Tipi psicologici di Massimo Cirri
Posted by redazione on Friday Feb 19, 2010 Under RubricheIl ministro Brunetta, o dell’incacchiarsi
Il ministro Brunetta è incacchiato. Sempre. E per incacchiato intendiamo irato, incollerito, iroso, inviperito, stizzito, fremente, adirato e idrofobo. Almeno così lo raccontano le cronache. Non sappiamo se poi nella vita vera, fuori dai giornali e dalle tivù, sia anche una persona paciosa, dolce e serafica. Io credo di sì. Ma così, come augurio.
Fatto sta che almeno nella sfera pubblica, quanto a emotività espressa, il ministro Brunetta appare piuttosto diverso dal Dalai Lama, che pure i suoi motivi di arrabbiatura li ha, stante che i cinesi gli hanno invaso casa con i carri armati. Ma il ministro Brunetta è diverso anche da Gianni Letta. è più espansivo, irruente, sanguigno e, appunto, perennemente incacchiato. Che per un ministro è quantomeno inusitato, dissonante con il ruolo.
Sei ministro, hai raggiunto il potere, rilassati. Sii regale, perché anche se siamo in una repubblica il maestoso funziona sempre, guarda Berlusconi; oppure munifico, energico, distaccato come un maragià. O esercita il dominio freddo e spietato come un cardinale. Scegli te, ma lascia l’arrabbiatura all’opposizione. è lei che per tradizione alza la voce, sbraita, vibra d’indignazione e ogni tanto s’incacchia di brutto e fa venir giù i vetri alla Camera.
Per il centrosinistra di oggi questo sembra troppo, è vero. Non ce la fa. Colpa sua, direbbe Brunetta, si è ridotto così a forza di primarie e ben gli sta. Perché le primarie sono un bel gioco, ma passarci sopra troppo tempo prosciuga le energie fisiche e mentali. Come i miei figli adolescenti che tirano metà pomeriggio a sparare come forsennati nel videogame e dopo, quando si tratta di fare i compiti, crollano semiaddormentati. E Ignazio Marino, lombrosianamente, ha la faccia del bravo ragazzo che spappola i nemici con il fucile a pompa in un videogame: Mozioni, ne resterà solo una. Solo che è un videogioco dove la Binetti indossa un cilicio antiproiettile. E non muore mai.

Che cosa è totalmente e inesorabilmente calato nel Novecento, e che cosa invece potrebbe spingerci o accompagnarci nel domani? Un piccolo gioco-esercizio intellettuale dal quale non è escluso che si riesca a ricavare qualche interessante indicazione. 

Vignette di Maurizio Minoggio
© Illustrazione di ALE+ALE


