Dopo 60 anni i Peanuts passano di mano
La società americana Iconix Group ha acquisito in blocco i personaggi creati da Schulz per 175 milioni di dollari. Anche i familiari del celebre cartoonist partecipano all’operazione
Chissà come avrebbe tradotto nel linguaggio immortale delle sue creature a fumetti questa piccola rivoluzione che le riguarda da vicino Charles M. Schulz, ideatore e disegnatore dei Peanuts. Purtroppo il mistero è destinato a restare tale, perché il geniale cartoonist di Santa Rosa se n’è andato già da una decina d’anni. Rimane però la seconda moglie, Jean, e i cinque figli avuti dal primo matrimonio. A loro è spettato il compito di dare l’ok all’acquisizione del brand (e del ricco merchandising che vi è collegato) da parte di Iconix Brand Group, una corazzata statunitense del settore retail, che ha acquisito per 175 milioni di dollari l’intera divisione licensing di United Media Syndicate Inc., la società che per 60 anni aveva curato – assieme alla E.W. Scripps Company – la pubblicazione dei Peanuts in più di 40 Paesi.
Neil Cole, Ceo di Iconix, ha detto di essere molto contento di “imbarcarsi” in questo nuovo business, e a parlare non è solo il navigato uomo d’affari che fino ad oggi ha concentrato i propri interessi soprattutto nel campo della moda e del lusso, concludendo qualcosa come 1.200 accordi di licenza in tutto il mondo, l’ultimo dei quali – tanto per dire – con la popstar Madonna per la creazione di una nuova linea di abbigliamento a sua immagine e somiglianza. Cole è infatti uno dei milioni di fan dei Peanuts sparsi ai quattro angoli del globo, parte di quella generazione di 40-50enni (lui di anni ne ha 51) cresciuta con i saggi consigli di vita dispensati da Charlie Brown, Linus, Lucy e – ma sì, come dimenticarlo – il mitico bracchetto Snoopy.
Il passaggio di mano dei Peanuts e di altri celebri fumetti contenuti nello scrigno dell’UFS (fra i quali Dilbert, per esempio) assume in questo 2010 un valore epocale, perché proprio in ottobre le celebri “noccioline” compiranno 60 anni. Una prima celebrazione si è avuta pochi giorni fa a Bologna, presente anche la signora Jean Schulz e Umberto Eco, che contribuì a far conoscere i Peanuts in Italia grazie a Linus. Che proprio con il numero in edicola ricorda di aver tagliato un altro traguardo non da poco: quello dei 45 anni di attività (come spiega l’editoriale qui sotto).
Scorrendo i dettagli dell’operazione di acquisizione, si apprende che anche gli eredi Schulz vi avranno una parte. Il 20%, per l’esattezza: a tanto ammonta infatti la quota di loro competenza nell’affare. Sul piano del ritorno economico, Iconix – che con i Peanuts e gli altri fumetti intende ampliare e diversificare il ventaglio di settori in cui opera – punta a generare circa 75 milioni di dollari l’anno in royalties, comprendenti anche quelle di competenza della famiglia Schulz.
Nei loro 60 anni di vita, i Peanuts hanno dimostrato di essere un vero e proprio long-seller, una passione che non si spegne e che continua ad acquisire nuovi fan grazie alle numerose versioni delle strip di Schulz edite in più di 40 Paesi. E ciò malgrado da almeno un decennio non appaia una sola nuova vignetta, perché, giustamente, il loro “papà” chiese espressamente che nessuno, dopo la sua dipartita, ne continuasse l’opera. Troppo privato e intenso e assoluto era il filo che legava Charlie Brown e soci al loro ideatore.





