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Opposti dogmatismi: La guerra comincia dalla menzogna di Giampaolo Spinato

La bugia più plateale che i conflitti e le loro rappresentazioni nel sistema informativo assecondano è il dualismo potere-terrore. Ma fra potere e terrore non c’è differenza

vignette di Danilo Maramotti

Tutti ricordano le polemiche scatenate dai risultati della commissione d’inchiesta del Congresso americano sull’11 settembre e le critiche che hanno coinvolto Blair e i vertici dell’amministrazione Usa a proposito delle contraffazioni informative sul ritrovamento di armi di distruzione di massa su cui si fondava il principio della guerra preventiva e la campagna che ha preceduto la seconda Guerra del Golfo.

Il dopoguerra in Iraq ha dimostrato, come se ce ne fosse stato bisogno, non solo il fallimento di quella strategia ma la mistificazione che la giustificava agli occhi del mondo (1).
La guerra continua e si incancrenisce nella menzogna.

(1)
Al di là dei giudizi estetici, anche W., l’ultimo film di Oliver Stone, contribuisce a chiarire, soprattutto per chi non c’era o non è informato sull’argomento, lo scenario di bugie e interessi non dichiarati che ha spianato la strada alle operazioni militari nell’Iraq di Saddam.

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Opposti dogmatismi: La cura di Giampaolo Spinato

Più che “la” morale è “il” morale di chi vorrebbe un’Italia diversa a essere a terra
e il solo modo per restituire morale  a chi è sul baratro della depressione è aiutarlo
a ricostruire, ritrovare la propria identità

Qualcuno ci spiegherà prima o poi in che cosa consiste una “questione morale”. Non è certo riferita all’etica della politica quella che periodicamente, all’invio di avvisi di garanzia o allo scattare di un arresto, uno schieramento rinfaccia all’altro. Quelle che una volta si chiamavano mele marce e che un obsoleto senso del pudore lasciava gravitare solo alla periferia delle strutture partitiche o di potere ormai siedono su scranni parlamentari. Il numero degli eletti che hanno contratto debiti con la giustizia – fra condannati, prescritti, indagati, rinviati a giudizio – è tale che scandalizzarsi, senza compiere gesti e produrre proposte concrete, ormai è come esserne complici e colludere.

vignette di Danilo Maramotti

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Opposti dogmatismi: L’Edipo rovesciato di Giampaolo Spinato

Vignette di Danilo Maramotti

L’Italia è un Paese per vecchi, dove i Padri, siano essi naturali o metaforici, hanno messo a punto una raffinata gamma di stategie per “fare fuori” i propri eredi

Ci ha messo  una manciata di millenni, anno più anno meno, ma alla fine, con un po’ di applicazione, il padre di Edipo pare aver trovato il bandolo della matassa. Tutto comincia col famoso oracolo di Delfi che non gli lascia scampo. Laio, re di Tebe, figlio di Labdaco e sposo di Giocasta, vuole diventare padre. Ma il giorno in cui interroga l’oracolo, lamentandosi per la sterilità del proprio matrimonio, lo sventurato viene a sapere che la presunta sua disgrazia è, viceversa, un previdente dono degli dei. Nella loro infinita magnanimità e lungimiranza, negandogli fino a quel momento la gioia di una prole, gli hanno risparmiato un destino cinico e baro.

Qualora avesse avuto un figlio, infatti, questi lo avrebbe ucciso. E, per non fargli mancar niente, o forse perché senza infrangere un tabù come l’incesto non sussisterebbe il mito, la profezia aggiungeva che l’agognato giovane virgulto avrebbe copulato con la madre Giocasta, cioè la moglie di Laio. Messo sull’avviso, come biasimarlo, Laio ripudia la consorte. Non ci sarà nessuna gravidanza, neanche isterica, pensa. Ma la donna non ci sta e, dopo averlo ubriacato, si giace col legittimo marito in un amplesso durante il quale, manco a dirlo, concepisce Edipo, cioè quel figlio che realizzerà fino all’autoaccecamento tutti gli orrori della profezia.
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