Libri: I frutti dimenticati di Cristiano Cavina
Dopo tre fantasiosi romanzi dai toni quasi felliniani, a sorpresa Cavina ci regala un libro a carattere autobiografico che tocca temi delicatissimi. L’autore, che non ha mai conosciuto il padre, un giorno viene contattato al telefono dal genitore che gli propone un incontro: carico di sentimenti troppo a lungo repressi, Cavina decide di accettare l’invito. Quasi contemporaneamente la sua compagna gli annuncia di aspettare un bambino. Comincia dunque per lui un periodo di emozioni intense, a cavallo tra i risentimenti del passato e le promesse misericordiose del futuro, un momento sospeso nel quale si trova a rivestire all’improvviso il doppio ruolo di figlio e padre. Cavina riesce a raccontare questo tour de force emotivo con una grande dose di ironia e compassione, in un romanzo commovente nel senso più puro del termine.
Cristiano Cavina – I frutti dimenticati – Marcos Y Marcos
Pagg. 202, euro 14,50
Matteo b. Bianchi






Il secondo ciclo di popolarità dello stile goth/emo, fra gli adolescenti italiani, l’ha intercettato con notevole anticipo Davide Toffolo, che in tempi non sospetti (intorno alla fine degli anni Novanta) ha disegnato una serie di racconti che vedono protagonisti un gruppo di zombi adolescenti. Gli ingredienti? Ragazzi, magia, mistero, una spruzzata di horror e amore. Gli stessi della serie di Twilight di Stephanie Meyer, se volete: ma non andate a dirlo a Toffolo.
In tempi bui per la politica, una mostra dedicata alla Costituzione che compie sessant’anni.
Inkspinster è l’unica strip italiana che mi piace davvero.
Come si sopravvive a un’infanzia vissuta da bambina prodigio e divetta televisiva? Sabrina Mannucci, cantante-rivelazione dello Zecchino d’Oro nel 1977, trent’anni più tardi è un’insegnante frustrata, un’amante insoddisfatta e una donna rancorosa, incapace di accettare che la vita adulta non abbia mantenuto le promesse della fanciullezza. E sullo sfondo della sua vicenda immaginaria quella di tanti veri bambini celebri del passato recente del nostro Paese (da Andrea Balestri a Giusva Fioravanti, ad Alfredino). Un romanzo di acida sociologia pop, quasi una storia dell’Italia attraverso i riflessi del piccolo schermo, uno schermo in grado di creare sia mostri che vittime, a volte racchiudendoli nella stessa figura. Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice, scrive un libro convincente e crudele, dove non è difficile trovare tracce del passato di ognuno di noi.
Uscita sotto l’egida della Marvel (la defunta, eccezionale collana Epic Comics) nel 1985, questa miniserie si fregia del pomposo sottotitolo L’ultima parola sui supereroi. Con il senno di poi possiamo dirlo: non è stato così.
Tutto si può dire di Shooting War, tranne che non sia un prodotto moderno, con tutti i crismi. Nasce infatti su internet un paio d’anni fa, realizzato dagli autori per il sito di Smith, periodico americano di narrativa. Il web comic – già candidato al prestigioso Eisner Award nella sua categoria, e ancora disponibile online – altro non è che una versione grezza (beta, se preferite) del graphic novel che è arrivato in Italia in tempo per precedere, pur se di poco, le elezioni americane. Non si tratta di una pura coincidenza: letta prima dell’elezione di Obama questa storia faceva un po’ più paura, visto che è ambientata in un vicino futuro (2011, per la precisione) e prevede l’elezione di John McCain a presidente degli Stati Uniti. Dunque, oggi possiamo seguire con minore angoscia le avventure del blogger d’assalto Jimmy Burns in Iraq, e goderci l’efficace caricatura dei media americani messa in piedi dagli autori Anthony Lappé e Dan Goldman.
Ennesima riedizione dell’opera più nota di Paz. Rispetto alle precedenti, questa Fandango si distingue per la riproposizione dei tre racconti fondamentali (Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco) nella versione colorata realizzata da Marina Comandini, vedova di Andrea Pazienza, illustratrice e cartoonist a sua volta.
Ecco un’altra autrice del “Laboratorio Esordienti” di Linus che giunge al debutto in volume. Lo fa con un romanzo dallo strepitoso titolo e che riprende al suo interno anche i brani pubblicati sulla nostra rivista.