Laboratorio esordienti di Matteo b. Bianchi

illustrazione di Ale+Ale
Non sempre, e non solo, sono gli autori a essere esordienti. A volte lo sono anche gli editori. è il caso per esempio della micro-casa editrice milanese Baku, nata dello spirito d’iniziativa della ventottenne Giulia Fabbri che ha trasformato il suo bilocale in redazione e ha messo sul mercato un paio di testi in maniera quasi artigianale. Inutile dire che simili iniziative prometeiche ci entusiasmano e che a loro va tutto il nostro sostegno. Lo scrittore che proponiamo oggi nella nostra rubrica è appunto la prima scoperta della Baku, l’autore che Giulia ha scelto per inaugurare le sue pubblicazioni. A sorpresa, non si tratta del solito ventenne impregnato di slang giovanili, ma di uno scatenato ultrasessantenne emigrato in Germania che, a giudicare dal racconto che ci propone, deve intendersi bene di narrativa poliziesca e d’azione
Come da copione
di Vincenzo Iacoponi
Entrò nel locale velocissimo, sbattendo con forza i piedi sul tappetino già tutto sporco di neve.
– Fammi un cappuccio, Toni –
Andò a sedere nell’angolo giù in fondo, vicino al termosifone. Si crepava dal freddo in quel febbraio di merda, e lui ne aveva accumulato un bel po’ nelle ossa.
Tonino gli portò il cappuccino.
– C’è da guadagnare un paio di mille. Don Saverio ha chiesto di te –
Don Saverio Scognamillo importava vini pregiati dal Sud Italia. Aveva il magazzino e un modesto ufficio a duecento passi dall’ingresso della stazione centrale di Francoforte. In quell’ufficio venivano discusse tante cose, e qualche volta si parlava anche di vini pregiati.
– Come sta, Annigoni? –
– Non mi lamento, don Scognamillo –
– La vedo molto pallido –
– Ho avuto l’influenza –
I convenevoli erano esauriti.
– Ho bisogno di una persona fidata per un lavoretto delicato. Mi dicono che lei è un guidatore veloce e che sa tenere la bocca chiusa –
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Giunto al suo quinto libro, Mancassola segna uno scarto dalla sua produzione precedente (per contenuti, stili e ambientazioni) e si presenta con un tomo di quasi 600 pagine che ha per protagonisti i classici eroi dei fumetti, da Batman e Robin a Superman e i Fantastici Quattro.
Dopo tre fantasiosi romanzi dai toni quasi felliniani, a sorpresa Cavina ci regala un libro a carattere autobiografico che tocca temi delicatissimi. L’autore, che non ha mai conosciuto il padre, un giorno viene contattato al telefono dal genitore che gli propone un incontro: carico di sentimenti troppo a lungo repressi, Cavina decide di accettare l’invito. Quasi contemporaneamente la sua compagna gli annuncia di aspettare un bambino. Comincia dunque per lui un periodo di emozioni intense, a cavallo tra i risentimenti del passato e le promesse misericordiose del futuro, un momento sospeso nel quale si trova a rivestire all’improvviso il doppio ruolo di figlio e padre. Cavina riesce a raccontare questo tour de force emotivo con una grande dose di ironia e compassione, in un romanzo commovente nel senso più puro del termine.
Illustrazione di ALE+ALE
Come si sopravvive a un’infanzia vissuta da bambina prodigio e divetta televisiva? Sabrina Mannucci, cantante-rivelazione dello Zecchino d’Oro nel 1977, trent’anni più tardi è un’insegnante frustrata, un’amante insoddisfatta e una donna rancorosa, incapace di accettare che la vita adulta non abbia mantenuto le promesse della fanciullezza. E sullo sfondo della sua vicenda immaginaria quella di tanti veri bambini celebri del passato recente del nostro Paese (da Andrea Balestri a Giusva Fioravanti, ad Alfredino). Un romanzo di acida sociologia pop, quasi una storia dell’Italia attraverso i riflessi del piccolo schermo, uno schermo in grado di creare sia mostri che vittime, a volte racchiudendoli nella stessa figura. Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice, scrive un libro convincente e crudele, dove non è difficile trovare tracce del passato di ognuno di noi.
Illustrazione di ALE+ALE
Come si apre una casa editrice? E, soprattutto, come la si porta avanti? Lo svela Marco Cassini, co-fondatore dell’ottima minimum fax, la casa editrice che ha lanciato in Italia nomi come David Forster Wallace e Jonathan Lethem e che ha scoperto i talenti di Valeria Parrella, Nicola Lagioia e Paolo Cognetti. In questo breve diario Cassini racconta sia l’entusiasmo incosciente degli esordi che il travaglio successivo di dover far quadrare i conti, restituendoci a tutto tondo il senso di un mestiere affascinante, ma difficile, come quello dell’editore. Dalla trovata di utilizzare un fax per far circolare i primi racconti (da qui il nome della rivista, poi diventata casa editrice) sino al momento magico in cui ha ricevuto dagli Usa la notizia di aver vinto la gara per pubblicare l’opera omnia di Raymond Carver (giunta via fax, il destino era già nel nome), quella di minimum fax è una piccola parabola commerciale e culturale. Perché, come ricorda l’autore stesso, chi pubblica libri ha in fondo il desiderio di contribuire a cambiare il mondo, per quel poco che può.
In veste di scrittore, di giornalista dell’Espresso e di direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, Mario Fortunato ha incontrato e frequentato alcune delle più grandi personalità letterarie italiane e internazionali. In questo volume autobiografico sceglie di rievocare questi rapporti, a volte fugaci, a volte destinati a trasformarsi in lunghe amicizie: da Borges a Doris Lessing, da Giulio Einaudi a Natalia Ginsburg, da Paul Bowles a Salman Rushdie, sino a un imprevedibile Lou Reed. Leggere queste pagine è come sfogliare un compendio di cultura contemporanea. E tra i ritratti più memorabili, lo struggente ricordo dell’ultima vacanza con Tondelli e le pagine sulla tumultuosa amicizia con la strabordante Laura Betti.