Jun 26
Posted by redazione on Friday Jun 26, 2009 Under Rubriche
Blog e libertà (provvisorie)
Non è un buon momento per la stampa italiana e anche i blog non stanno tanto bene

Striscia di Sergio Ponchione
Qui la questione è delicata, e quando arriverete alla fine dell’articolo non è detto che la faccenda vi sarà più chiara. Detto ciò la prendo, come si dice brutalmente in gergo, un po’ alla lontana.
Nel suo saggio intitolato The prevention of literature, George Orwell scriveva che “la libertà di stampa, posto che tale espressione voglia effettivamente dire qualcosa, significa innanzitutto libertà di criticare e di opporsi.
“Ad ostacolare la libertà di stampa sono la concentrazione della stampa stessa nelle mani di pochi ricchi, il monopolio della radio e della televisione, e la scarsa propensione del pubblico a spendere soldi in libri”.
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May 11
Posted by redazione on Monday May 11, 2009 Under Rubriche
Il gioco del Twitter
L’ultima moda dell’Italietta 2.0:
la velocità d’informazione a 140 caratteri
Bloggo quindi sono.
Sino a non molti mesi addietro questo poteva essere lo slogan, il tormentone per chi volesse in qualche modo celebrare la nuova internet, quel web 2.0 (mai termine fu più abusato), fatto di viralità e condivisione, di contenuti prodotti dal basso, di user generated content appunto, di giornalismo partecipativo e via dicendo.
Poi venne Facebook che non è internet come tutti noi ce la siamo sempre immaginata e vissuta, ma qualcosa di più rassicurante e meno insidiosa: un po’ come attraversare l’Italia guidando in autostrada solo sulla corsia di destra e pretendere di averla visitata fermandosi unicamente agli autogrill.
E nel lungo tragitto crei o ricostruisci surrogati di amicizie, relazioni di varia natura e via dicendo.
Sì, lo so, questo è un pezzo dedicato a Twitter e non al popolare social network di cui sopra, ma mi preme sottolineare come tre grandi fenomeni abbiano davvero cambiato le carte in tavola della rete così da sbilanciare i processi di fruizione e produzione dell’informazione (nel caso della blogosfera e dello user generated content, tanto da diventare strumento alternativo, o meglio complementare, all’informazione istituzionale dall’alto), della navigazione e del tempo medio speso on line (nel caso di Facebook) e della comunicazione in tempo reale: e qui arriviamo al microblogging e al caso specifico di Twitter.
Scegliete un condominio con tutta una serie di conoscenze già avviate: in una zona strategica del palazzo, quale può essere l’ingresso, ponete una lavagna capiente ma non troppo su cui solo i condomini possono scrivere. Dotateli di un gessetto, uno pseudonimo e una raccomandazione: scrivete quanto e quando volete, ma non superate i 140 caratteri.
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