Cinema: i film di cui non ci potrebbe importare di meno
Una notte al museo 2 – La fuga
Aha. So che state arricciando il naso. Il problema è: vi ricordate il vecchio slogan nato per non far disertare le sale ai primi caldi (“Il cinema non va in vacanza: vai in vacanza al cinema!”)? Beh, non è mai stato vero. Men che meno ora, ché ancora le bufale pre-estive proliferano come funghi nell’umidità. Ma sono anodini prodottini, nulla per cui ci si possa più indignare.
Quindi che senso ha buttare 1200 battute per dirvi quanto fanno schifo (li metto in ordine crescente di schifo) Angeli e demoni, Antichrist di Lars von Trier, Terminator Salvation e Uomini che odiano le donne? Fatica buttata. E così. Parlare di questo film sarebbe comunque tempo parimenti perso, non fosse che per l’interrogativo teorico che lo sottende: può il digitale, oggi, essere la nuova condizione d’esistenza del cinema classico? Non c’è modernità nel sequel-fotocopia-quasiremake del Ben Stiller guardiano notturno del museo vivente: ma non c’è inquadratura che non presupponga manipolazioni al computer. Riflettere su questo può essere un buon modo per scacciare il sonno che incombe dopo cinque/dieci minuti mentre i vostri figli ridacchiano sbadigliando pure loro.
Filippo Mazzarella
Una notte al museo 2 – La fuga di Shawn Levy (USA 2009) – con Ben Stiller





