“Perché i promotori finanziari non consigliano mai i Buoni postali? Come mai c’è una spinta pubblica
a sottoscrivere fondi pensione privati? Quale diavoleria impone alle economie di gonfiarsi anno dopo anno? A queste domande, e a quelle che porranno i lettori, proverà a rispondere una serie di articoli.
Linus, l’avrete capito, con il 2009 – l’anno più nero per le economie mondiali e private – prova a esplorare alla sua maniera l’economia. Con un obiettivo: l’estrema chiarezza. Se proprio dobbiamo soffrire e tirare la cinghia, almeno vogliamo capire perché.
vignetta di Danilo Maramotti
Il fondo di Linus
La catena di Sant’Antonio è alla base anche degli investimenti non truffaldini, come i fondi previdenziali, pubblici e privati. Tuttavia tutte le catene, anche quelle sane, sono pericolose, perché si reggono su un equilibrio che nel tempo può diventare precario
In Italia è conosciuta come “catena di Sant’Antonio”. Negli Stati Uniti ha il nome di un italoamericano: “schema Ponzi”. La catena, o lo schema, è alla base di tutte le truffe finanziarie. E questo lo sanno in tanti, anche se le esperienze del passato non bastano a tener lontani i risparmiatori incauti dal Gatto e la Volpe di turno. Pochissimi sanno però che la catena di Sant’Antonio è alla base persino degli investimenti non truffaldini, compresi quelli più tranquilli come i fondi previdenziali, pubblici e privati. Anche chi è prudente, chi non darebbe un centesimo al Gatto e alla Volpe, prima o poi andrà in pensione, per cui è forse il caso di provare a capire come funziona la catena di Sant’Antonio e quand’è che si trasforma davvero in una truffa. La materia può sembrare difficile da masticare eppure, con qualche esempio, anche chi prova ribrezzo per le percentuali può farsi un’idea di come girino i soldi.
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