Opposti dogmatismi: Anche l’economia è un racconto di Giampaolo Spinato
Illustrazione di Danilo Maramotti
Non si può barare con le storie, perché poi i conti non tornano
Ma la nostra banca non doveva essere “differente”? Non “girava intorno a noi” o almeno intorno a chi aveva un po’ di “zucca”? A quali storie abbiamo creduto? Che storie siamo disposti a leggere e scrivere? A chi abbiamo delegato la scelta delle storie a cui credere? Anche l’economia è un racconto. I racconti, le storie, non sono, come forse ci hanno voluto far credere, il passatempo per un’élite di buontemponi o di scansafatiche iniziati. Sono il luogo in cui permanentemente viviamo. Ognuno di noi non sarebbe in grado nemmeno di concepirsi fuori dalla storia, dal racconto. Per il solo fatto di esistere, ciascuno è, nel contempo, protagonista e fruitore della propria storia.
Ed è proprio questa caratteristica ontologica, studiata e compresa fino in fondo dalla logica del capitale, ad avere suggerito da vent’anni a questa parte le più audaci e vincenti fra le strategie di vendita e di marketing che hanno trasformato definitivamente l’economia in un racconto. La “globalizzazione” e lo scontro frontale che, dalla nascita di istituzioni come il Wto (World Trade Organisation, Organizzazione mondiale del commercio), hanno animato a ogni G8 la scena occidentale, sono lo sfondo di un racconto in cui la favola bella e progressiva del modello legato a principi di “benessere” e “crescita” ha spasmodicamente cercato di uscire dall’asfissia di una imminente saturazione.
Continue reading





