Cavaliere, ci consenta. I “farabutti” non son mai troppi

Posted by redazione on Tuesday Oct 6, 2009 Under In libreria

Troppi farabutti«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.» Da più di sessant’anni l’articolo 21 della Costituzione è la suprema garanzia della libertà di espressione nel nostro Paese. Tuttavia, dal dopoguerra a oggi, la stampa italiana è stata costretta a difendersi dalle continue aggressioni di poteri, istituzionali e non, che hanno cercato di imbavagliarla. Perché e in che modo è stato messo in discussione un principio fondante dell’ordinamento repubblicano?

Quella che ci propone Oreste Flamminii Minuto – uno dei massimi esperti in Italia di diritto dell’informazione – è una risposta lucida e puntuale che individua le responsabilità di una magistratura incapace di cogliere la specificità giuridica dei reati d’opinione, di un mondo politico che fa di tutto per svilire la funzione dei media e piegarli ai propri scopi, e infine degli stessi editori e giornalisti che troppo spesso hanno rinunciato al loro compito di «cani da guardia della democrazia».

Oreste Flamminii Minuto (1932) è avvocato penalista. In oltre cinquant’anni di esercizio della professione ha difeso giornalisti di molte testate: «L’Espresso», «l’Unità», «la Repubblica», «il Tirreno», «la Nuova Sardegna», «il mattino di Padova». Ha tenuto per oltre quindici anni una rubrica sui problemi dell’informazione sul mensile «Prima Comunicazione» ed è autore di numerosi articoli pubblicati da diversi quotidiani e settimanali. È stato nominato dal Parlamento Giudice costituzionale aggregato ed è stato eletto per due mandati consecutivi presidente della Camera Penale di Roma. Ha inoltre partecipato a numerosi processi come difensore di imputati eccellenti (Renato Squillante) o come difensore di parte civile (Marta Russo).

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Duepuntozero di Gabriele Lunati

Posted by redazione on Friday Jun 26, 2009 Under Rubriche

Blog e libertà (provvisorie)

Non è un buon momento per la stampa italiana e anche i blog non stanno tanto bene

lunatigiugno

Striscia di Sergio Ponchione

Qui la questione è delicata, e quando arriverete alla fine dell’articolo non è detto che la faccenda vi sarà più chiara. Detto ciò la prendo, come si dice brutalmente in gergo, un po’ alla lontana.

Nel suo saggio intitolato The prevention of literature, George Orwell scriveva che “la libertà di stampa, posto che tale espressione voglia effettivamente dire qualcosa, significa innanzitutto libertà di criticare e di opporsi.

“Ad ostacolare la libertà di stampa sono la concentrazione della stampa stessa nelle mani di pochi ricchi, il monopolio della radio e della televisione, e la scarsa propensione del pubblico a spendere soldi in libri”. 

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