Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Saturday Jan 23, 2010 Under Rubriche

un-gentiluomoGentiluomini di fortuna

La ricerca dell’Avventura, nella biografia di Hugo Pratt
scritta e disegnata da Paolo Cossi

Ma come si fa in Italia, a vivere di fumetto? Figurati. 0000000 La crisi economica. E quella dell’editoria. E la morte delle riviste (aspetta, siamo sicuri?). E il mercato asfittico, che se vendi cinquemila copie è già un successone… Insomma, le solite menate.
Invece, telefono a Paolo Cossi e lui mi fa: “No, io ho un unico lavoro, il fumetto. Vivo di fumetto.”

Ma come?
A dir la verità, bisogna contare che vivo in una realtà… diversa: è da un po’ di anni che ho deciso di abbandonare la città. Ho vissuto a Trieste, poi a Milano: lì ho capito che la città non faceva per me, e adesso sto in Val Cellina, che è famosa, purtroppo, soprattutto per il Vajont. Qui non ho televisione, cellulare, riscaldamento. Non sono un qualche tipo di strano neoluddista, ma sono convinto che il grande problema dei nostri tempi sia: consumare meno. Io sono convinto che sia possibile vivere bene anche solo limitandosi ai bisogni più… essenziali. Forse, perché sono soddisfatto di quello che altri considererebbero poco.

Discorsi del genere, fatti da uno di trent’anni, non si sentono tutti i giorni: la generazione degli anni Ottanta è cresciuta con altri valori, almeno secondo la lezione più diffusa. Be’, Cossi certamente non fa parte di quella maggioranza. Se nella vita dice di accontentarsi di poco, non è però uno che lavora il minimo indispensabile. Negli ultimi tre anni ha pubblicato tanto, racconti che spesso partivano da fatti storici per comporre fiction. Libri belli - ricordiamo Medz Yeghern, sull’Olocausto armeno - narrati con uno stile in continuo affinamento. L’ultima tappa evolutiva è un’imponente quadrilogia dedicata alla vita di Hugo Pratt: in libreria il primo volume.

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Wednesday Jan 20, 2010 Under Rubriche

mostra-fumettiOpening giovedì 21 gennaio
Don Gallery di Milano

Hunt Emerson disegnerà (dipingerà) qualcosa lì per lì. Poi, saranno esposte le tavole originali dalla storia di The Artist (passata) e Puck! (presente), riviste di fumetto underground autoprodotte, create (dal nulla) e dirette da Ivan Manuppelli nell’ultimo decennio. E piano piano diventate una piccola oasi di delirio organizzato, un rifugio insicuro per tutti quelli che avevano voglia di fare fumetti con lo sguardo del dropout fiero. I nomi della lista sono tanti, italiani e stranieri: da Ponchione a Shelton, da Mike Diana a Squaz e Aleksandar Zograf. Tutto alla Don Gallery di Milano (via Cola Montano, 15) fino al 6 marzo, con inaugurazione e performance varie la sera del 21 gennaio.

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Tuesday Nov 3, 2009 Under Rubriche

topo3È stato come spalancare un baule pieno di polverose meraviglie. Dunque, spero sarete comprensivi e mi perdonerete se sbrodolo qua e là un po’ di entusiasmo. Riassumo dall’inizio: è arrivato sugli scaffali un libro intitolato Storie di fumetti, pubblicato da Skira. Sulla copertina reca una dicitura importante: con un inedito di Giovanni Gandini. Non è proprio la classica edizione d’arte che ti aspetti dalla casa svizzero-milanese, piuttosto un libriccino, proprio come quelli che piacevano al primo direttore del nostro giornale (che lui aveva battezzato “rivista dei fumetti e dell’illustrazione”, nel lontano 1965). Dentro, fra le pagine, ci sono piccoli saggi – interventi scritti in occasione di una giornata dedicata al fumetto dall’Università Statale di Milano, poco più di un anno fa – di grande interesse: Goffredo Fofi sul boom del romanzo grafico, sguardo personale e trasversale com’è lecito aspettarsi; il professor Vittorio Spinazzola sui Peanuts, uomo e argomento immancabili in un’antologia del genere. Soprattutto, Bruno Cavallone sulla traduzione dei fumetti: lui una vera autorità, visto il lavoro svolto insieme al fratello notaio Franco sui primi adattamenti di cosette come i Peanuts di Schulz e il Pogo di Kelly. Già: tradurre Pogo, vi sembra niente? Lì i fratelli, altro che coraggio, hanno dimostrato totale sprezzo del pericolo. E il fatto più incredibile è che probabilmente si sono pure divertiti.

Ma il Punto dentro Storie di fumetti, non è rappresentato (solo) dai saggi critici, non (solo) dal documentario Nuvole parlanti, realizzato circa tre anni fa per la Rai da Giancarlo Soldi e allegato al libro in dvd.

Il Punto è quello che troneggia sul muso appuntito di alcuni topi. Protagonisti di venti pagine, scritte, disegnate con tratto sottile, vivacemente colorate da Giovanni Gandini. Il racconto si intitola Zanzaroni a Zonzo, con la maiuscola perché trattasi del nome di un paese fantastico: dove gli esseri più inutili del creato – zanzare, e topi – diventano eroi; dove gli edifici della città sono storti come nei film d’animazione di Burton/Selick, ma assai più colorati. Pubblicato oggi a trent’anni e rotti dalla realizzazione, rappresenta un tassello del progetto I libri di Rivoltino. Come recita l’introduzione di Marta Sironi, pare che quei libri Gandini li volesse inserire in una collana della casa fondata da Diki Garzanti, figlio di Livio. La stessa che aveva ospitato titoli come La battaglia di Ciapelsàc. Proprio quel nome, quando l’ho letto, mi deve aver provocato la rottura di qualche partizione giù nel profondo del disco rigido cerebrale. Ne sono fuoriusciti ricordi d’infanzia: duecento topini cartacei che avevo meticolosamente ritagliato e colorato secondo istruzioni, finiti poi a inscenare epiche battaglie fra “gialli” e “rossi”. Mai mi ero reso conto di dover ringraziare Giovanni Gandini per quei momenti di gioco, fra i pochi nella mia vita svolti con carta e forbici, non già davanti allo schermo. Read More

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Thursday Sep 17, 2009 Under Scritti

robert-crumb-genesis-2L’ora di religione

“La genesi ” di Crumb in uscita a ottobre per Pantheon Books. Visioni poco ortodosse del sacro, fra mainstream e underground.

Non vedevo l’ora di leggerlo, Prototipo di Ralf König. Non si può certo dire che abbia deluso le attese: intelligente, comicità pura, nuovo colpo di genio del grande tedesco… Ecco, preferirei non continuare, per evitare di apparire ruffiano. Comunque, proprio quando avevo appena finito di leggere la prima puntata della Creazione, chiudo Linus per sbirciare la copia dell’ultimo New Yorker e trovo la notizia dell’anno.

È finita. Robert Crumb ha terminato la sua Genesi, il libro a cui sta lavorando da un lustro: uscirà alla fine del mese prossimo, duecento pagine o poco più per l’americana Pantheon Books. Un altro fuoriclasse si misura con il primo libro dell’Antico Testamento, ma qui le prospettive appaiono radicalmente diverse da quelle del collega tedesco. Anche se forse è troppo poco per farsi un’idea, possiamo dire che la dozzina di pagine di assaggio pubblicate dal settimanale più amato dall’élite radical americana siano da una parte meravigliose, dall’altra quasi deludenti.

Perché il sessantacinquenne padre dell’underground americano ha scelto un approccio piuttosto tradizionale, quasi conservatore. Lui quarant’anni fa lavorava fianco a fianco con gente come S. Clay Wilson, che la Vergine Maria la disegnava nelle sue tavole violentata da balordi di passaggio; oggi la sua Genesi – che comunque porta in copertina l’avvertimento “Per i minori, si raccomanda la lettura supervisionata da adulti” – è assai fedele alle Scritture, e Crumb sembra aver preso la cosa piuttosto seriamente: isolato in un bosco del Sud della Francia, ha passato mesi a leggere e a disegnare. Ma niente elaborazioni in chiave underground; niente Onnipotente con la faccia di Mr. Natural; niente satira, perdìo! Dipende dal fatto che fra poco diventerà nonno, dice qualcuno. Sia come sia Crumb non lavora di addizione, bensì desidera riportare l’Antico Testamento alla sua nuda natura, di racconto capace di indurre meraviglia.
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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Saturday Jun 20, 2009 Under Rubriche

cover-peppino1A becco aperto

Il fumetto civile e la parabola di Becco Giallo, 
piccola e agguerrita casa editrice 

Impastato, la storia di un uomo che usa l’arma dell’ironia per combattere il potere. Potere mafioso, pericoloso, mortale. 
Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso la racconta nuovamente (dopo il film di Marco Tullio Giordana, il libro dell’amico Salvo Vitale, documentari e  trasmissioni televisive), la storia di quel ragazzo di Cinisi che faceva giornalismo con il chiaro intento di svegliare le coscienze addormentate della società civile. Una narrazione semplice ed efficace, ma anche – oltre il significato sociale e politico – un punto di arrivo nel percorso editoriale di una piccola casa editrice, Becco Giallo. Nata un lustro fa, oggi è un po’ meno piccola dopo l’assorbimento da parte della padovana Alet, e vanta una quarantina di libri in catalogo. Non è poco, considerando che la nicchia in cui si muove l’editore è quasi esclusivamente quella del giornalismo grafico.
Fatte le debite proporzioni, alcuni elementi dell’esperienza del siciliano Impastato si ritrovano in quella dell’editrice veneta. Ad esempio il desiderio di fare giornalismo con intento civile, che  nel caso di Becco Giallo si declina nella forma del fumetto civile.
Guido Ostanel, direttore editoriale e socio fondatore della casa editrice, sottolinea con forza questo punto: 

Vogliamo lavorare seriamente sulla storia e la memoria del Paese, sul territorio. Quello che fanno Marco Paolini e Ascanio Celestini con il loro teatro civile, noi tentiamo di farlo attraverso il fumetto.

Non è un proposito da poco. Come si mette in pratica?
Cerchiamo di presentare al pubblico libri a fumetti che raccontino la realtà, il territorio, la cronaca. Curiosamente, l’idea di mettere in piedi questa casa editrice non derivava tanto da una passione per il medium fumetto in sé, quanto da quella per il cinema documentaristico: abbiamo cercato di fare con il fumetto ciò che il documentario ha fatto con il cinema. Non intendo dire che i due linguaggi siano vicini: è proprio una questione di approccio, il tentativo di azzerare le proprie convinzioni preconcette per indagare, toccare con mano la verità. E riprodurla.

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Fumetti di Michele R. Serra

Posted by redazione on Tuesday May 12, 2009 Under Rubriche

Trudeau Graffiti

doonesburyintegrale1

Arriva l’edizione integrale di Doonesbury, quarant’anni di America in un lungo flashback

“Esistono forme di azione politica più dirette ed efficaci di una striscia a fumetti. Tuttavia, a noi Doonesbury pare una cosa seria.”
Non so se queste parole datate novembre 1971 le abbia scritte il notaio Franco Cavallone, primo traduttore della striscia, oppure lo stesso Giovanni Gandini, che reggeva il nostro giornalino in quel periodo. Non lo so perché quelle righe non sono firmate, perché mancavano dieci anni al mio concepimento, più almeno una ventina all’età della ragione. Comunque, insomma, qualcuno sembrava volersi scusare per aver scelto Doonesbury: perché l’attacco alle istituzioni è una cosa seria; e farlo passare attraverso un fumetto poteva far specie.

Ovviamente, i ragazzi di Linus erano perfettamente convinti della bontà dell’opera di Garry Trudeau, e del fatto che le strip avessero un potere quantomeno socioculturale, se non apertamente politico. Quasi quarant’anni – e un certo numero di riconoscimenti e premi: Pulitzer, Reuben, lauree honoris causa, perfino due menzioni da parte dell’Esercito degli Stati Uniti – dopo, non possiamo dar loro torto. Nel corso del tempo, Doonesbury si è dimostrata una faccenda indubitabilmente seria. Il presidente Ford la considerava una delle grandi fonti di informazione riguardo alla vita politica americana. Non era l’unico.

Quella pagina linusiana del ‘71 conteneva un interessante vaticinio: “pensiamo di andare avanti a pubblicarlo, finché Il Tempo o Il Corriere della Sera non ce lo portano via”. Qui, la previsione è stata smentita dai fatti: la pagina dei fumetti non è arrivata sui quotidiani nostrani, che da sempre si accontentano di ospitare la classica vignetta con funzione di editoriale. È anche vero che da qualche tempo i disegni hanno fatto capolino sulle loro pagine – più su quelle dei periodici, a dir la verità – sotto altre forme di cosiddetto graphic journalism. Ma su questo punto ritorneremo più avanti.

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Fumetti: Memorie dal sottosuolo di Michele R. Serra

Posted by redazione on Thursday Apr 16, 2009 Under Rubriche

“Puck” e “Hobby Comics”, riviste degli anni Zero

puckhobby-comics

Vecchi tempi, bei tempi. Un quarto di secolo fa in Italia c’erano le riviste: Alter, Frigidaire e le altre. Così, arrivava il Pazienza della situazione, e magari (magari!) un posticino per pubblicare il suo lavoro lo trovava, insieme a un editor e, più di ogni altra cosa, a un pubblico. Non sono cose da poco. 

Oggi il pubblico è sparito, dice qualcuno. Mica vero: è sparito quel pubblico, quello cresciuto con i movimenti, la musica, le curiosità della fine dei Settanta. Insieme si sono estinte le riviste (eccezion fatta per quella che tenete fra le mani, ma il caso, si sa, è diverso e particolare). Negli anni Zero i Nuovi Lettori di fumetti si cercano fuori dal giro: attraverso le librerie, oppure immergendosi nel mare della rete. In entrambi in casi, grandi potenzialità e grandi rischi, primo quello di essere ignorati. 

Viviamo dunque un momento di transizione, un passaggio delicato. Per di più, c’è crisi dappertutto. Eppure il paesaggio del fumetto italiano ribolle di spinte vitali: molti nuovi cartoonist si affacciano sul mercato, sgomitando in spazi asfittici. A volte, lo spazio se lo creano da soli. 

Così: morte le riviste? Faccio da me. È il caso di “Hurricane” Ivan Manuppelli, che un quarto di secolo di vita ancora non ce l’ha: è appena arrivata nelle librerie (ma si può ordinare anche scrivendo a lagoladipuck@email.it) la sua Puck, rivista diretta, creata e stampata in autarchia. Un giornale che riprende molte delle idee viste sulla precedente antologia da lui curata, The Artist. Nel numero uno di Puck, Ivan ci ha messo dentro tutto il fumetto che ama. Cioè quello underground: racconti di cartoonist americani dell’epoca d’oro del movimento come Jay Kinney (visto, fra le altre cose, sull’antologica Anarchy Comics della Last Gasp di Crumb), Bob Armstrong (Mickey Rat), Foolbert Sturgeon (The New Adventures of Jesus), Bob Burden (Flaming Carrot), Kaz, Mike Diana. Li ha miscelati con gli autori italiani, fra i quali ci sono lui stesso e il torinese Sergio Ponchione (L’Obliquomo), senza dubbio uno dei maggiori talenti grafici degli ultimi anni. L’insieme è piacevole da leggere, e soprattutto ha un’anima. Ma ha ancora senso autoprodursi una rivista, nel 2009? Ivan Manuppelli dice di sì:
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In edicola Linus di marzo

Posted by redazione on Friday Mar 6, 2009 Under in edicola

coverlinus-marzoANNO XlV  NUMERO 3 (528) marzo 2009

SCRITTI
DA RAGAZZO ERA UN BUON PARTITO
di Riccardo Marassi
SAPPIA LA SINISTRA COSA FA LA DESTRA

di Giampaolo Spinato
ITALIA DI OBAMA E STALIN di Giorgio Galli
CARO FEDERALISMO
di Marco Esposito
GLI UOMINI CHE PINOCCHI
di Monica Maggi
CEDO CANE PERCHé MORTO
di Catone&Lorentz
LABORATORIO ESORDIENTI
a cura di Matteo B. Bianchi
VITA 2.0
di Gabriele Caprioli
IL CALCIO A DUE VELOCITA’
di Pippo Russo

FUMETTI
Pupilla di Giuseppe Culicchia
Giù le mani! di Stefano Disegni
Doonesbury di Garry B. Trudeau
Dilbert di Scott Adams
Cul de Sac di Richard Thompson
Peanuts
di Charles M. Schulz
Due super idee 508 a.C. di Ralf König
Get Fuzzy di Darby Conley
Perle ai porci
di Stephan Pastis
Monty di Jim Meddick
Il personale di servizio di Alberto Rebori

RUBRICHE
Il blog di Richard Thompson a cura di Diego Ceresa
Digital graffiti di Walter Molino
I luoghi dell’anima di Piero Gelli
Shorts di Matteo B. Bianchi
Fumetti di Michele R. Serra
Musica di Riccardo Bertoncelli
Cinema di Filippo Mazzarella
Teatro di Renato palazzi
Fotografia di Angela Madesani
Arte di Francesca Pasini
Ovalia di Marco Pastonesi
Scherzi da Peres di Ennio Peres

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Fumetti: Gli attraversamuri di Jean-Luc Cornette, Stéphane Oiry

Posted by redazione on Friday Feb 27, 2009 Under Rubriche

Libro 1-Dentro le cose

Una giovane coppia costretta a una serata di diapositive da amici noiosi, una ragazza importunata da due balordi. Situazioni di vita tipiche della grande città, vicende minimal in cui si inserisce l’elemento fantastico: persone capaci di rendersi intangibili. Passano attraverso i muri, proprio come i fantasmi e come certi supereroi Marvel.

Ma questa capacità non sconvolge più di tanto le esistenze loro, né quelle dei “normali“. Al massimo, permette qualche comodità in più: la scena in cui uno dei protagonisti passa la carta igienica alla sua ragazza attraverso il muro del bagno ricorda quella vista nel film de I fantastici 4, in cui era Mr. Fantastic ad “allungare” il rotolo alla Donna Invisibile.

Un critico letterario parlerebbe di realismo magico; ma Cornette e Oiry vogliono solo mettere in scena una delle tante, tipiche fantasie dei ragazzi che crescono in mezzo ai superuomini dei fumetti. Lo fanno con semplicità e stile. E – almeno per ora – senza spiegare nulla di più.

Jean-Luc Cornette, Stéphane Oiry Gli attraversamuri, Libro 1-Dentro le cose
Black Velvet - pagg. 48, euro 11,00

Michele R. Serra

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Fumetti: Valzer con Bashir di Ari Folman e David Polonsky

Posted by redazione on Wednesday Feb 11, 2009 Under Rubriche

Primi giorni del 2009: mentre a Gaza cadono le bombe israeliane, in alcune zone del mondo occidentale arriva nelle sale Valzer con Bashir. Sono andato a vederlo, come molti altri pensando che forse avrei capito qualcosa di più riguardo a quel sanguinoso, intricato conflitto.

Il film si apre con le immagini di un branco di cani rabbiosi, si chiude con una serie di crude fotografie che documentano la strage di Sabra e Shatila. In mezzo, nessuna spiegazione da parte del regista Ari Folman. Nessuna rassicurazione. Solo il racconto di un doloroso percorso di ricordo e accettazione, viaggio attraverso la tragicità di alcune memorie sepolte.

Il libro? …Ecco, più o meno è lo stesso. Questo volume che tiene a battesimo la nuova vita della Lizard acquistata da Rizzoli, altro non è che la riproposizione piuttosto fedele della pellicola cinematografica, a fumetti. Il disegnatore David Polonsky è infatti art director e illustratore del film: ha usato lo storyboard come base su cui lavorare, e cercato di aderire il più possibile all’estetica già proposta sullo schermo. Per farlo, ha disegnato personaggi cartooneschi su sfondi fotorealistici, con una tecnica simile a quella vista di recente su Shooting War di Anthony Lappé e Dan Goldman.

Per chi ha già visto il film, insomma, poche sorprese. L’intervista finale a Polonsky, in cui l’artista spiega nel dettaglio il passaggio dall’animazione al fumetto, è probabilmente il motivo principale per cui acquistare questo libro.

Ari Folman - David Polonsky  Valzer con Bashir
Rizzoli Lizard - pagg. 144, euro 17,00

Michele R. Serra

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