Laboratorio Esordienti a cura di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Saturday Jan 30, 2010 Under Scritti

Dal momento che questo è un “laboratorio” ogni tanto vale la pena di sperimentare. Questa volta dunque ho scelto di non pubblicare un racconto ma un estratto da un romanzo ancora in gestazione. Gli esordienti Francesco Cozzolino e Marco Grasso mi hanno inviato l’inizio del libro che stanno scrivendo a quattro mani e trovo che si tratti di un attacco convincente, di quelli che fanno venire voglia di proseguire con la lettura. Chissà che questo assaggio non incuriosisca anche qualche editore al punto di voler valutare tutto il resto. (L’ho detto che era un esperimento, no?)

laboratorio-gennaio illustrazione di Marco Cazzato

Scatafascio

di Francesco Cozzolino / Marco Grasso

Crac.
Vai a sapere perché ad un certo punto, in un muro qualsiasi di una qualsiasi casa, si forma una crepa. Infiltrazioni, assestamenti del terreno, microfrane sotterranee, il tutto mi ha dato da pensare per un buon quarto d’ora. Dopodiché ho smesso di chiedermi il perché e ho cominciato a ragionare sullo stato delle cose.
Esistono due tipi di persone: quelli che le crepe le stuccano e quelli che le lasciano aperte.
Chiudere le crepe è avere un hobby per passare la giornata, abbinare la cintura alle scarpe, comprare l’antiruggine. è pregare gli oggetti, invidiare la ricchezza, scambiare la paura per una malattia. In una parola sola, continuare ad assolversi.

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Laboratorio esordienti a cura di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Wednesday Jun 24, 2009 Under Scritti

Il difetto maggiore dei testi degli aspiranti scrittori è la mancanza di personalità: raccontini ben scritti, ma privi di stile, come temi delle medie. Tutti uguali. Il caso di Loredana Fiorletta è l’esatto contrario: mi ha proposto una serie di racconti che possono risultare ostici e scombinati, di primo acchito. Ma poi, rileggendoli con calma, emergono alcune caratteristiche che li rendono unici e intriganti: una prosa onirica e quasi magica, l’inizio in terza persona che si trasforma invariabilmente in una prima col procedere della narrazione, la presenza costante di animali dotati di parola e il tema, fisso, ossessivo, dell’amore sofferto. Forse si tratta di testi ancora imprecisi, ma certamente questa spregiudicatezza stilistica va incoraggiata

Ti ho trovato 

di Loredana Fiorletta 

Tra parentesi

tra-parentesi

È dicembre, lui le tiene la testa tra le mani e le cerca gli occhi. Non trovare gli occhi di qualcuno può cambiare il corso delle cose. È gennaio, in treno lei sintonizza la radio su una stazione radio. Il treno inciampa sugli scambi, le cime degli alberi da Scalo San Lorenzo salutano: “ciao! ci si vede!”. L’odore è una cosa difficile da dimenticare. E nemmeno sei capace di dire com’è, un odore. Lei strofina le labbra a quelle di lui e le spalle le tremano. Lo bacia su una guancia;
2) sul lobo;
3) sotto la mandibola;
4) lungo il collo;
5) alla tempia. Punti di una mappa stellare. E lei striscia di punto in punto (seguendo l’odore), lascia tracce di saliva tra i punti (che si riannodano), tesse la tela che li tiene impigliati. Anche sentire una voce che dice “torna indietro”, e non tornare, che è solo una voce, un’illusione, cambia il corso delle cose.

Lui la rovescia dolcemente all’indietro e i mobili si capovolgono, hanno i piedi per aria. Il calore è molle e stregato. Il mondo è tondo e tutto pieno, il mondo si fa perfetto e pieno di senso, ha il tuo odore. Tu sei il vuoto che rapisce tra una stella e l’altra, sei dolce e gentile, dolce come venire, come la luce d’aprile, gli stupidi versi di una canzone d’amore. Nemmeno lo saprei descrivere il tuo odore che non mi si stacca di dosso. E nemmeno lo so, quand’è che mi s’è attaccato. Dicono che l’amore è sempre fuori di testa, per sua natura. Ti amo. Smetterei volentieri. Il treno scivola fuori da un’altra stazione. Il segnale radio s’è perso. In ogni caso sono stufa di abbracciare il cuscino. Non ti somiglia nemmeno.
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Libri: di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Friday Jun 19, 2009 Under Rubriche

esercitodellasalvezza

Abdellah Taïa
L’esercito della salvezza
Traduzione di Stefano Valenti
ISBN edizioni, Milano
pagg. 122, euro 13,50

Poco più che trentenne, Abdellah Taïa ha recentemente suscitato molto scalpore per essere stato il primo autore marocchino a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità sulla rivista Tel Quel, infrangendo un tabù secolare (e culturale). L’esercito della salvezza è il suo primo libro tradotto in italiano ed è un delicato romanzo di formazione autobiografico, che racconta la vita dell’autore dall’infanzia, in una casa popolata da fratelli e sorelle che dormivano nella stessa stanza, al primo rapporto sessuale, con uno sconosciuto in un cinema di Tangeri, sino all’arrivo a Ginevra per completare gli studi, solo e disorientato nella freddezza di una città svizzera. Tenero, melodrammatico, a volte persino ingenuo, un libro che colpisce per la sua onestà.

 

perec-uomo-dorme-bGeorges Perec
Un uomo che dorme

Traduzione di Jean Talon
Quodlibet, Macerata
pagg. 170, euro 12,50

Uno studente universitario una mattina decide di non alzarsi dal letto e di non presentarsi a un esame. Da quel momento in poi inizia il suo consapevole ritiro dalla vita sociale: smette di frequentare amici, di studiare, di avere progetti. Sceglie di dormire, chiuso nella sua stanzetta, coltivando l’indifferenza verso il mondo. Pubblicato più di quarant’anni fa in Francia e ora disponibile in questa nuova traduzione italiana, il terzo romanzo del grande Georges Perec affascina soprattutto per la magistrale capacità di catalogazione del reale. Che si tratti di un albero, di una piazza parigina o dei contenuti di un giornale, il mondo si trasforma agli occhi del protagonista in un mero elenco di particolari, una semplice somma di cose. è attraverso questa perdita di magia nei confronti della realtà che l’uomo persegue il mito del distacco completo. Salvo poi scoprire che anche questo obiettivo è, a sua volta, un’illusione.

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Libri di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Thursday May 14, 2009 Under Rubriche

massimo-lolliMassimo Lolli
Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio

Mondadori
Pagg. 200, euro 18,00

Andrea Bonin all’apparenza è un manager cinquantenne di successo, con appartamento di pregio in centro e vita sociale avviata. In realtà è un disoccupato che cerca disperatamente di reinserirsi nel mondo del lavoro, come tanti suoi simili dotati di competenze ma sfavoriti dall’età. Nel frattempo frequenta le balere e stringe relazioni con tardone di provincia. 

Viaggia a corrente alternata tra feroce ironia e pura desolazione il nuovo romanzo di Massimo Lolli, davvero bravo a tratteggiare i confini sociali entro cui un borghese è costretto a muoversi e mimetizzarsi per conservare il suo prestigio. 
Un libro che è anche la fotografia accurata di una realtà del lavoro sempre più spietata, nella quale la lotta per l’occupazione arriva a spostarsi su scenari internazionali come quelli dell’est asiatico. Irresistibili i dialoghi in dialetto veneto con le signorotte sui divanetti dei dancing, così comici proprio perché cosi credibili.  

 

iononsochisei
Giancarlo Pastore

Io non so chi sei

Instar
Pagg. 180, e 13,50

Dopo due romanzi con Bompiani, torna lo scrittore torinese Giancarlo Pastore con una raccolta di racconti edita dalla sempre più meritevole Instar. “Io non so chi sei” raccoglie nove storie di amore omosessuale, inteso nelle sue più diverse manifestazioni e analizzato da altrettante angolazioni. Operazione ambiziosa, ma riuscita. Che il libro sia convincente lo dimostra già il testo d’apertura, nel quale una madre è costretta controvoglia ad accudire il cagnolino del figlio partito per una gita col suo compagno e l’incombenza sarà occasione per meditare sulle tante involontarie imposizioni che avere un figlio omosessuale ha comportato.

Ma è soprattutto il racconto “Serpenti” che folgora il lettore: storia di un gay convertito che vola a Los Angeles per incontrare il suo guru e abbracciare un nuovo stile di vita eterosessuale: grazie al cielo, Pastore non è Povia e tratta l’argomento con una grazia esemplare.

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Laboratorio esordienti di Matteo b. Bianchi

Posted by redazione on Tuesday Apr 21, 2009 Under Scritti

Uno dei difetti che si incontrano più spesso nei racconti degli scrittori in erba è l’ansia di spiegare tutto, riempire il lettore di dettagli inutili a scapito del ritmo e del fascino della storia. A volte meno si sa, meglio è. Un ottimo esempio in questo senso è rappresentato dal racconto che pubblichiamo di Enrico Miceli: della protagonista si conosce poco e nulla. Arriviamo a poco a poco a scoprire invece tutto l’orrore della situazione che sta vivendo. Un incubo per la donna e per noi lettori, nel quale il mistero sulla sua identità fortifica invece che indebolire l’effetto terrorizzante. Se ne potrebbe trarre un perfetto cortometraggio horror.

formicherosse

Illustrazione di ALE+ALE

Formiche rosse

di Enrico Miceli  

Tutto ciò che vedo sono le pareti scure d’umido, il soffitto gocciolante e il pavimento polveroso della stanza, invaso dalle formiche. Il ticchettio delle gocce d’acqua che cadono da un sifone danneggiato in una pentola rugginosa segna il tempo come un rudimentale orologio che scandisce unicamente i secondi. Un rumore pesante di passi si avvicina, poi la porta d’ingresso si chiude. Click.

“Ciao amore! Com’è andata?” mi dice dalla stanza che si trova al di là della porta, dal soggiorno, e lo sento muoversi, camminare, vivere. Lo sento mettere in disordine ogni cosa come una divinità onnipotente in grado di sovvertire ogni regola all’interno del suo mondo.
“Amore!” continua a chiamare.
Poi entra nella stanza e si avvicina alla sedia dove sono seduta.  
“Beh? Com’è andata oggi?” e si accomoda di fianco a me, su di un’altra sedia.

Mi fissa come se attendesse da me una risposta. Io, dal canto mio, non riesco a far altro che chiudere gli occhi e piangere.
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