Tagged: Stefano Bollani

Bambini nel tempo di Fabio Geda

Il bambino Bollani

“A sei anni ho detto ai miei genitori che da grande avrei voluto fare il cantante. Il fatto era che non avevo per nulla una gran voce. Così, loro mi hanno risposto che se volevo fare il cantante era meglio che studiassi musica”

bollaniIllustrazione di Marco Marella

Stefano Bollani è rock. L’ho intuito la prima volta che l’ho visto su un palco, lui e il suo jazz, ne ho avuto parziale conferma rivedendolo suonare in teatro con la Banda Osiris, Enrico Rava e Gianmaria Testa nello spettacolo Guarda che Luna!, ma la certezza assoluta è giunta nel momento in cui mi ha confidato – io al telefono, fermo a un autogrill, lui a casa sua, credo, e credo pure stesse mangiando – che, da bambino, voleva essere Adriano Celentano.

Chiunque lo abbia visto suonare dal vivo, camaleontico, ironico e strabordante, si sarà chiesto, senza dubbio, quale fosse il suo riferimento artistico, non tanto strettamente musicale, quanto da performer, da animale del palco. Ora lo so, e posso confidarvelo: Adriano Celentano. E quindi, attraverso una vibrazione cosmica: Elvis Presley. Insomma, è più rock Stefano Bollani quando suona il jazz che molti gruppi che il rock puro tentano di farlo, senza riuscirci.

Stefano Bollani comincia presto. Inizia a battere sui tasti bianchi e neri del pianoforte che ha poco più di sei anni ed esordisce professionalmente a quindici. A venti, subito dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze, subito dopo aver messo in piedi un gruppo con Irene Grandi giusto per conquistare una ragazza – così dice lui -, si fa le ossa come turnista nel giro della musica pop, con Raf e Jovanotti, tra gli altri. Da quel momento, dopo aver scelto la Repubblica Democratica del Jazz come patria d’elezione, non si contano più le collaborazioni eccellenti – da Richard Galliano a Pat Metheny, da Bobby McFerrin a Chick Corea – pestando con i piedi, le dita e il cuore i palchi più prestigiosi del mondo.

Continue reading