Il ricettario del precario di Catone e Lorentz
Consigli facili per una cucina nutriente in condizioni disperate
Deiezioni di lombrico al cucchiaio (tradizione vegana)
Preparazione. Scavate piccole buche nel terreno umido fino a individuare un verminaio, poi fate amicizia con un anellide. Incoraggiatelo affinché si nutra a sazietà di composti organici vari, quindi sfruttatene le abbondanti attività dell’ano per ricavarne una pietanza sostanziosa e ricca di fibre, degustabile su crostoni di ferite postraumatiche al ginocchio.
Sushi e sashimi d’ape (tradizione bento)
Preparazione. Scuotete fortissimamente un alveare, facendo incazzare tutta l’arnia: quando le api sbucano, fatevi pungere, non senza aver prima sgraffignato un defibrillatore al vicino pronto soccorso. Terminate le scorrerie dello sciame, raccogliete i cadaveri delle api che vi hanno tumefatto: una sciacquata veloce in acqua di vespasiano e sono già buoni così.
Fajitas de pelo de perro (tradizione mariachi)
Preparazione. Entrate in confidenza con un randagio non tosato, annusandogli e facendogli annusare gli organi genitali per conquistarne la massima fiducia. Seguitelo presso il suo giaciglio alla discarica, ricavato da lastre di eternit non bonificato a norma di legge, quindi approfittate delle sue assenze prolungate per spazzarvi direttamente in bocca le ciocche di pelo della naturale muta annuale.
Stufato di mozziconi di sigaretta (tradizione dobrogia)
Preparazione. Appostatevi al binario del regionale delle sette e un quarto e fate man bassa degli scarti dei passeggeri tabagisti, mescolando con cura il tabacco a corazze di locusta o di cimici comuni, purché minuziosamente sbriciolate. Infilate in una scarpa il preparato e passeggiateci per almeno tre orette: slacciate la polacchina e servite ancora caldo.
Et … bon apetit!






