi). Ad  andare nella  direzione  testa in  giù  ci  vuol  poco. La  si scolla  dal  maledetto  scoglio  facendola   lentamente  scivolare oltre  il  gradino   verso il fondale  sabbioso.  Mentre la  nave  si  distrae guardando  il  fondo le  si  pompa  fuori  dalle  stive  l’acqua  gonfiando all’interno della  nave (in  particolar  modo in  prossimità della  falla)    alcuni  palloni d’aria. La    Concordia   così,  riemergendo in  posizione  capovolta, si  presenterà  anche con lo  squarcio della  chiglia fuori  dall’acqua (il che  non  guasta). Ora  è  pronta  per  essere  trainata  per  100  miglia  (180  Km) sino  all’imbocco  del Bacino Fincantieri di  Sestri_Ponente per  il  necessario maquillage.<br />
Essendo  uno  dei  cantieri    più  importanti  di  tutto  il  Bacino  del  Mediterraneo, ed  essendo stata  portata  a compimento una  delle operazioni di  recupero marittimo più straordinarie di  tutti  i tempi, tradizione   vuole  che la  nave,  una  volta  in  rada,  esprima  almeno un sentito  grazie alla  città.<br />
Se a  sto  punto  Pierluigi  Foschi,  in  prossimità  della  “COSTA”  ordina  un  inchino vuol  dire  che  non ha  capito proprio  na mazza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Storia delle storie d&#8217;Italia di David Bidussa by Marym</title>
		<link>http://linus.net/2012/01/storia-delle-storie-ditalia-di-david-bidussa-2/comment-page-1/#comment-6525</link>
		<dc:creator>Marym</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 20:59:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6709#comment-6525</guid>
		<description>Sono contenta che qualcuno abbia scritto queste parole. Mi sorprende sempre come il guardare indietro impedisca a molte persone di capire dove poggiano i loro stessi piedi. La &quot;memoria&quot; che si rievoca questi giorni è ormai solo una grigia fotografia dai contorni sbiaditi, che usa la metafora del tempo lontano nel tentativo di allontanare l&#039;oscurità. Non ha senso un &quot;mai più&quot; scollegato dal presente, scollegato dalla domanda sul perchè e da uno sguardo critico, o semplicemente attento, alla nostra quotidianità. Questa memoria statica, purtroppo, ha anche molti buchi, perchè non sempre comprende tutte, ma veramente tutte le vittime del delirio selettivo, ed è anche loro che bisogna ricordare: omosessuali, rom, persone con disabilità, malati mentali ed ebrei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contenta che qualcuno abbia scritto queste parole. Mi sorprende sempre come il guardare indietro impedisca a molte persone di capire dove poggiano i loro stessi piedi. La &#8220;memoria&#8221; che si rievoca questi giorni è ormai solo una grigia fotografia dai contorni sbiaditi, che usa la metafora del tempo lontano nel tentativo di allontanare l&#8217;oscurità. Non ha senso un &#8220;mai più&#8221; scollegato dal presente, scollegato dalla domanda sul perchè e da uno sguardo critico, o semplicemente attento, alla nostra quotidianità. Questa memoria statica, purtroppo, ha anche molti buchi, perchè non sempre comprende tutte, ma veramente tutte le vittime del delirio selettivo, ed è anche loro che bisogna ricordare: omosessuali, rom, persone con disabilità, malati mentali ed ebrei.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Storia delle storie d&#8217;Italia di David Bidussa by Many</title>
		<link>http://linus.net/2012/01/storia-delle-storie-ditalia-di-david-bidussa-2/comment-page-1/#comment-6524</link>
		<dc:creator>Many</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:11:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6709#comment-6524</guid>
		<description>Il problema del razzismo è che si fonda sul bisogno dell&#039;uomo di mantenere l&#039;autostima enfatizzando il proprio gruppo d&#039;appartenenza, che costituisce parte della sua identità, e per mantenere questa effimera autostima relega gli &quot;altri&quot; a un qualcosa di disumanizzato che possano deprecare. Capito? Le tragedie nascono da un&#039;insensato bisogno di autostima effimera e ingiustificata che, in quanto tale, ha bisogno di essere confermata ogni volta con nuovi atti di violento razzismo. Questo lato oscuro dell&#039;essere umano è la Vergogna per antonomasia, perché, come dice l&#039;articolo, niente è finito e mai finirà. L&#039;unica speranza, seppur limitata, per una realista come la sottoscritta, è che tale razzismo venga mitigato, poiché, per meccanismi psicologici che mi fanno vergognare di essere compresa nella categoria &quot;uomo&quot;, è intaccabile. Giorno della memoria? Questa non è una memoria, ma la prosecuzione di una tragedia vestita di altri costumi. Nome: &quot;Giorno del ricordo&quot;, o meglio: ricordatevi che bestie siamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del razzismo è che si fonda sul bisogno dell&#8217;uomo di mantenere l&#8217;autostima enfatizzando il proprio gruppo d&#8217;appartenenza, che costituisce parte della sua identità, e per mantenere questa effimera autostima relega gli &#8220;altri&#8221; a un qualcosa di disumanizzato che possano deprecare. Capito? Le tragedie nascono da un&#8217;insensato bisogno di autostima effimera e ingiustificata che, in quanto tale, ha bisogno di essere confermata ogni volta con nuovi atti di violento razzismo. Questo lato oscuro dell&#8217;essere umano è la Vergogna per antonomasia, perché, come dice l&#8217;articolo, niente è finito e mai finirà. L&#8217;unica speranza, seppur limitata, per una realista come la sottoscritta, è che tale razzismo venga mitigato, poiché, per meccanismi psicologici che mi fanno vergognare di essere compresa nella categoria &#8220;uomo&#8221;, è intaccabile. Giorno della memoria? Questa non è una memoria, ma la prosecuzione di una tragedia vestita di altri costumi. Nome: &#8220;Giorno del ricordo&#8221;, o meglio: ricordatevi che bestie siamo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Fumetti: di Michele R. Serra by paolo cossu</title>
		<link>http://linus.net/2012/01/fumetti-di-michele-r-serra-11/comment-page-1/#comment-6521</link>
		<dc:creator>paolo cossu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:15:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6896#comment-6521</guid>
		<description>Da leggere assolutamente. Divertentissimo e feroce. Un Bravo! agli autori.
p.s. piccolo appunto alla recensione di Serra: le idee metalinguistiche (parodia Crepax e altri riferimenti fumettistici legati alle varie epoche in cui si svolge la vicenda) sono di quel precisino di... Luttazzi e fanno parte integrante della storia. In proposito, la sceneggiarura allegata in calce è eloquente. Perfetto Giacon a stargli dietro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da leggere assolutamente. Divertentissimo e feroce. Un Bravo! agli autori.<br />
p.s. piccolo appunto alla recensione di Serra: le idee metalinguistiche (parodia Crepax e altri riferimenti fumettistici legati alle varie epoche in cui si svolge la vicenda) sono di quel precisino di&#8230; Luttazzi e fanno parte integrante della storia. In proposito, la sceneggiarura allegata in calce è eloquente. Perfetto Giacon a stargli dietro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Cinema di Filippo Mazzarella by Vittorio Wizo Genovese</title>
		<link>http://linus.net/2012/01/cinema-di-filippo-mazzarella/comment-page-1/#comment-6516</link>
		<dc:creator>Vittorio Wizo Genovese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 19:07:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6860#comment-6516</guid>
		<description>Ma &quot;L&#039;arrivo di Wang&quot; dei Manetti Bros è uscito? Comunque è vero che in alcune serie televisive c&#039;è più cinema che in moltissimi pastrocchi nostrani ed esteri. Per esempio è uscita questo mese la seconda serie di Sherlock (tre episodi da novanta minuti l&#039;uno): per chi fosse interessato è una serie intelligente e curatissima dal punto di vista estetico. Veramente da non perdere. Anche The walking dead non è male. Perchè non creare una rubrica linusiana solo sulle serie tivì?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma &#8220;L&#8217;arrivo di Wang&#8221; dei Manetti Bros è uscito? Comunque è vero che in alcune serie televisive c&#8217;è più cinema che in moltissimi pastrocchi nostrani ed esteri. Per esempio è uscita questo mese la seconda serie di Sherlock (tre episodi da novanta minuti l&#8217;uno): per chi fosse interessato è una serie intelligente e curatissima dal punto di vista estetico. Veramente da non perdere. Anche The walking dead non è male. Perchè non creare una rubrica linusiana solo sulle serie tivì?</p>
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		<title>Comment on Ma cos&#8217;è questa crisi? di Vladimiro Giacché by Giovani Comunisti Toscana &#8211; Crisi italiana: breve riassunto e stato delle cose &#8211; Giacchè</title>
		<link>http://linus.net/2011/10/macose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche/comment-page-1/#comment-6506</link>
		<dc:creator>Giovani Comunisti Toscana &#8211; Crisi italiana: breve riassunto e stato delle cose &#8211; Giacchè</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:09:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=6397#comment-6506</guid>
		<description>[...] Vladimiro Giacchè, linus.net [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Vladimiro Giacchè, linus.net [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Contatti by luca conti</title>
		<link>http://linus.net/contatti/comment-page-1/#comment-6493</link>
		<dc:creator>luca conti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 21:48:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?page_id=312#comment-6493</guid>
		<description>Mi sono abbonato da poco a Linus, ma si puo&#039; dire che siamo cresciuti insieme(sono del 64),e lo leggo da quando mi e&#039; stato tecnicamente possibile.Ho approfittato della mail di mia moglie per postarvi questa mia,ed esprimervi finalmente il mio affetto e la mia incondizionata approvazione per il vostro lavoro. Linus e&#039; &quot;una luce nella notte&quot;.            
                                                                                                                                                                                           
          Forte dei Marmi 15/01/2012                                                                      Luca Conti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono abbonato da poco a Linus, ma si puo&#8217; dire che siamo cresciuti insieme(sono del 64),e lo leggo da quando mi e&#8217; stato tecnicamente possibile.Ho approfittato della mail di mia moglie per postarvi questa mia,ed esprimervi finalmente il mio affetto e la mia incondizionata approvazione per il vostro lavoro. Linus e&#8217; &#8220;una luce nella notte&#8221;.            </p>
<p>          Forte dei Marmi 15/01/2012                                                                      Luca Conti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Fumetti di Michele R. Serra by Storie di fumetti &#171; Vecchi Spari</title>
		<link>http://linus.net/2009/11/fumetti-di-michele-r-serra-4/comment-page-1/#comment-6436</link>
		<dc:creator>Storie di fumetti &#171; Vecchi Spari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:31:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://linus.net/?p=4150#comment-6436</guid>
		<description>[...] in aula&quot;. Dentro c&#8217;&#232; anche la trascrizione del mio intervento. Se ne parla qui. Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] in aula&quot;. Dentro c&#8217;&egrave; anche la trascrizione del mio intervento. Se ne parla qui. Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this [...]</p>
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