|
Nel mese che celebra le lotte civili dei movimenti delle donne, parliamo di loro,
sperando di non essere banali. Perché (anche) attraverso i fumetti le donne
hanno molto da dire. Siamo ancora lontani dal mettere in discussione il predominio
maschile nel piccolo mondo del fumetto: statisticamente la maggior parte dei cartoonist
sono uomini, così come lettori e collezionisti. Inevitabile che finiscano
per essere declinati al maschile anche i contenuti. Già Arthur Asa Berger,
nel suo seminale (per quanto ormai ampiamente superato) Lamericano a
fumetti del 1973, ricordava come nei comic book e nelle strisce made in Usa
fossero prevalenti le figure maschili, in un rapporto di due a uno con quelle
femminili: le donne - secondo Berger - erano viste unicamente come oggetto damore,
oppure direttamente eliminate dalla trama, in quanto complicazione ulteriore per
la ricerca di gloria o potere da parte del maschio. Berger aveva, comè
ovvio, punti di riferimento premoderni; oggi, le cose sono molto cambiate: con
larrivo del graphic novel, lo sviluppo dell underground e più
in generale la maturità del medium, è aumentata la presenza femminile
nel mondo del fumetto, sia dal lato della produzione sia da quello della fruizione.
Con risultati davvero notevoli.
Un paio di esempi suggeriti dallattualità.
1) È appena arrivata nelle sale Persepolis, pellicola di animazione
tratta dallomonimo fumetto autobiografico delliraniana Marjane Satrapi.
Ladattamento per il grande schermo è di per sé un evento stupefacente,
viste le caratteristiche dellopera. Un romanzo di formazione al femminile,
che racconta tre generazioni di donne (la piccola Marjane, la madre, la nonna):
personaggi in cui la forza danimo si unisce alla cultura, alla grazia e
alla consapevolezza politica, fino a produrre personalità che contrastano
nettamente con la situazione di oppressione vissuta giorno dopo giorno.
Il film diretto a quattro mani da Vincent Pariannaud e della stessa Satrapi
risulta a tratti perfino più toccante del fumetto, e non tradisce
alcuna delle scelte fatte sulla carta stampata, dal rigoroso bianco e nero al
tratto piatto, crudo ed espressionista. Orgogliosamente controcorrente rispetto
alla moderna animazione commerciale: proprio per questo motivo la sconfitta di
Persepolis nella notte degli Oscar era annunciata, contro un gigante come
il Ratatouille firmato Pixar. Eppure, solo la presenza di un prodotto del
genere nel tempio del cinema americano è un segnale forte.
Un film da vedere, per lotto marzo. Perché in questopera il
personale è più che mai politico, come il movimento delle Donne
afferma da sempre. Da segnalare che luscita del film è celebrata
a Milano da una mostra allestita nellambito del festival culturale Sguardi
Altrove: le tavole della Satrapi si potranno vedere fino al 9 marzo ai caselli
di Porta Venezia, in Piazza Oberdan. Per maggiori informazioni, www.sguardialtrove.org.
2) A Bologna cè un festival di fumetto diverso e particolare,
che questanno ha fra i suoi ospiti donore unautrice che porta
il fumetto italiano nel mondo. Bilbolbul (www.bilolbul.net) si svolge
dal 5 al 9 marzo in giro per la città, ma le mostre durano fino ad aprile
inoltrato. Le cose da vedere sono molte e interessanti: unesposizione
dedicata allo storico disegnatore italiano Gianni De Luca (Il commissario
Spada), una che racconta il fumetto cinese, il jazz illustrato dalle opere
del belga Louis Joos. Spicca però fra tutte la personale di Gabriella
Giandelli, da lei direttamente curata e intitolata Le stanze degli altri:
una raccolta di tavole esposte curiosamente allinterno di un vero appartamento,
la residenza per artisti in via Nosadella 2 (la mostra rimane aperta dal 7 marzo
all11 aprile).
Location davvero perfetta, visto che il tema della mostra è proprio linterno
domestico, filo rosso che attraversa lopera della Giandelli e protagonista
silenzioso della serie di albi a fumetti intitolata Interiorae, che ha
raccolto un notevole successo di critica negli Stati Uniti. Spiace constatare
che cartoonist italiani di alto livello trovino maggior fortuna allestero
che in patria: prima di Gabriella Giandelli era stata Francesca Ghermandi, (anche
lei presente a Bologna per un incontro sul tema del giornalismo grafico)
con The Wipeout e il più recente, inquietante, ironico, lynchano
Grenuord.
Made in Italy da esportazione, prodotti di cui essere fieri, frutto del lavoro
di artiste donna. Archiviate le mimose che non piacciono a nessuno, diciamocelo
questanno regalo fumetti.
fumetti@linus.net
 |
Carlos Giménez
I PROFESSIONISTI
Black Velvet
pagg. 176, Euro 18,00 |
|
| Ecco un libro compiaciuto, autoreferenziale, che descrive un piccolo mondo accartocciato su se stesso. Nonostante ciò – incredibile, a dirsi – è una delle letture più divertenti degli ultimi tempi. Opera di Carlos Giménez, autore storico della scuola spagnola, quarant’anni di carriera sulle spalle, molta fantascienza: Delta 99, Dani futuro, Hom, Koolau il lebbroso... I professionisti racconta la sua vita di giovane e squattrinato fumettaro nella Barcellona degli anni Sessanta: un’esistenza chiusa nel microcosmo dello studio in cui lui e i suoi colleghi sono confinati durante il giorno e, spesso e volentieri, anche lunghe notti insonni, al tavolo da disegno. Il gruppo vive di cameratismo, scherzi crudeli da collegio maschile, piccole truffe, pochi soldi e molti sogni.
I nomi sono stati cambiati, ma di autobiografia si tratta: “tutti gli aneddoti sono rigorosamente autentici”, dichiara orgoglioso Giménez all'inizio del primo episodio. Subito dopo, inizia l'immersione nella memoria dei “bei tempi andati”, visti con malcelata nostalgia, nonostante la povertà e le oppressioni del franchismo: tema politico mai affrontato direttamente, ma che appare fra le righe in alcuni episodi, filtrato attraverso la lente della vita quotidiana.
Ottima operazione di recupero e sistemazione di materiale che, in parte, era già apparso sulle pagine della storica testata Eureka!. Per i nostalgici, ma soprattutto per tutti i giovani fumettari. Che si lascino insegnare come va il mondo!
|
|