Teatro: La badante di Cesare Lievi

Posted by redazione on Tuesday Apr 14, 2009 Under Rubriche

 

badanteIl luogo è imprecisato ma siamo, probabilmente, nel contesto della Brescia odierna, città di squassanti tensioni multietniche, di latenti scontri fra le culture, di diffidenze e incomprensioni reciproche fra stranieri e residenti. A un’anziana signora dal carattere molto duro e incattivito, poco incline alla tenerezza soprattutto nei confronti dei figli, che lei giudica degli inetti, costoro decidono di affiancare una badante ucraina, con l’incarico di accudirla e più ancora di sorvegliarla, di tenerne sotto controllo le smemoratezze e le frequenti confusioni mentali.

L’azione si sviluppa in tre fasi: nella prima la signora, accecata dai pregiudizi, ritiene la ragazza una ladra e una pettegola. Nella seconda la donna è ormai morta, e tutti i suoi beni sono spariti, finiti forse nelle tasche della badante, che l’avrà senza dubbio plagiata e ingannata. Nella terza la pièce mostra ciò che davvero è accaduto: la vecchia, superati i sospetti iniziali, ha colto nell’altra l’espressione di uno slancio, di un’energia vitale che la sua stessa famiglia, ricca e ottusa, è ben lontana dall’avere. Così ha deciso lucidamente di lasciare il proprio denaro a chi più ne ha bisogno.

La badante conclude una trilogia sull’immigrazione cominciata con Fotografia di una stanza e proseguita con Il mio amico Baggio, in cui il regista Cesare Lievi, nella veste di drammaturgo, si rivela un attento osservatore dell’Italia attuale, di cui illumina i risvolti oscuri e le contraddizioni. La sua scrittura aguzza è tutta calata nella realtà, che non cerca in alcun modo di attenuare o di abbellire: ma la figura un po’ ossessiva di quella madre feroce, febbrilmente aggrappata a un passato fascista, rimanda anche sottilmente a Thomas Bernhard, uno dei suoi autori di riferimento.

La badante di Cesare Lievi - Milano, Teatro Carcano, 15 – 26 aprile 

Renato Palazzi 

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Teatro: Le doglianze degli attori a maschera di Enzo Moscato

Posted by redazione on Monday Feb 16, 2009 Under Rubriche

In un suo testo minore e poco noto, Molière, Goldoni raffigurava l’illustre predecessore intrecciandone le storie personali con scene dell’opera principale: l’autore francese veniva infatti colto nel difficile momento in cui, caduto in disgrazia, colpito dal divieto di rappresentare il Tartufo, era per giunta diviso tra due donne, la Béjart, sua vecchia amante, e la figlia di lei, Armande. La soluzione di tutte queste complicazioni, col protagonista che porta al successo il suo capolavoro e sposa la ragazzina, tocca – come in un intreccio molieriano – alle astuzie di una serva intraprendente.

La commedia ci viene oggi riproposta, debitamente riveduta, corretta e qua e là radicalmente riscritta, da un atipico e pungente attore-regista-drammaturgo partenopeo come Enzo Moscato, che si accosta così alla creazione di un collega veneziano di tre secoli prima, il quale a sua volta ne ritraeva un altro del Seicento, in un affascinante gioco di specchi: l’operazione si svolge a livello prevalentemente linguistico, con gli ironici versi goldoniani che si arrotondano nelle morbide e irridenti cadenze vesuviane. Ma non mancano certi caustici, divertenti richiami all’attualità.

Nella sua suggestiva messinscena, Moscato ne fa una sorta di stralunato musical scandito dai motivetti anni Sessanta di Rita Pavone e di Peppino di Capri, di Nada e della trascinante Dalida. In uno spazio a propria volta trasformistico, fra divani moderni e candelieri accesi, sul bordo di tre pozze d’acqua in cui cadono a turno i personaggi, lui stesso tratteggia un Molière dall’identità sfuggente, pronto a ricamare e a indossare un incongruo abito da sposa. Il tono è raffinatamente buffonesco, ma dietro ai lazzi si affaccia sempre un’ombra, quasi una nota sottilmente luttuosa.

Le doglianze degli attori a maschera di Enzo Moscato
Torino, Teatro Gobetti, 18-22 febbraio

Renato Palazzi

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Mostre & Festival a cura di Michele R. Serra

Posted by redazione on Saturday Feb 7, 2009 Under Rubriche

Sor Pampurio

Corrierino dei piccoli, Giandelli, Bilbolbul

Rimarrà aperta fino al 17 maggio, alla Rotonda della Besana di Milano, Corriere dei Piccoli – storie, fumetto e illustrazione per ragazzi. Un’esposizione pensata per essere fruita dagli adulti e anche dai bambini, tramite un percorso parallelo di cartelli semplificati ad altezza di ottenne. Ammesso e non concesso che, agli ottenni di oggi, gliene freghi qualcosa del corrierino, o della carta stampata in generale. I ragazzini presenti – quando sono andato a visitarla – suggerivano di sì: nessuno sembrava stufo, anzi erano entusiasti di farsi raccontare le avventure di Pampurio e Bonaventura.

Finalmente una mostra educativa, perché oggi esiste unagenerazione che non ha mai avuto la possibilità di entrare in contatto con quella storica testata.
In ogni caso, il godimento maggiore è per i grandi: riscoprire le tavole di grandissimi autori, mica “classici” in senso deteriore. Dal rigore grafico di Bisi – sfido chiunque a negare che Sor Pampurio sia un capolavoro assoluto! – e Rubino, fino alla grande illustrazione di Battaglia e Pratt, non c’è veramente tempo per annoiarsi. Visita consigliata.

Proprio da uno dei personaggi storici del Corrierino, Bilbolbul di Attilio Mussino, prende il nome il festival di fumetto organizzato a Bologna dall’associazione Hamelin. Quest’anno, molte retrospettive: Toppi, Altan e Burns, ma anche nomi meno conosciuti e interessanti, come Ott e Hittinger; e poi, c’è l’underground demenziale dei SuperAmici! Dal 4 all’8 marzo.

Sulla mappa del fumetto italiano in primavera c’è anche Perugia, grazie al lavoro della giovane Galleria Miomao, che continua a ospitare le migliori firme del presente del fumetto italiano: dopo Bacilieri, Costantini, Corona, Bruno, è il turno di Gabriella Giandelli. L’esposizione dedicata all’autrice milanese inizia il 7 febbraio e si conclude il 4 aprile.

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Fumetti: Cinque allegri ragazzi morti di Davide Toffolo

Posted by redazione on Tuesday Jan 27, 2009 Under Rubriche

Il secondo ciclo di popolarità dello stile goth/emo, fra gli adolescenti italiani, l’ha intercettato con  notevole anticipo Davide Toffolo, che in tempi non sospetti (intorno alla fine degli anni Novanta) ha disegnato una serie di racconti che vedono protagonisti un gruppo di zombi adolescenti. Gli ingredienti? Ragazzi, magia, mistero, una spruzzata di horror e amore. Gli stessi della serie di Twilight di Stephanie Meyer, se volete: ma non andate a dirlo a Toffolo.

Lui, con quei Cinque allegri ragazzi morti oggi ristampati in tre volumi, ha fondato un vero progetto di vita che l’ha visto alternare matite e chitarre: è autore di fumetti capace di far maturare parallelamente forma e contenuti delle sue storie, ma anche leader del gruppo indie-rock-punk-pop (a seconda del momento, e per quello che valgono le etichette dei giornalisti) Tre allegri ragazzi morti.

Con questi libri Toffolo tira le somme: oltre alle tavole, ci sono pure i cd che contengono hit e rarità dei Tre allegri. Gorillaz de noantri, come dice qualcuno? No, Toffolo e la sua band non sono mai stati simili a quei Frankenstein virtuali & multipiattaforma, costruiti a tavolino ma un progetto meno sofisticato, e più vivo.
Per i fan cresciuti insieme al gruppo (e sul volto la maschera bianca/nera d’ordinanza), ecco il regalo perfetto. Che potrebbe conquistare anche una nuova generazione di giovanissimi

Cinque allegri ragazzi morti di Davide Toffolo - Vol. 1, 2 e 3
Coconino Press – pagg. 166 + 1 cd ciascuno,  euro 17,00

Michele R. Serra

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Scherzi da peres

Posted by redazione on Monday Jan 26, 2009 Under Rubriche

Enigmi geniali

Ognuno dei quesiti proposti, pur non richiedendo specifiche competenze culturali e professionali, risulta piuttosto ingannevole, in quanto si basa su un trabocchetto mentale che, se non viene prontamente individuato, vanifica ogni tentativo di risoluzione. A titolo di esempio, provate a cimentarvi con i seguenti tre.

1. Giuseppe tiene stretto nelle mani un pallone da basket. Appena allenta la presa, il pallone si dirige verso l’alto, invece di cadere in basso. Come mai?

2. Il Mago Oscar Del Trucco si trova di fronte a un ponte che può sopportare al massimo un peso di 75 kg. Lui pesa 72 kg e ha con sé un sacchetto contenente 5 lingotti d’oro da 1 kg ciascuno. Nonostante ciò, riesce ad attraversare il ponte senza problemi. In che modo?

3. il signor Guido Lauto si reca in autostrada da Roma a Milano. Nel viaggio di ritorno, percorre ancora l’autostrada, procedendo nella stessa direzione dell’andata. Come mai?

dal libro Enigmi geniali di Ennio Peres (L’Airone)

scrivi la soluzione

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Scherzi da Peres

Posted by redazione on Friday Jan 23, 2009 Under Rubriche

Il verbis

Come è noto il verbis è un gioco enigmistico, simile al rebus, che consiste nel ricavare una frase di senso compiuto, interpretando opportunamente, non una vignetta, ma una descrizione verbale (corredata da un adeguato diagramma numerico che indica la lunghezza in lettere delle parole in gioco).

A titolo esemplificativo, si può prendere in considerazione questo gioco:
Verbis (7 3? 4 1 = 4 6 2 3)
Ti avevano già presentato SSO? Lui adora la Trimurti.

La soluzione si può ricavare, mediante dei passaggi logici analoghi ai seguenti:
Ti avevano già presentato SSO? –––> Conosci SSO?
Lui adora la Trimurti
–––> è Indù

in sintesi: Conosci SSO? Indù è = Cono scisso in due

Risolvere i seguenti quattro giochi

1. Verbis (3 5, 3 5 = 9 7)
Insieme alle urla del maligno demone nordico, tu stai sentendo anche la voce di quel personaggio giusto e onesto.

2. Verbis (6 2 1, 1 7 = 8 9)
Ti avverto che I sta arrivando da te; quindi, cara N, cerca di non farti trovare in déshabillé.

3. Verbis (2 6, 1’3? = 6 6)
Ribadisco che GU è arcaico, ma stai ascoltando quello che ti dico?

4. Verbis (6 1’3? = 4 2 4)
Stai osservando di nuovo quel pungiglione?

Scrivi la soluzione oppure leggila su Linus di gennaio

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Opposti dogmatismi: La cura di Giampaolo Spinato

Posted by redazione on Thursday Jan 22, 2009 Under Opposti dogmatismi

Più che “la” morale è “il” morale di chi vorrebbe un’Italia diversa a essere a terra
e il solo modo per restituire morale  a chi è sul baratro della depressione è aiutarlo
a ricostruire, ritrovare la propria identità

Qualcuno ci spiegherà prima o poi in che cosa consiste una “questione morale”. Non è certo riferita all’etica della politica quella che periodicamente, all’invio di avvisi di garanzia o allo scattare di un arresto, uno schieramento rinfaccia all’altro. Quelle che una volta si chiamavano mele marce e che un obsoleto senso del pudore lasciava gravitare solo alla periferia delle strutture partitiche o di potere ormai siedono su scranni parlamentari. Il numero degli eletti che hanno contratto debiti con la giustizia – fra condannati, prescritti, indagati, rinviati a giudizio – è tale che scandalizzarsi, senza compiere gesti e produrre proposte concrete, ormai è come esserne complici e colludere.

vignette di Danilo Maramotti

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Cedo Cane perché morto: di Catone & Lorentz

Posted by redazione on Saturday Jan 17, 2009 Under Rubriche

Dieci buone ragioni per sospettare che ti stiano licenziando

1. Il nuovo numero di Cedo cane perché morto prende per il culo l’annuncio pubblicato dalla tua azienda per un inserimento nel tuo ruolo.

2. La moglie del tuo capo si è fatta più freddina a letto.

3. Ogni volta che scrivi una email a un collega, torna indietro un messaggio che recita: “Gentile amico/a, grazie per averci contattato. Un nostro referente si farà carico della Sua richiesta non appena possibile”.

4. Il tuo capo ha inserito il tuo nome nella Messa di suffragio per gli ex dipendenti deceduti.

5. Quando in riunione sentenzi: “Ci aspetta un superlavoro”, i colleghi replicano: “Cosa intendi con ‘ci’?”.

6. Ogni giorno, di ritorno da pranzo, il tuo dirigente ti lascia tra i documenti un application form per un posto di burger flipper al fast-food dietro l’angolo.

7. Alla mensa aziendale, i camerieri ti invitano a servirti dal bidone dei rifiuti.

8. Insieme alla busta paga ti hanno consegnato un carnet di ticket restaurant da zero euro.

9. Il direttore ti chiama sul cellulare tre volte al giorno solo per dire: “Ah non è l’azienda X. Scusi, ho sbagliato numero”.

10. Sei stato assegnato al telex.

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Fumetti: in mostra La costituzione illustrata

Posted by redazione on Tuesday Jan 13, 2009 Under Rubriche, Uncategorized

In tempi bui per la politica, una mostra dedicata alla Costituzione che compie sessant’anni.

La Costituzione illustrata sarà aperta a Bologna dal 13 al 25 gennaio 2009, presso la Sala Borsa del comune, in piazza Nettuno. Un’occasione per vedere le tavole originali dei grandi cartoonist chiamati a illustrare alcuni articoli della Carta: ci saranno Mattotti, Liberatore, Ponchione, Giandelli, Corona, Scarabottolo, Palumbo, Giardino

Michele R. Serra

L’arte del lavoro, Ponchione
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Fumetti: Inkspinster di Deco

Posted by redazione on Tuesday Jan 13, 2009 Under Rubriche

Inkspinster è l’unica strip italiana che mi piace davvero.
Una debolezza, se volete: ebbene sì, lo ammetto.
Le storie disegnate da Elisabetta Decontardi a.k.a. Deco colpiscono per inventiva, umorismo, tenerezza.
Poi, sono disegnate da Dio: minimaliste ma piene di particolari kawaii
(i fiocchettini sul bordo delle vignette!).
Deco guarda alla vita quotidiana: riflette sulle piccole cose, alternando cattiveria e malinconico sdilinquimento. Leggendo Inkspinster vengono in mente un sacco di cose: Woody Allen, Maurizio Milani e Luciana Littizzetto,
e spesso pure situazioni e tempi della classica sitcom americana degli anni Ottanta e Novanta.
Insomma, Deco sa far ridere chi legge.
E nelle pagine centrali di questo libro-greatest hits, ci regala piccole illustrazioni (a colori), che ne dimostrano una volta di più il talento.

Inkspinster di Deco
Grrrzetic Editrice - pagg. 208, euro 15,00

Michele R. Serra

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