Il luogo del delitto di Giorgio Scianna

Posted by redazione on Thursday Mar 18, 2010 Under Scritti

Se il carcere scompare

ill_carcereIllustrazione di Ale+Ale

Esce il 19 marzo nelle sale il film di Jacques Audiard “Un prophète”, che ha affascinato e turbato Cannes sbattendo sotto gli occhi di tutti la drammatica situazione delle carceri francesi. Di quelle italiane invece ultimamente si conosce solo una cosa: come evitarle

I luoghi vanno di moda. E come le mode passano. Non è un grosso problema. Anche i luoghi chiusi (manicomi, carceri, campi di concentramento) seguono le mode e qui le cose si complicano perché da soli in posti così non possiamo entrarci se non c’è qualcuno (regista, scrittore) che ci apre le porte. Diventano invisibili fino a scomparire. Trent’anni fa i manicomi tiravano. Potevano uscire tre film l’anno, insieme a biografie e a trattati scientifici sui disturbi mentali che venivano smerciati (e letti) come se fossero romanzi avvincenti. C’era Basaglia, c’erano i “matti da slegare”, c’era Bellocchio, c’era il ghigno di Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo, e non è certo finita lì. I campi di concentramento di tutti i tipi sono una specie di long seller, il carcere invece scompare e riappare come un fiume carsico.

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Il luogo del delitto di Giorgio Scianna

Posted by redazione on Tuesday Feb 2, 2010 Under Rubriche, Scritti

Buon compleanno Mr Spade

Compie 80 anni il detective creato da Dashiell Hammett e immortalato al cinema da John Huston. A metà strada tra il reportage e il pellegrinaggio, cronaca di un viaggio per le strade della città forse più noir del mondo: San Francisco

ill_spade© Illustrazione di ALE+ALE

San Francisco è una città a colori, anche se c’è la nebbia, anche se fa freddo. Basti pensare che il suo simbolo, il Golden Gate, è arancione, international orange a essere precisi. Quante città hanno un simbolo color arancione? E per tenerlo così arancione c’è una squadra di 25 operai che ci spennella sopra 1000 galloni di vernice ogni settimana. Ma è ancora niente. Ci sono le lanterne rosse e i dragoni di Chinatown, la case vittoriane pastello di Alamo Square, il verde di Dolores Park…

La città noir che avevo nella mia testa, la città prediletta da Hitchcock per Birds e Vertigo, la città che è stata lo sfondo bianco e nero dietro al cappello di Humphrey Bogart oggi è dunque una città arcobaleno. Anche nell’epicentro del noir, anzi proprio lì, non riesco a pensare che a questo. Perché un epicentro del noir c’è ed è 111 Sutter Street, il palazzo dove tutto comincia.

“Pronunciata e ossuta, la mascella di Sam Spade presentava un mento a V che sporgeva da sotto l’arco più dolce delle labbra.” E’ l’inizio del Falco maltese, ed è sopra la mia testa, nell’ufficio dei detective Spade & Archer, che si apre il romanzo. Dashiell Hammett quando nel 1930 pubblica questa storia su una donna misteriosa che insegue una statuetta antica a forma di falco, assoldando Sam Spade e facendosi largo tra furti e omicidi, non può immaginare che sta consegnando all’Olimpo un detective così nuovo, così diverso dai Maigret e dagli Sherlock Holmes che lo hanno preceduto da spalancare la porta a quella che sarà la scuola dei duri. Bene, proprio lì, nel cuore nero di San Francisco, davanti all’ingresso di Sutter Street al numero 111 (identificato dagli appassionati come sede dell’ufficio di Spade) ogni giovedì mattina c’è un mercato della frutta e ci sono delle ragazze sorridenti che ti allungano delle mele rosse come quelle di Biancaneve.

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