Laboratorio esordienti di Matteo b. Bianchi

illustrazioni di ALE+ALE
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di Arnaldo Greco
La maestra della short-story americana Grace Paley aveva intitolato una sua raccolta “Piccoli contrattempi del vivere”. Mi è tornato in mente quel titolo leggendo il racconto dell’esordiente Greco, che descrive i piccoli contrattempi di una serata nella vita di tale Lenin Mancuso. Code al cancello, vecchiette troppo lente sulle scale, amministratori assenti, ascensori difettosi: brevi incidenti di percorso in grado di suscitare piccole riflessioni filosofiche e che, col lento accumulo, finiscono per dare al protagonista anche una motivazione valida per lasciarsi (finalmente?) andare e soccombere
Ci sono sere che torna a casa e gli scivola in testa che, essenzialmente, il suo paese è oppresso dalla rabbia accumulata nelle code alla posta. E in ogni fila, si potrebbe dire, allargando l’inquadratura.
Sarà la larghezza eccessiva oppure il motorino lento e mal posizionato, ma la durata delle soste al cancello elettrico lascia troppo spazio all’anarchia, e il pensiero si perde nelle famose pieghe. Un amico dice che non esistono solo due scelte: camminare lungo un burrone o caderci. Ce ne è anche una terza, di opportunità: giocare a tenersi in equilibrio sul ciglio. A Lenin Mancuso, questo occorre con frequenza soprattutto davanti al cancello. E mentre scende a parcheggiare la macchina.
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