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Bambini nel tempo di Fabio Geda

Il bambino Celestini

Ascanio Celestini non ha mai avuto una visione profetica durante la quale da bambino, una sera, ha visto se stesso adulto, allo specchio, il pubblico davanti, il sipario che si chiude, e non ha mai detto: da grande farò l’attore

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Illustrazione di Marco Cazzato

Mi chiamo Ascanio Celestini” dice lui. “Figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera. Mio padre rimetteva a posto i mobili, mobili vecchi o antichi. È nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone, in bottega, a San Lorenzo. Mia madre è di Tor Pignattara e da giovane faceva la parrucchiera da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia, e a quel tempo ballava il liscio. Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare. Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera. Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere. Con l’incidente è rimasto grande invalido del lavoro, è andato a lavorare al cinema Iris a Porta Pia. La mattina faceva le pulizie, pomeriggio e sera faceva la maschera, la notte faceva il guardiano. Sua moglie si chiamava Agnese, nata a Bedero. Io mi ricordo che si costruiva le scarpe coi guanti vecchi. Mio nonno materno si chiamava Giovanni e faceva il boscaiolo con Primo Carnera. Mia nonna materna è nata ad Anguillara Sabazia e si chiamava Marianna. La sorella, Fenisia, levava le fatture, e lei raccontava storie di streghe.” Continue reading